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La Fox mostra i muscoli

Attualità, Interviste

11/02/2010

Con gli incassi di Avatar, che seguono quelli di L'Era glaciale 3, la Twentieth Century Fox Italia fa volare il mercato. E' il terzo successo storico per la major di Via Salaria, ma è anche un successo di tutto il cinema che, come all'epoca di Titanic, riaccoglie in sala per uno spettacolo straordinario intere fasce di pubblico che non si vedevano da tempo. Un successo straordinario, molto combattuto a causa dello slittamento dell'uscita italiana. Ne parliamo con Osvaldo De Santis, Presidente & CEO di Twentieth Century Fox Italia.

Una bella soddisfazione per la Fox e per lei.

Il film ha già segnato una serie di risultati storici, ed è ancora in corsa. Quelli che si erano spinti più in là avevano previsto quaranta milioni. Come dire la soglia dell'impossibile. Ma le gambe di Avatar sono molto più lunghe. Per noi significa aver messo tre titoli tra i primi quattro film di maggiore incasso della storia del cinema in Italia. Titanic al primo posto con 62 milioni, Avatar al secondo posto, ed al quarto L'era glaciale 3, a circa cinquecentomila euro di distanza dal terzo titolo che è La Vita è bella di Roberto Benigni. Una distanza che spero di riuscire a colmare con le prossime riprese estive.

Vogliamo sottolineare che tutti questi risultati sono stati raggiunti sotto la sua direzione?

Evidentemente sono un un uomo fortunato. Anche se, almeno in due casi, è stata anche la mia caparbietà a determinarli. Il primo caso è L'era glaciale 3, che se fosse uscito il 1 luglio non avrebbe fatto gli stessi numeri, ne sono matematicamente certo, e mi è stato anche riconosciuto - a posteriori - dagli esercenti dopo tutta la guerra che mi hanno fatto all'inizio. L'altro è quello di Avatar. Non essere uscito a Natale, nonostante le fortissime polemiche, ha significato ottenere un risultato maggiore, come dimostrano gli incassi della prima settimana di programmazione in cui il film ha fatto di più della Germania e della Spagna, e come l'Inghilterra. Noi faremo, ne sono certo, un risultato in proporzione superiore a quello di tutti gli altri paesi europei.

L'uscita di gennaio ha premiato anche una logica di razionalizzazione del mercato.

Certamente se Avatar fosse uscito a Natale avrebbe fatto male a tutti. E non avrebbe potuto ottenere le 419 sale 3d che ha avuto a gennaio. Magari ne avrebbe avute 300, ma 120 sarebbero state lasciate per strada. Avrebbe compresso il mercato, e sarebbe successo un inferno. Con l'uscita di gennaio tutti ne hanno guadagnato, noi per primi.

Ciònonostante è stata una decisione molto contestata.

Molto, ma non mi ha fatto cambiare idea. Siamo partiti con una intervista a James Cameron pubblicata da un importante quotidiano in cui il giornalista sosteneva di aver rivelato a Cameron che il film in Italia sarebbe uscito a gennaio e Cameron avrebbe risposto, secondo l'articolo "questo qualcuno me lo dovrà spiegare". Questo livello di lettura della nostra decisione, in cui sembrava che noi dovessimo fare un dispetto a Cameron, è proseguito. Nei blog sono stato sepolto da ingiurie. Poi sono arrivate le contestazioni al film, pubblicate in prima pagina prima dell'uscita. Come la memorabile lettera aperta in cui l'illustre Roberto Faenza chiedeva di frenare questa invasione di film americani che non sono film ma videogiochi che si stanno impadronendo della cinematografia e diseducano la gente. Poi è toccato agli occhialini 3D, che non avevano mai fatto male a nessuno ma che in occasione di Avatar potevano creare dei problemi alla vista. Vedi Enrico Lucherini che ha raccontato di essere uscito dopo 20 minuti. E non è ancora finita. C'è ancora qualcuno, tra l'altro piuttosto conosciuto, che ha dichiarato recentemente "la Fox ha avuto paura di uscire a Natale".

Riuscirà a superare i 62 milioni di Titanic? A questo punto penso proprio di sì. Con il fuori Cinetel siamo già a 52 milioni. Per ora nelle stime che aggiorniamo ogni settimana faccio indicare un euro in meno di Titanic. Per scaramanzia.

Avatar può aprire nuovi scenari al mercato?

Questo continua ad essere un mercato prodottocentrico, quindi bisogna offrire il prodotto migliore, perché la gente si convinca ad investire tempo e soldi su qualcosa che ritiene che gli dia piena soddisfazione. Ormai i film cosiddetti 'carini' non servono più a nessuno. Bisogna lavorare sul prodotto.


Già si parla della possibile release di Avatar 3D in dvd.

 Per vedere Avatar 3D in dvd bisogna munirsi di adeguate apparecchiature, che non sono certo alla portata di tutti. Avatar in 3D ci sarà sicuramente ma non in tempi brevi. La tecnologia c'è già, ma mancano gli strumenti. Il primo passo sarà l'adeguamento televisivo, con l'uscita dei televisori in 3D: entro il 2010 credo che avremo i primi apparecchi televisivi ed i primi canali in 3D. Poi arriveranno i lettori 3d.

Quindi si ridurrà il vantaggio delle sale cinematografiche?

Assolutamente no. L'home video sembrava fino a poco tempo fa destinato a soppiantare il cinema in sala, mentre è avvenuto il contrario. L'esperienza cinematografica non è comparabile alla fruizione casalinga. In particolare con film spettacolari che richiedono schermi molto grandi. Potrebbe incidere maggiormente nel settore sportivo, come ad esempio nella visione delle partite di calcio dove il 3D potrà dare una visione del gioco, del campo e della sua profondità molto superiore alla visione televisiva tradizionale.

Sembra che alcuni circuiti cinematografici si stiano adoperando per proiettare alcune partite dei mondiali di calcio sugli schermi 3D.

E' un' ottima idea. Comunque è un'offerta che può funzionare esclusivamente per alcuni eventi, tipo appunto mondiali di calcio. Non per le altre partite.

Avatar passerà il testimone e gli schermi a Percy Jackson, l'erede di Harry Potter?

Assolutamente sì. Un'idea geniale che nelle mani sapienti di Chris Columbus si è trasformata in un film bellissimo. Gli echi di ritorno che abbiamo su internet sono enormi. Dopo Avatar è il film più 'ricercato'. Abbiamo fatto delle prime proiezioni con dei parners promozionali in molte città d'Italia e abbiamo ottenuto una risposta eccezionale.

Scritto da Piero Cinelli
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