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La Madre, presentata a Roma l’opera prima di Angelo Maresca con Carmen Maura

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

07/07/2014

Questa mattina a Roma è stato presentato in anteprima il film La Madre, opera prima di Angelo Maresca, con Stefano Dionisi, Laura Baldi e una delle muse di Pedro Almodovar, Carmen Maura. Prodotto da Flavia Parnasi, il film sarà nelle sale italiane in 20 copie a partire dal 10 luglio, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Grazia Deledda, Premio Nobel per la Letteratura. Paolo è un giovane sacerdote romano, che viene messo alla prova e comincia a lottare con la sua fede e la tentazione carnale. Agnese, una bella donna benestante gli rapisce il cuore e la mente, iniziando con l’uomo una relazione passionale e travolgente, che lo mette di fronte ad una scelta difficile e drammatica. La madre di Paolo, Maddalena, è una donna popolare ed estremamente religiosa , nonché possessiva e gelosa del figlio. Si crea così un triangolo inquietante, in cui il bene e il male si mescolano e si scontrano in un vortice di sentimenti, richiamando il passato e affrontando il futuro con paura e confusione.

Il film nasce da una mia personale curiosità sull’autrice Deledda da cui è tratto il film. E’ un Premio Nobel per la letteratura. Ho visitato la sua casa museo e mi ha incuriosito il personaggio. A parte il tipo di scrittura, ho trovato ‘La Madre’ molto interessante, perché attuale per il rapporto tra i personaggi e il senso di oppressione che incute la religione” ha dichiarato in conferenza stampa il regista Angelo Maresca, aggiungendo qualche parola sul suo stile di regia: “A me interessa l’essere umano, immergerlo in un posto e vedere come si comporta. Voglio far concentrare il pubblico sui personaggi. Ho cercato di intimizzare i miei personaggi, mi piace molto il discorso metafisico. L’Eur mi fa paura, sembra tutto finto, un po’ come Las Vegas per gli Stati Uniti. L’uomo diventa così piccolo sotto quelle colonne, si sente piccolo e nudo”. Il film alterna una luce calda e un’atmosfera antica della casa di Maddalena e i suoi ricordi, con l’estrema freddezza e modernità della Chiesa dove Paolo tiene messa e dell’appartamento lussuoso di Agnese, dove i due amanti si incontrano furtivamente. Ma l’architettura precisa e monumentale dell’Eur può essere considerata una vera protagonista del film. “Il primo a proporre il Colosseo Quadrato per un film fu Dante Ferretti per Titus, forse per l’ apparente neutralità che offre, sulla quale scrivere storie, sentimenti, o forse perché non è invadente rispetto alle storie” ha spiegato Laura Delli Colli che ha moderato l’incontro. 

La fede per il mio personaggio è molto importante. La fede e il senso di colpa sono così evidenti. Il personaggio si muove da solo, anche senza parole. Ci sono molti silenzi e molti simbolismi. Creare la Chiesa in un posto che non conosciamo e non vedremo mai. Eravamo nelle mani di Angelo, è la sua storia e io ero a sua disposizione. L’inquietudine viene fuori anche solo leggendo il romanzo della Dellendaha raccontato Stefano Dionisi. La Chiesa è un luogo controverso, investito dal peccato quando è scenario dell’amore promiscuo tra Paolo e Agnese, ma è un luogo sacro e granitico, quando accoglie i fedeli sconfortati e gli altri personaggi, ognuno con le sue paure. “Massimiliano Nocente è lo scenografo del film. Io sono partito da un’idea ben precisa fin dall’inizio su come realizzare questa Chiesa. Mi sono anche ispirato un po’ al film di Elio Petri, La Decima Vittima, del 1963, che trovo di una modernità mostruosa. Una Chiesa al contrario di quelle classiche, barocche, in cui tu ti senti piccolo, ma immerso nella bellezza artistica estrema. Qui invece sei piccolo in un vuoto” ha spiegato Maresca, che poi soffermandosi sull’ambiguo e intenso personaggio di Carmen Maura, ha aggiunto: “Il personaggio di Maddalena ha una storia e ho cercato, con la sua immagine, i suoi ricordi e il suo modo di fare, di far capire da dove viene e il suo problema della violenza vissuta in passato. La Deledda come Maddalena si chiede sempre “perchè proprio mio figlio?”. Io ho cercato di riscrivere i personaggi in maniera equa, ma poi c’erano vari spazi adatti ad ognuno di loro. Ho portato la sceneggiatura a Madrid a Carmen Maura, che l’ha letta e ha accettato di partecipare al progetto, con mia grande sorpresa e felicità. Per le luci e la sua messa in scena non mi sono ispirato ad Almodovar, ma a Visconti. Lei è ossessionata, sofferente, è la folle del film. Questo film mi mette a disagio quando lo vedo, anche se l’ho fatto io”.

Flavia Parnasi, la produttrice di La Madre, ha concluso parlando della distribuzione e realizzazione del film, con le riprese durate ben 4 settimane: “Mi ha colpito la storia, in un panorama di commedie ho pensato fosse giusto di fare una cosa diversa. Oltre ad essere un imprenditore, un produttore deve avere anche una funzione sociale. Per la distribuzione ho optato per un lavoro  mirato che si coccoli il film, poche copie con una media copia alta. Per il momento abbiamo previsto 20 copie in tutti i capoluoghi. Penso sia un’ uscita pensata per valorizzare il film. Il budget è stato pari a 1.250.000 euro”.

Scritto da Letizia Rogolino
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