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La donna della mia vita, un castello dei destini incrociati!

Attualità, Interviste

19/11/2010

Tempo di felicità per la commedia italiana, peccato che il tutto venga messo in discussione dal giusto allarmismo che tutti quelli che lavorano nel cinema sentono riguardo ai tagli che il governo ha fatto alla cultura. La donna della mia vita è una divertente, amara, intrigata commedia degli equivoci, che nasce da una solidissima sceneggiatura (tanto che il film sembra una perfetta piéce teatrale, non per come è girato ma per come è scritto) interpretato da un ottimo cast che ha provato un’empatia totale nel lavorare insieme che viene trasmessa allo spettatore.

Prima di passare la parola agli interpreti del film, una meravigliosa donna e attrice come Stefania Sandrelli, i due bellissimi Luca Argentero e Alessandro Gassman, un grande Giorgio Colangeli, Sonia Bergamasco e l’attrice che più ha fatto incassare al cinema italiano in questi ultimi mesi, Valentina Lodovini (vedi Benvenuti al Sud) ci sembra doveroso spiegarvi il riferimento fatto all’inizio relativo ai tagli alla cultura. Marco Chimenz di Cattleya la società che ha prodotto il film insieme a Universal Pictures International, ha fatto un appello in conferenza stampa. Ha voluto dire che Cattleya e anche Universal (vista anche la presenza di Richard Borg, Direttore Generale e Amministratore Delegato di Universal e Paramount) danno tutto il loro sostegno al gruppo dei 100 autori e allo sciopero tenutosi il  22 novembre 2010. “Il fatto – ha commentato Chimenz – che non siano ancora stati estesi i provvedimenti sul tax credit, che siano stati tagliati i fondi alla cultura, ci pone il diritto di dimostrare tutta la nostra solidarietà a tutti quei lavoratori ai quali questi provvedimenti metteranno a rischio la loro occupazione. Ci sono già sei o sette produzioni italiane previste per inizio 2011 che, o sono state cancellate, o rinviate. Questo è gravissimo oltre che profondamente preoccupante. In questo modo non c’è nessun futuro per i giovani attori e si mette a rischio il lavoro delle maestranze. Il cinema non è un’industria sprecona, parassita come i nostri governanti vogliono fare credere. Il cinema è un’industria che produce denaro e che dà lavoro a moltissime persone”. Tutti d’accordo gli attori presenti, Richard Borg e Riccardo Tozzi (Cattleya).

Ci sembrava doveroso riportarvi questo intervento prima di parlare del film, dato che l’argomento è serio, importante, e occorre diffondere le iniziative che vengono prese per fermare questo disastro in atto.

Se Benvenuti al Sud e Maschi contro Femmine sono andati bene al botteghino ci auguriamo, ulteriormente, che succeda lo stesso a questa raffinata pellicola di Luca Lucini. Non vogliamo svelarvi la trama perché perderebbe senso il lavoro fatto dal regista, dagli ottimi sceneggiatori (il film nasce da un soggetto di Cristina Comencini) e dalla squadra di interpreti. Vi diciamo che Stefania Sandrelli è il deus ex machina di tutta la vicenda, che è Alba, la madre di Leonardo (Argentero) e di Giorgio (Gassman), avuti da due mariti diversi. Colangeli è il secondo marito e Sara (Lodovini) è stata ‘la donna della vita’ di entrambi i due fratelli.

Un bambino nasce e quando è nella culla si vede tanti faccioni di adulti sopra di lui. Ognuno dice la sua: “Ha proprio gli occhi di tuo nonno”, “No, è tutta sua madre” ecc... ecc... Insomma noi nasciamo e già sappiamo come dobbiamo essere? Ma poi saremo davvero così? La nostra identità è qualcosa di molto più complesso dall’avere ‘lo stesso nasino di nonna’. La donna della mia vita è una pellicola brillante e sovversiva sul gioco dei ruoli che ciascuno riveste nella vita. Tutti mentono. Tutti hanno delle maschere. Ma poi arriva il momento in cui almeno una di queste maschere verrà svelata.

Quando vedi Stefania Sandrelli, seduta vicino ad Alessandro Gassman non puoi che pensare che siano ‘madre e figlio’. Il ricordo di Vittorio Gassman e dei tanti magnifici film che ha fatto con la Sandrelli invadono la mente. Due colossi del nostro cinema. Lei, una donna adorabile, in tutti i sensi. “Quando ho letto la sceneggiatura – dice la Sandrelli – l’ho trovata subito perfetta e innovativa. La donna della mia vita è sì una commedia degli equivoci ma ha quel qualcosa in più che la rende straordinariamente attuale. Il cinema, per me, è fatto di persone. Quando mi sento in famiglia lavoro bene altrimenti è la fine. Con Lucini, Argentero, Alessandro - che ho tenuto sulle ginocchia fin da quando era piccolissimo -, Valentina, ma tutti, tutti quelli che hanno lavorato a questo film ho provato un’empatia immediata. Mi sono sentita immediatamente a casa, sono stati tutti affettuosi, generosi oltre che bravissimi. E questo per me fa la differenza. Questo è un film che mi ha rassicurato, non so dirvi fino in fondo il perché... ma l’istinto mi ha portato a sentire questo sentimento”. Ricordiamo che la Sandrelli è stata anche la mamma di Mastandrea e la Pandolfi in La prima cosa bella di Paolo Virzì che speriamo entri nella cinquina dei Migliori Film Stranieri, essendo il candidato del nostro Paese per gli Oscar.

“Per La donna della mia vita – afferma Luca Lucini – ho capito che il cast era il punto centrale del film. La sceneggiatura era talmente perfetta che ci volevano grandi attori per renderla viva. Ho pensato immediatamente ad un gruppo jazz dove tutti suonano insieme in armonia e poi ognuno, al momento opportuno, ha il suo assolo. E meglio di così non mi poteva andare, sono molto soddisfatto del risultato e vi giuro che non mi capita spesso di pensarlo e, tantomeno, di dirlo”.

Bravissimi, oltre che oggettivamente molto belli, Gassman e Argentero che dopo avere ammesso la loro fortuna in campo non solo lavorativo ma anche sentimentale (dato che sono entrambi sposati e felici, uno da sedici anni, l’altro da qualche mese) commentano: “Il film è la storia di una famiglia che sembra una cosa e invece è un’altra. – dice Gassman – Il fatto che il mio ruolo sia quello di un figlio di buona donna – si vede che ho la faccia adatta, dato che me lo propongono spesso – ma con mille sfaccettature, raffinatezze mi ha fatto amare immediatamente il progetto. Giorgio è un ruolo diverso dai molti seduttori e traditori che ho fatto fino ad ora. Poi, devo ammettere, che l’opportunità di lavorare con Stefania Sandrelli che è stata moglie, amante, compagna in molti film realizzati con mio padre, oltre ad essere una sua carissima amica, mi sembrava un’occasione imperdibile. Abbiamo già lavorato insieme io e Stefania ma qui eravamo madre e figlio e l’idea mi stuzzicava molto. Forse perché provengo da una famiglia incasinata, un po’ come quella del film. Sentimentalmente parlando i Gassman non sono stati molto tranquilli, diciamo che crediamo in molti matrimoni”. “Io – continua Argentero – ho amato Leonardo perché da nerd diventa anche lui figlio di una buona donna – senza offesa per Stefania ovviamente – ma anche in questo caso non sappiamo con chiarezza la sua identità, come non si capisce fino in fondo quella di Giorgio. Per quanto riguarda la mia vita privata penso di essere una persona estremamente fortunata. Ho trovato la donna della mia vita e l’ho sposata. Detto questo un rapporto presume un lavoro quotidiano pazzesco, faticoso, bisogna sempre impegnarsi al massimo per farlo funzionare. Ma l’amore di una persona che è in simbiosi con te, ripaga di ogni fatica”.

Valentina Lodovini, soggetto del desiderio dei due fratelli, afferma: “Io parto sempre dal copione per scegliere se fare un film o no. Questo mi è sembrato fantastico e poi il fatto che avrei lavorato con tutti questi attori, tutti i giorni, a stretto contatto, veramente come se fossimo sul palcoscenico di un teatro non ha prezzo. E’ un valore inestimabile. Le figure femminili del film poi sono molto interessanti. Sono donne che vogliono tenere tutto sotto controllo, che non si lasciano mai andare per paura dei sentimenti. Ma alla fine i sentimenti hanno sempre il sopravvento e portano con loro la vita. Mi sento una gran privilegiata. E sono convinta che se il film è venuto così bene è perché tra di noi tutto ha funzionato a meraviglia, un bel regalo per la mia carriera e la mia esistenza. Ringrazio tutti per l’esperienza”.

La donna della mia vita arriva nei cinema italiani venerdì 26 novembre, con 250 copie, distribuito dalla Universal Pictures.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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