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La prima linea: Occhipinti risponde a "Libero"

Interviste

16/04/2009

"La polemica può essere talvolta il sale della democrazia, lo stimolo al confronto. L'imprecisione e la superficialità, invece, sono sempre l'avvilimento del diritto all'informazione.
Forse l'articolo di "Libero" del 29 marzo, a firma di Maria Paola Gianni, aveva l'ambizione di essere polemico; ma nel riportare il parere dell'ex generale James Dozier, sequestrato dalla BR nel 1981 e poi liberato dalla polizia italiana, ha riportato inesattezze, veri e propri errori, semplificazioni, giudizi sommari.


Secondo l'ex generale statunitense, il film "La Prima linea", con la regia di Renato de Maria e del quale sono il produttore, andrebbe «fermato». ? una sua legittima opinione. La rispetto, anche se dovrebbe essere buon costume, in Italia come negli USA,  quello di conoscere ciò di cui si parla. In questo caso appare difficile, dato che il film ancora non è stato terminato e dubito che sia la giornalista che l'ex generale abbiano potuto conoscerne il copione.
Rispetto di meno un modo di fare giornalismo approssimato e sentenzioso.
Ad esempio, il film non è tratto da "Una vita in Prima linea" di Sergio Segio, come afferma "Libero", ma semmai da "Miccia corta", dello stesso autore. Non è vero che Segio «dovrebbe essere anche lo sceneggiatore del film», non fosse altro perché la sceneggiatura è già scritta da tempo ed è firmata da Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo e Fidel Signorile. La giornalista di Libero dice" il bello e' che Segio non si e' mai pentito per le sue malefatte", e' vero Segio infatti e' dissociato, forse può essere  utile richiamare le parole al riguardo scritte da Padre David Maria Turoldo: "il pentito non dice perché lo ha fatto, dice solo chi c'era; invece il dissociato non dice chi c'era ma dice perché lo ha fatto. E questo è ancor più importante per uno stato che si rispetti e che voglia capire".

Scritto da ADMIN
Tag: occhipinti
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