Tratto dal romanzo di Peter Cameron, The City of your final destination segna il ritorno del regista James Ivory al alcuni temi a lui molto cari come quello di raccontare la vita di una comunità di expats ovvero di stranieri che vive in Uruguay e affrontare l'ineluttabilità dell'amore, nonostante i nostri sforzi ci portino, spesso, ad allontanarci più o meno coscientemente da esso.
La storia è quella di un aspirante professore americano di origine iraniana che vuole scrivere la biografia di Jules Gund, uno scrittore figlio di rifugiati tedeschi in America del Sud, recentemente suicidatosi. Nonostante l'uomo abbia ricevuto una lettera che lo invita a non recarsi a Ocho Rios vicino a Montevideo, il giovane docente universitario decide di incontrare lo stesso la famiglia Gund portata sullo schermo da Sir Anthony Hopkins nei panni del fratello maggiore Adam, da Hiroyuki Sanada in quelli del suo amante giapponese; da Laura Linney che interpreta la vedove di Jules e da Charlotte Gainbourgh l'amante del suicida, rimasta incinta anni prima di quella che oggi è diventata una bella bambina di nome Portia.
E' con questa galleria di ego che il l'affascinante Omar Razaghi, portato sullo schermo dall'attore americano di origine egiziana Omar Metwally, si trova ad avere a che fare in un contesto ambientale e narrativo che, in qualche maniera, sembra rimanere volutamente sospeso al di fuori del tempo e dello spazio conosciuti.




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