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La ragazza che giocava con il fuoco: parla Michael Nyqvist

18/09/2009

Oggi a Roma Michael Nyqvist ha presentato il secondo film tratto dalla Trilogia Millenium di Stieg Larsoon, La ragazza che giocava con il fuoco, con la regia di Daniel Alfredson. In uscita il prossimo venerdì 25 settembre, distribuito dalla BIM in 250 copie.

Il secondo episodio prende il via con l'omicidio di due giornalisti della rivista Millenium brutalmente assassinati prima di riuscire a pubblicare clamorose rivelazioni sul mercato del sesso in Svezia. Sull'arma del delitto vengono rilevate le impronte di Lisbeth Salander (Noomi Rapace), nota (anche al pubblico) per essere una ragazza pericolosa e dal passato violento.

Mikael Blomqvist (Michael Nyqvist), diventato direttore della rivista, non crede alla colpevolezza di Lisbeth. La conosce e sa perfettamente che la sua violenza è conseguenza della paura. Ciònonostante Lisbeth è ricercata dalla polizia e Mikael vuole trovarla prima che sia troppo tardi.

Mentre porta avanti le sue indagini, nel tentativo di ricomporre i pezzi di un complicato puzzle, Blomqvist scopre alcuni tragici episodi legati al passato di Lisbeth: internata in un istituto psichiatrico a 12 anni, dichiarata incapace a 18, capisce che lei è soltanto il frutto di un sistema marcio, corrotto e brutale. Le indagini proseguono e Mikeal s'imbatte in due spietati criminali, tra cui un "gigante biondo" armato di motosega, insensibile al dolore fisico.

 

Con oltre 10 milioni di copie vendute, gli adattamenti cinematografici tratti dalla Trilogia di Larsoon - scomparso nel 2004 - sono diventati un appuntamento irrinunciabile. Si dovrà attendere la primavera del 2010 per chiudere il cerchio con La Regina dei castelli di carta.

 

Intervenuto in conferenza stampa Michael Nyqvist ha risposto ad alcune domande:


Come si è misurato con il suo personaggio e qual è stata la sua evoluzione?

"Quello che mi è piaciuto del personaggio di Blomqvist è il senso morale, etico e politico che vuole trasmettere, oltre al suo profondo senso di empatia. Rappresenta un moderno uomo del west e credo che Larsoon abbia voluto incarnare se stesso, il suo alter ego. In ognuno dei tre episodi il mio personaggio subisce un cambiamento: da vittima (nel primo) diventa sempre più paranoico fino a raggiungere - nel terzo - punte estreme di follia".

Ha conosciuto Stieg Larsoon e cosa ne pensa dei suoi discussi rapporti con i gruppi estremisti di destra?

"Ho avuto il piacere di conoscerlo una decina di anni fa circa quando ero in teatro con "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Era un periodo molto turbolento in Svezia e a "causa" del mio monologo di due ore avevo ricevuto delle minacce da estremisti di destra. E' stato proprio in questo frangente che ho conosciuto Larsoon e posso affermare che è stato il primo a cercare un dialogo con queste frange estremiste".

E' stato girato anche il terzo episodio? E quali sono le differenze più marcate fra il primo e i due successivi?

"Nel giro di un anno e mezzo abbiamo completato tutte le riprese, entrando nell'universo di Stieg, esattamente come nelle sue intenzioni. E' stata una vera e prorpio maratona.

Sicuramente ci sono delle differenze: nel primo libro/film gli spettatori sanno esattamente quanto i due protagonisti (Lisbeth e Mikael) ed insieme procedono nella storia; c'è un senso mistico una ricerca interiore volta alle origini (nel primo c'è un continuo rimando al passato attraverso fotografie, ricordi). Nel secondo così come nel terzo Larsoon ha modificato la storia mettendosi sulla scia del thriller: gli spettatori sanno cose che i protagonisti devono indagare. Per tutti il tempo insegue qualcosa, la persone, la verità".

Quali cambiamenti ha portato la sostituzione della regia fra il primo e il secondo episodio?

"Il cast non ha risentito del cambiamento, eravamo una squadra affiatata già da 5 mesi di lavoro insieme. Il problema è stato per Daniel, perché il nostro atteggiamento iniziale nei suoi confronti era del tipo: "di pure quello che ti pare, tanto la mia parte la conosco meglio io!" Sicuramente l'arrivo di Daniel ha portato dei cambiamenti già nel tipo di riprese: se nel primo era stata usata la camera fissa, nel secondo è stata usata la steadycam. Questo ha modificato completamente lo stile narrativo".

Tutti e tre i libri sono diventati dei best seller e l'America che ha scoperto Larsoon in ritardo, ha già deciso (si vocifera) di volerne fare un remake, cosa ne pensa?

"Si dice che Tarantino voglia rifare il film e Brad Pitt interpreterà il mio ruolo. Riuscite ad immaginare la Trilogia di Millenium ambientata in Alabama?"

Sappiamo che il primo film era destinato al mercato cinematografico, mentre il secondo e il terzo erano destinati alla televisione, cos'è successo?

"E' stato molto imbarazzante quando alla presentazione del primo film i giornalisti internazionali - saputa la notizia - ci hanno detto: siete degli stupidi! Avete un così grande cadeau in mano e ve lo fate scappare? Perciò abbiamo cambiato idea.

Stieg aveva venduto i diritti ad una compagnia televisiva, così ogni volta, abbiamo realizzato due film: uno per il cinema, un altro per la tv. Solo per il primo abbiamo un'ora di materiale in più!

E poi tanto, se hai fatto un buon film, in televisione ci finisci comunque!"

 

 

Scritto da ADMIN
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