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La mafia uccide solo d’estate: esordio convincente per Pif

Anteprime, Conferenze stampa

19/11/2013

Direttamente dalle incursioni televisive delle iene, con la forza dell'ironia e delle idee Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, autore del programma di MTV 'Il testimone', firma la sua prima regia con 'La mafia uccide solo d'estate', originale mix di storia personale e spaccato della nostra società, osservata da Palermo, attraverso le stragi di Mafia che hanno macchiato di sangue la storia della Repubblica. Ecco come l'autore, lo sceneggiatore Marco Martani e la protagonista femminile Cristiana Capotondi ci raccontano questo nell'esordio, nelle sale in più di 200 copie dal 28 novembre dopo la Première al Festival di Torino.

Pif, uno sguardo nuovo sulla mafia il tuo, sarà alto il paragone ma dal 'Grande dittatore' si e' riso poco sui cattivi, come ci siete riusciti?
Speriamo che si arrabbino anche i mafiosi, magari non troppo... Non mi sono ispirato a una cosa in particolare ma a tutto il cinema...
Io anche in TV parlo di mafia partendo dalla brioche col gelato che amo tantissimo. Mi sono trasferito a Milano da Palermo e m facevano tante domande sulla mafia. Credo fossero rimasti tutti all'immagine di Totò Riina il contadino mafioso arrestato in 127. La mafia dai colletti bianchi si conosce poco... Io faccio l'esempio delle spalline, negli anni ottanta andavano tantissimo, se le guardi oggi fanno orrore, se senti salvo Lima o Andreotti con i loro discorsi ti viene da dire ma c'era bisogno di un'indagine...??Questo atteggiamento di disinteresse ha isolato magistrati e giornalisti che invece quelle cose le vedeva o bene anche allora. Per questo ho fatto questo film.

Pif , e' una tecnica di racconto da iena la tua...
Io vengo dal mondo delle iene, che ridendo e scherzando... Poi alla fine dicono grandi verità. Non sono arrivato a mettere pazzi e frizzi da commedia di natale, però la risata prima e dopo il cazzotto in faccia arrivi. E spero che il messaggio arrivi bello chiaro. 

Marco Martani, con Pif e Michele Astori firmi la sceneggiatura. A livello di scrittura cosa ci puoi raccontare?
E' stato complicato mettere insieme due registri differenti quello della commedia e quello del dramma che tutti noi conosciamo bene. La paura iniziale era: si può ridere della mafia? Il punto chiave invece era raccontare il punto di vista Palermitano, non raccontato abbastanza. Tra luci ed ombre, commedia e dramma umano spero ci siamo riusciti. Nella fase di scrittura del film sapevamo che il climax sarebbe stato il funerale di Falcone e Borsellino, quando la città di Palermo irrompe al funerale da cui era stata inspiegabilmente  tagliata fuori la gente. Su quello abbiamo lavorato molto anche in fase di scrittura e sceneggiatura.

Pif raccontaci come hai lavorato al tuo primo film?
Lo schema e' la vita mia e quella dei palermitani che ho conosciuto, che si incastrava con fatti realmente accaduti. Non abbiamo messo date ma abbiamo usato gli abiti e l'arredamento per mostrare il tempo che cambiava. Dico grazie alle Teche Rai per averci permesso di mostrare immagini ma viste del funerale di Dalla chiesa, con la figlia del generale che arriva in taxi, un fatto apparentemente insignificante ma che invece fa capire tante cose, non solo al piccolo protagonista.

Pif secondo te cosa arriverà a Palermo di questo film, a quale pubblico lo dedichi?
Spero che si pensi che una volta che questo e' successo non debba succedere più, siamo chiamati tutti a non farlo succedere più! Oggi la mafia e' meno potente rispetto a quegli anni ma non bisogna abbassare la guardia. Guardate alle dichiarazioni di Riina dal carcere di qualche giorno fa...
Io sono ottimista. Falcone e Borsellino erano due giganti, ma la loro grandezza e' stata ingigantita dalla solitudine in cui li aveva relegati lo stato. Allora io credo che i giganti oggi ci sono. Ad esempio quelli di 'Addio pizzo', 800 cimmercianti che non pagano il pizzo ed espongono orgogliosi il loro cartello. Ora io faccio il figo e non vivo a Palermo ma a Milano, però credo che si può fare. Anche noi abbiamo girato senza pagare il pizzo. Il gruppo fa la forza, sarò ingenuo, so che il problema esiste ma insieme si può vincere, perché  se la mafia non ha un solo leader da abbattere ha difficoltà a vincere. Mi piace dire che noi ci possiamo scherzare oggi senza rischiare la vita perché gente come Peppino Impastato lo ha fatto prima di noi, purtroppo lasciandoci la pelle...

Scritto da Titta Digironimo
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