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La guerra infinita di Todd Solondz

03/09/2009

Sono passati dieci anni da Happiness ma per Todd Solondz il mondo non è migliorato. La guerra è ancora in atto e i suoi personaggi sono sempre coinvolti in dilemmi personali. Per ammissione dello stesso regista Life During Wartime (che possiamo tradurre La vita in tempi di guerra), in concorso qui a Venezia, è il proseguimento di Happiness. Il cast è completamente cambiato ma lo sceneggiatore e regista continua a raccontare la storia di tre sorelle, Joy, Trish ed Helen, delle persone da loro amate (mariti e figli), durante una guerra quotidiana - tutta privata - per riuscire a trovare il loro posto in un mondo imprevedibile e precario in cui il passato perseguita il presente e mette seriamente a repentaglio il futuro. In una Florida solare, dove tutto è pulito, candido, le case hanno colori pastello e tutto fa pensare alla calma e alla serenità più assoluta, dentro e fuori queste mura, regna il marcio, la parte più violenta e terribile di ogni essere umano. "Il nemico è dentro di noi" afferma uno dei personaggi. E la capacità di Todd Solondz è di farci ridere, e anche tanto, su argomenti terrificanti: pedofilia, perversioni, incapacità assoluta di amare, di comunicare, solitudine, previsioni di catastrofi in arrivo.

Tutti i personaggi parlano in maniera assolutamente sincera. Ognuno di loro dice quello che pensa, senza alcuna reticenza e per ognuno di loro quella è la verità. La famiglia Jordan continua ad andare in frantumi. Joy (Shirley Henderson - che ha lavorato con Mike Leigh ed è stata Mirtilla Malcontenta nel secondo e quarto Harry Potter) scopre che suo marito Allen è un pervertito e non è per niente guarito dal suo disturbo dopo una cura psichiatrica. I due vivono nel New Jersey e Joy per sopravvivere molla tutto e se ne va in Florida dove si sono trasferite la madre e le sorelle. Ma anche loro non sono messe molto bene. Trish sta cercando di rimettere insieme la sua vita dopo avere scoperto di avere sposato un pedofilo, Bill (Ciàran Hinds - visto ne Il petroliere) che ha scontato una pena in prigione e ne è appena uscito. Helen la terza sorella è una poetessa di grande successo ma si sente vittima di questa famiglia disadattata e schiacciata dalla fama ottenuta. I tre figli di Trish stanno crescendo con enormi difficoltà, nel tentativo di perdonare il padre e diventando adulti attraverso rivelazioni sempre più sconcertanti sull'universo che li circonda. Mentre questi personaggi e queste trame si incastrano, si dilatano e si scontrano si compone un quadro emotivamente risonante di individui che sono prigionieri dell'amore e della vita.

"C'è stato un intervallo di tempo di dieci anni - ci dice Todd Solondz - tra gli eventi di Happiness e quelli di Life During Wartime e tuttavia preferisco non sentirmi obbligato dalla letteralità temporale o circostanziale. Amo cogliere le cose alla sprovvista, avvicinarle da un angolo nuovo. Per esempio alcuni personaggi sono invecchiati di cinque anni, altri di venti. Alcune storie sono state trasformate. Ho fatto in modo che l'elemento razziale non fosse statico. Anche se sono importantissime le radici ebraiche di ogni personaggio. Ho cambiato completamente il cast per diverse ragioni, sia economiche che logiche, dato che alla fine di Happiness molti di loro si toglievano la vita. E tutti questi cambiamenti hanno fatto in modo che realizzare questo proseguimento delle vicende della famiglia Jordan fosse ancora divertente e interessante. Come lo fu dieci anni fa".
Come mai le è venuta voglia dopo tanto tempo di ritrovare i personaggi di Happiness e di proseguire il racconto delle loro esistenze? "Non mi aspetto che nessuno ricordi nulla del primo film - continua Solondz - o dei miei film precedenti. Quando ho scritto questa pellicola, qualche anno fa, non era nei miei piani scrivere ciò che ho scritto: è successo e basta. I personaggi mi sono ritornati in mente e sono partito da lì. Non è necessario avere visto Happiness per apprezzare Life During Wartime, tuttavia parte del divertimento del film sta proprio in tutti quei piccoli dettagli al quale lo spettatore può ripensare o tornare a vedere".


Charlotte Rampling che ha un piccolo ruolo nel film racconta: "Io credo che in questa storia ci sia qualcosa di estremamente toccante e reale. Fa appello agli elementi più essenziali di Todd, elementi ai quali io sono molto sensibile, come per esempio la difficoltà che l'individuo incontra nel trovare la propria strada nella vita, le sfide che derivano dal fare errori e quanto possa essere difficile trovare il perdono e la redenzione. La tenace onestà di Todd gli consente di trovare un significato universale nelle interazioni sociali ordinarie. Non è sempre la realtà quella che vediamo ma è sempre la verità". Il personaggio della Rampling è Jacqueline una seduttrice enigmatica ma amareggiata dalla vita e dalla vecchiaia che avanza. "Appena Todd mi ha convocata per il provino - afferma la Rampling - speravo davvero molto di ottenere la parte. Todd ha un modo speciale di vedere il mondo che è, secondo me, molto commovente ed estremamente inquietante, proprio come lo racconta lui. La maggior parte delle persone non dice il tipo di verità di cui lui osa parlare e in più lo riesce a fare in maniera brillante e cinematografica. Ha una visione molto audace e non ha paura di lasciare che le persone siano orribili come spesso sono nella realtà. Le scene tra il mio personaggio Jacqueline e Bill, l'ex marito di Trish, sono sorprendenti, spiazzanti. Questi ruoli rappresentano il tipo di lavoro che amo di più".


Shirley Henderson che nel film è Joy ci dice che per lei Todd Solondz: "Seziona il comportamento umano con il bisturi. I suoi dialoghi sono tanto semplici quanto esplosivi. La commedia scaturisce dalla credibilità, dalla sincerità che mette in ogni personaggio e, ovviamente, dall'investimento emotivo dell'attore. Gli esseri umani che lui racconta racchiudono tanto humour e tanta tristezza, proprio come nella vita. A volte devi ridere per non piangere". "Come attrice - conclude la Henderson - mi sento appagata quando sono diretta in questo modo. E' rassicurante sapere che Todd sappia ciò che vuole e sia capace di descriverlo. Un attore ben preparato dovrebbe essere in grado di seguirlo. Ha una tale passione per quello che fa che è contagioso. Parla di cose che solitamente vengono nascoste sotto il tappeto e lo ammiro davvero per questo".


Scritto da ADMIN
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