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La sedia della felicità: spensierata e divertente eredità di Carlo Mazzacurati

Anteprime, Attualità

17/04/2014

A circa due mesi dalla scomparsa del regista, morto a Padova lo scorso 22 gennaio, è stato presentato ieri alla Casa del Cinema di Roma il suo ultimo film, La sedia della felicità, alla presenza dei tre attori protagonisti Isabella Ragonese, Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston.

Per assurdo è forse il suo film più allegro, quasi spensierato, nonostante l'abbia girato durante la fase, che si è poi rivelata terminale, della sua malattia.  La storia di un tesoro nascosto in una sedia alla cui ricerca si lanciano tre personaggi bizzarri: un uomo, una donna e un prete svalvolato,  sfidando una serie di imprevisti. Prodotto da Angelo Barbagallo con la sua Bibi Film e presentato in anteprima allo scorso Torino Film Festival, La sedia della felicità  arriverà nelle sale giovedì 24 aprile in circa 150 copie distribuito da 01Distribution. Nel cast tanti nomi celebri del nostro cinema come Roberto Citran, Milena Vukotic, Raul Cremona, Katia Ricciarelli e Marco Mazzocca oltre a tre  cammei di Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio e Silvio Orlando. "Ha chiamato gli attori a cui voleva più bene - ha raccontato Giuseppe Battiston, uno dei suoi attori preferiti - e quando mi parlò di questo progetto io gli chiesi se fosse sicuro che tutti avrebbero poi accettato. Mi rispose ridendo: 'chi vuoi che dica di no a un povero malato?'.  

"Di Carlo e della lavorazione del film ricordo solo un grande entusiasmo quotidiano, tanto che noi attori non ci siamo nemmeno accorti che stava male" - ha raccontato Valerio Mastandrea, che, si è scoperto solo ieri, avrebbe dovuto essere il protagonista del suo prossimo film, una piccola commedia ambientata in Toscana. Una notizia rivelata dalla sceneggiatrice Doriana Leondeff, collaboratrice di lunga data di Mazzacurati, che ha ricordato come la scoperta della malattia sia avvenuta proprio durante la lavorazione del film: "Quando ha saputo di essere malato paradossalmente il lavoro ne ha acquistato in termini di leggerezza e buonumore perché sia Carlo che tutti noi abbiamo sgombrato la mente da tutto quello che era inutile in quel momento, e di arrivare al cuore allegro delle cose che stavamo raccontando". Anche perché lui non pensava certo che quello sarebbe stato il suo ultimo film, poiché aveva già iniziato a buttare giù, assieme alla Leondeff, il soggetto del progetto nuovo, pensando proprio a Mastandrea come protagonista. Una negazione della malattia, che non è mai affiorata in nessun modo durante la lavorazione, come testimonia la protagonista Isabella Ragonese:  "non ho mai percepito le sue difficoltà fisiche sul set e mi piace pensare che i suoi ultimi mesi non siano stati in un ospedale ma insieme a noi, facendo una cosa che gli piaceva fare". 

"E' bello che il suo cammino si sia concluso in allegria, se avesse potuto scegliere un modo per concludere lo avrebbe scelto esattamente così". chiosa il co-sceneggiatore Marco Pettenello

Scritto da Piero Cinelli
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