questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

La morte di Luigi Magni

Attualità

27/10/2013

E' morto Luigi Magni, "l'ultimo romano"

E' morto a Roma Luigi Magni. Sceneggiatore e soggettista aveva poi firmato come regista film che hanno raccontato magistralmente Roma: Nell'anno del signore, In nome del Papa re, Tosca. Lunga collaborazione con Nino Manfredi. Era nato a Roma il 21 marzo del 1928. I funerali martedì nella chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo.

Primissima, per ricordarlo, propone un'intervista avuta con lui nel 1999 sul set del suo ultimo film per il cinema La Carbonara

Le nuvole che si sono divertite a rovinare ai romani gli ultimi weekend di luglio, si rincorrono allegre, riflettendosi sul lago di Bracciano che Luigi Magni scorge dall’alto del casale di Trevignano dove – da poco – ha dato l’ultimo ciak del suo film La carbonara.

Uscirà a fine autunno ed avrà come interpreti Valerio Mastandrea, Nino Manfredi e Claudio Amendola. Protagonista femminile Lucrezia Lante della Rovere nei panni di una bella nobildonna decaduta, simpatizzante dei patrioti carbonari che nel 1825 – anno in cui è ambientato il film – vedono svanire i grandi sogni di libertà nati con i moti del 1821. La figlia di Marina Ripa di Meana – nella pellicola omonima – è anche la tenutaria di un’osteria che alza l’insegna La carbonara, punto di incontro di una storia di passione e di libertà sul solco degli altri capolavori di Magni come In nome del popolo sovrano, In nome del Papa Re e Nell’anno del Signore. Nel cast anche Fabrizio Gifuni nel ruolo di un carbonaro mangiapreti che giura di avere visto piangere la Madonna. Una pellicola che tra una risata e l’altra tratta argomenti molto profondi e elevati come la libertà: “Con la scusa della democrazia ci siamo dimenticati che la libertà è un’altra cosa.” Dice Magni mentre il set su cui hanno rivissuto le gesta degli antichi patrioti sta per essere smontato. Un altro film, il suo diciottesimo da regista, che parla di persone che vogliono cambiare il mondo. Un anelito appartenuto ai giovani di tutte le epoche: “Gli ideali sono ancora oggi la nostra unica e ultima speranza. Un’Europa delle banche e senza ideali costituisce un futuro agghiacciante, cui preferisco non pensare. Dobbiamo avere di fronte a noi degli obiettivi nobili, altrimenti se l’unico scopo della nostra esistenza diventa il mercato, siamo rovinati L’Euro non basta.” Nato il primo giorno della primavera del 1928, a quasi settantadue anni il maestro Luigi Magni non ha nessuna intenzione di deporre le armi della sua personalissima battaglia per la ricostruzione della memoria storica del nostro paese. “Il dimenticare la nostra storia è la colpa più grande di cui possiamo macchiarci. Dimenticare è colpevole e delittuoso. Chi non sa da dove viene, come può andare da qualche parte? La nostra società voluttuaria favorisce questa mancanza di memoria.” Attraversando le strade del centro, può capitare spesso di incontrare Magni che passeggia. Lui – come è stato definito da Luciano De Crescenzo – “l’ultimo romano”, che nei suoi film ha messo in scena la grande storia della Capitale, raccontando le vite di persone scomparse da tanto e che Magni conosce come pochi al mondo “Ho fatto questo tentativo anche con grande difficoltà di girare in una città caotica come la nostra, ma non so quanto sia andato a buon fine.” – dice con un tono vagamente rassegnato – “Anche Pasquino oggi è ridotto quasi a essere una statua rotta, una pietra come tante…” E sui motivi che hanno depauperato Roma della sua storia e del suo spirito, Magni ha pochi dubbi: “In un secolo Roma è passata da duecentomila cittadini a quasi quattro milioni e mezzo. La maggior parte degli abitanti di questa città che impropriamente vengono chiamati romani, di Roma non sanno nulla anche se magari ci abitano già da un paio di generazioni Giorni fa un ragazzo con un forte accento mi ha fermato per chiedermi dove sta Via Mario dei Fiori…come è possibile che un romano non lo sappia? Questa è l’ulteriore riprova che la città intesa come unità spirituale dei cittadini non esiste più da tempo. Dopo la sciagura di essere diventata la Capitale d’Italia, Roma ha subito una tale aggressione che è divenuta quello che vediamo oggi.” E lo smog del centro, le macchine in perenne doppia fila, l’immondizia che avvilisce le strade insieme ai cantieri dei cantieri del Giubileo sono lontane dal set de La carbonara dove si respira, invece, un’aria d’epoca di forte anticlericalismo : “Sono comunista da cinquanta anni e cristiano da venti secoli” – puntualizza il regista - “Mi sono sempre schierato contro i preti che si impicciavano di politica. Oggi come ieri. Il più antico e acerrimo nemico del Risorgimento è stata la Chiesa. Ancora oggi siamo condizionati da un potere travestito che è quello degli avanzi della Democrazia Cristiana, riuniti in una Democrazia Cattolica, che quando diventa romana assume addirittura toni controriformisti. Ecco perché i miei film sono sempre attuali.”

 

Scritto da Marco Spagnoli
Tag: non vi sono tags per questo articolo
VOTO
 

LA PROSSIMA SETTIMANA