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La “loro” Africa. La Vita Facile di Lucio Pellegrini

Attualità, Conferenze stampa

25/02/2011

La Vita Facile è essenzialmente una commedia che al suo interno ha altri elementi che mi interessava e divertiva provare a combinare insieme. Il mio obiettivo è stilisticamente il fatto che i miei film siano interpretabili in vario modo.” Il regista Lucio Pellegrini descrive così il lavoro per il film interpretato da Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino e Vittoria Puccini. Pellegrini, uno dei giovani grandi talenti del nuovo cinema italiano reduce dalla realizzazione di quel gioiello che è Figli delle Stelle spiega “Volevo offrire uno sguardo lontano dalla retorica e dai cliches. L’Africa doveva essere una sorta di teatro per esaltare le caratteristiche di questi personaggi profondamente italiani.” A proposito del titolo che sembrerebbe fare riferimento al fatto che, nel finale, la vita apparentemente più facile sia quella in Africa dove le cose sono bianche e nere e non ‘confuse’ come in Italia, Pellegrini replica: “La vita cosiddetta “facile” è tutto quello cui i protagonisti non vogliono e non sanno rinunciare. Un concetto che insieme a tante altre cose viene messo in dubbio, così come i loro sentimenti. Il film vuole raccontare personaggi sfaccettati dove ogni situazione viene osservata seguendo una prospettiva differente. L'italianità che mostriamo sullo schermo - spiega - è quella di un Paese in cui ci si divide su tutto: o ci si integra completamente, o si rifiuta in toto ciò che succede. O si è a favore o si è contro. Un'Italia in cui ci sono quarantenni cattivi come i nostri, ma in cui c'è il padre di uno di loro che è peggiore e che manovra tutti da lontano: quest'Italia in mano ai settantenni mi sembra oggettivamente orribile” .

Sul legame tra questo film e la grande tradizione del cinema italiano ambientato in Africa, Pierfrancesco Favino aggiunge: “Il mio personaggio può sembrare simpatico, ma resta un grande fetente. L’ambientazione africana in questo senso non fa che esaltare le differenze tra il modo di vivere di certe figure e ciò che lo circonda. Persone così non potranno mai essere mie amiche…Ed è raro trovare in un film come protagonisti tre figure tanto negative di cui sono mostrate debolezze ed incertezze, pur essendo simpatici.” Stefano Accorsi osserva: “In questo film nessuno è come sembra: in particolare il dottore che io porto sullo schermo è molto diverso da come ci si aspetta che sia. Via via l’idea che ci facciamo di lui all’inizio, viene immediatamente smentita. I protagonisti di questo film sono molto realistici. Un po’ ipocriti e incapace di accettare alcuni aspetti di loro stessi. La Vita Facile evita i luoghi comuni e affronta tipi di egoismo molto diversi tra loro. Il titolo mi piace molto perché parla di una vita ‘facile’ che alla fine non esiste e che resta solo un sogno. Nessuno è pienamente soddisfatto di quello che ha ed è.”

La storia è quella di due medici, una volta amici, che si rincontrano in Africa dove uno dei due è venuto ad aiutare l’altro a distanza di anni dopo che quest’ultimo aveva rinunciato ad una brillante carriera per darsi alla cooperazione internazionale. In realtà i due uomini hanno un segreto legato a qualcosa di loro stessi e all’amore per la stessa donna sposata all’uno, ma che per un breve istante aveva avuto l’opportunità di amare l’altro. “Ginevra è una donna molto buffa che mi fa molto ridere. Anche i suoi difetti e le sue zone d’ombra: le sue superficialità mi divertono.” Dice Vittoria PucciniE’ una donna che prova ad imporre ovunque le sue regole senza rendersi conto di quanto le accade intorno. Una figura ambigua che solo nel finale rivela la sua vera natura manipolatrice che utilizza il proprio fascino per sedurre e raggiungere i propri obiettivi. E’ una donna distante da me. Non condivido affatto le sue scelte nonostante perfino i suoi difetti mi facciano un po’ di simpatia.”

Diverso il ruolo di Camilla Filippi: una volontaria che rappresenta, in un certo senso, la coscienza della storia: “Il mio personaggio serve a fare risaltare di più i comportamenti degli altri tre e la loro natura.” Nota l’attrice “Una figura femminile che è utile per provare a mostrare un altro tipo di italiano nel mondo, magari, un po’ più consapevole.”

Scritto da Marco Spagnoli
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