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La pelle che abito: Almodòvar parla del film, della chirurgia e del nostro premier

Attualità, Personaggi

23/09/2011

E’ oggi il gran giorno fissato per l’uscita nelle sale di La pelle che abito, ultimo progetto, faticosamente venuto alla luce per Pedro Almodòvar. Il regista tenta il capolavoro e per farlo convoca dopo vent’anni da Legàmi l’amato Antonio Banderas e vira inaspettatamente sul thriller.

Ispirato dal romanzo Tarantula di Thierry Jonquet il film racconta le vicende di un noto chirurgo plastico, Robert Ledgard, che in seguito alla perdita della moglie, rimasta carbonizzata in un incidente stradale, deve affrontare anche la perdita della figlia, suicida in seguito ad un presunto stupro. Da qui la sua vendetta, che mette in atto su un umo che diventa la cavia dei suoi esperimenti. Elena Anaya e Marisa Paredes completano il cast.

In Italia per promuovere il film Almodòvar ha rilasciato una lunga ed interessante intervista a L’Espresso, parlando della pellicola, del tema portante della chirurgia estetica, non dimenticando però anche un commento sul nostro premier Silvio Berlusconi.

"E' un film duro che riesce a disegnare, in un contesto terribile, un finale non troppo distante dalla felicità – ha dichiarato il regista - Mi interessava raccontare un processo di resistenza interiore. Descrivere un angolo inaccessibile di umanità in cui, tra un'angheria e una negazione, si continui a essere se stessi".

E’ favorevole alla chirurgia plastica Almodòvar, in quanto secondo lui, il nostro volto è lo specchio sugli altri, ed è giusto cambiarlo se non ci si ritrova, ovviamente con le dovute cautele. Per La pelle che abito il regista ha consultato medici, scienziati, autentici luminari in materia, giungendo alla conclusione che tutto dipenda dal mondo della comunicazione, dove “c'è una perversione che contagia sia la forma che l'essenza. Corrono in parallelo. Imperano contenuti grossolani, urlati con aggressiva volgarità”. Il passo dalla chirurgia al mondo dello spettacolo e poi a quello politico è breve ed interrogato sul nostro premier, il quale, non è un segreto, è fan del lifting, Almodòvar esprime un parere secco e ben preciso.

“Non vivo qui, sul vostro premier ho più domande che risposte e classificare Berlusconi è complicato. Le notizie che lo riguardano abbracciano più il sesso che la politica – dice il regista - Berlusconi è un omofobo ossessionato dalle donne che si vanta in continuazione di non essere finocchio. Questa frenetica lotta contro il trascorrere del tempo e l'ideale modello di bellezza maschile agognato da Berlusconi si avvicina ad ambiti professionali che ben conosco e dove, per ragioni tra le più varie, l'omosessualità abbonda. Chiederei agli italiani lumi sullo sconcerto e sullo scandalo che il suo nome provoca ovunque”.

Delle dichiarazioni molto schiette e per nulla diplomatiche che sicuramente daranno il via ad una serie di polemiche tra i sostenitori del Presidente del Consiglio. Dopo le parole di Madonna, accusata poi di aver un ‘ufficio stampa comunista’ cosa dovremo aspettarci?

La pelle che abito uscirà venerdì 23 settembre, in 300 copie per Warner Bros. E’ uno dei film candidati all’Oscar come Miglior film straniero per la Spagna.

 

 

Scritto da Manuela Blonna
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