questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

La migliore offerta di Giuseppe Tornatore!

Attualità, Conferenze stampa, Interviste

28/12/2012

Il giorno di Natale è passato in televisione, nella versione completa, Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Era il 1988 quando il regista siciliano veniva consacrato come Maestro del Cinema, come Autore con questa pellicola. Venticinque anni dopo e tantissime importanti pellicole realizzate in questi anni, il 1° gennaio 2013, uscirà l’ultimo colossale lungometraggio di Tornatore dal titolo: La migliore offerta. Apparentemente e sostanzialmente - anche se qualcosa rimane sempre di un autore tra una pagina e l’altra della sceneggiatura - questo è il suo film più lontano possibile da Nuovo Cinema Paradiso o Baarìa.

La migliore offerta è un film di produzione e realizzazione tutta italiana ma con una storia e un cast assolutamente internazionali e anni luce dalla sua Sicilia. Ai giorni nostri, in una ambientazione middle europea veniamo calati nella vita di Virgil Oldman, un sublime Geoffrey Rush (Premio Oscar per Shine), uno dei battitori d’aste più famosi del mondo, che vive isolato nel suo mondo fatto di opere d’arte, in una casa che sembra un museo, con una mania per l’igiene – fa qualsiasi cosa indossando costosissimi guanti che possiede di ogni foggia e colore – con un socio Billy, il grande Donald Sutherland, che per lui acquista oggetti di valore all’insaputa del resto del mondo, e un ragazzo Robert, ovvero il giovane attore inglese Jim Sturgess, capace di aggiustare qualsiasi cosa e al quale Virgil si rivolge quando recupera arnesi da decifrare. Per il resto Virgil vive fuori dal mondo. Cena sempre in un lussuosissimo ristorante dove bicchiere e posate portano le sue iniziali, ma non ha cellulare. Il mondo esterno non lo deve disturbare, non si deve intromettere nel suo protetto, sicuro, pulito e asettico universo. Ma un giorno una ragazza di nome Claire (Sylvia Hoeks) si intrometterà in maniera fastidiosa e capricciosa nella vita di Virgil, riuscendo però a penetrare l’impenetrabile uomo e a cambiargli per sempre l’esistenza. Sappiamo che finire così una frase è dire tutto e niente ma, La migliore offerta, è un thriller, un giallo, senza morti e omicidi, ma lo è e non possiamo dirvi altro… La pellicola è magnificamente diretta, con ambientazioni mozzafiato dove la bellezza regna ovunque sovrana, interpretata benissimo – svetta su tutti Rush – contrappuntata dalla musica di, un altro Maestro, Ennio Morricone.

Prodotto e distribuito dalla Warner Bros. insieme alla Paco Cinematografica, all’incontro con la stampa ci sono Giuseppe Tornatore, Sylvia Hoeks, Ennio Morricone e in collegamento via satellite da Melbourne – dove è impegnato a teatro – il simpatico, passionale e bravissimo Geoffrey Rush.

“E’ evidente che mi avreste domandato che collegamenti può avere un film come La migliore offerta con i miei lavori precedenti – ci dice Tornatore – Vorrei dire nessuno, perché avevo proprio voglia di staccarmi dal mio passato. Un po’ come è successo con Una pura formalità. Però il soggetto e la sceneggiatura sono miei e sono il frutto di due vecchie idee che ho nel mio cassetto dei progetti da fare che però non mi convincevano, fino a quando, spinto anche dal fatto che ogni mese mi arriva a casa un catalogo su varie case d’asta ho pensato che unendoli avrei potuto farne uscire una storia interessante. Rimane la mia convinzione che La migliore offerta è un film che non avrei mai potuto ambientare in Italia e non ha nulla della nostra cultura, quindi non vi è nulla di autobiografico. E’ una grande storia d’amore raccontata sotto forma di thriller. Un uomo e una donna che, per ragioni diverse, si isolano dal mondo, fino a quando si incontrano e sono costretti ad aprire le finestre, le porte e, a fare entrare, la vita. Il rapporto disturbato con lo spazio esterno è un tema che mi interessa da sempre e questo è l’unico legame vero che vedo con un altro mio film che è La leggenda del pianista sull’oceano”.

Geoffrey Rush che vedrete è un gigante nei panni di Virgil Oldman afferma: “Ho amato da subito la sceneggiatura, l’ho trovata stupefacente. Poi quando Giuseppe è venuto a Melbourne e ci siamo chiusi in casa per quattro giorni alla fine Oldman era nato ed io ero lui. Io trovo che La migliore offerta sia un film sulla vecchia Europa e quella di oggi. Virgil appartiene al passato, è ricco, arrogante, abituato ad essere servito e riverito ma è un uomo solo e pieno di fobie. Ha però una passione sconfinata per il suo lavoro e quando c’è passione c’è amore, quindi Virgil è anche molto altro da come appare, è anche tutto quello che gli manca, una cosa su tutte, l’amore di una donna. La migliore offerta è un film sull’arte intesa come sublimazione dell’amore, ma anche un film sull’amore inteso come frutto dell’arte”.

“Il titolo – continua Tornatore – è legato ad una frase che si dice sempre durante le aste. Quando un pezzo parte senza una base d’asta si dice ‘la migliore offerta’, si potrebbe tradurre: ‘al vostro buon cuore signori, date un prezzo all’oggetto’. Questa frase ha scatenato in me la metafora con la vita perché ha una doppia valenza. Nel caso che vi ho appena enunciato rimanda all’offerta che uno vuole fare, quindi si parte dal minimo, ma il pezzo se lo aggiudica colui che fa la migliore offerta, quella più alta. Allora nella vita, nell’amore, qual è la nostra migliore offerta? Che cosa siamo disposti a fare, a dare, per amore di un’altra persona? E, soprattutto, siamo in grado di farlo senza volere nulla in cambio? Proprio per questi motivi il film potrebbe apparire semplicissimo o estremamente complicato, dipende come lo si vuole leggere. E’ stratificato. Parte da un livello base e poi se ne aggiungono altri, uno sopra l’altro”.

“Per questo non ho mai ritenuto il finale drammatico. Non posso dire troppo, ma Virgil alla fine inizia una nuova esistenza. Se poi lei arriverà o no, se entrerà da quella porta oppure no… questa è la vita. Occorre vedere quale migliore offerta siamo stati disposti a dare per la nostra vita. Ma l’ostinazione di Virgil nell’attendere la persona che ama è per me la chiave dell’esistenza perché è una forza che solo il vero amore possiede”.

Sylvia Hoeks, olandese, ci tiene a sottolineare che per lei: “Questa è ‘la migliore offerta’ che mi abbiano mai fatto in tutta la mia carriera. Lavorare con Tornatore e Rush è stato un onore ed un’esperienza unica. Mi sono lasciata andare alla macchina da presa completamente come non mi era mai riuscito di fare prima nella mia carriera, ho dato tutta me stessa, sentendomi protetta e guidata nel migliore dei modi”.

Ennio Morricone da lungo tempo collaboratore di Tornatore dice: “Io inizio a lavorare quando Giuseppe mi dà la sceneggiatura. Da quel momento in poi le idee nascono leggendo il copione, io la chiamo: improvvisazione organizzata. Per La migliore offerta ho osato più del solito perché la storia ha migliaia di sfaccettature ed ognuna esigeva l’idoneo contrappunto”.

La migliore offerta è una pellicola dove trionfano bellezza e amore, arte e relazioni umane, quest’ultime con tutti i conflitti, le menzogne, le imposture ma anche le verità che ci portiamo sempre appresso. Del resto come dice Virgil nel film: “In ogni falso c’è qualcosa di autentico”. Ovvero anche chi copia un’opera d’arte non può resistere a metterci qualcosa di suo e, proprio per questo motivo viene scoperto che è un falso, da quel segno, da quel gesto che non è riuscito a reprimere, dall’io che è uscito e che non si è limitato a rifare l’originale. Come nel cinema, e nel cinema di Tornatore, che qualsiasi cosa racconti o in qualunque Paese si trasferisca ritroviamo quel segno che lo ha reso un autore.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA