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La deriva dei supereroi

15/09/2008
Forse non sarà l'ultimo Batman, anche se c'è da chiedersi come e dove possa evolversi un personaggio così stravolto e prosciugato come il Cavaliere Oscuro, dopo la cura Nolan. Blindato per sempre nella 'twilight zone' di un mondo stanco di supereroi. E forse è proprio questa la frase di partenza del film, che intercetta, come peraltro già fatto anche se in modo più blando, la generale tendenza 'revisionistica' che sta stravolgendo tutto il mondo dei supereroi. All'origine quasi certamente la necessità di un robusto restyling di prodotti fortemente datati, che ha mosso parallelamente, come se avessero seguito lo stesso segnale, i due colossi rivali dei fumetti: DC Comics e Marvel. Ma se Marvel, sulla scia di Spiderman, pur intraprendendo con Iron Man e L'Incredibile Hulk un difficile e affascinante percorso di ridimensionamento post-supereroico, si è fermata davanti alla struttura portante, all'anima originale dei suoi personaggi, DC Comics porta alle estreme conseguenze il percorso iniziato con Batman Begins (e in qualche modo anche con Superman Returns), esaltando l'ambiguità dell'uomo pipistrello fino quasi a sacrificarlo sul piano etico e 'storico' a favore del vero supereroe del film, il diabolico e psicopatico Joker. I fratelli Nolan trascinano Batman in un universo più oscuro del suo stesso mantello, dove il Male vince sempre, e del Bene c'è solo una vaga speranza. Un mondo che li apparenta, più che alla tradizione dei supereroi salvatori, alle inquietudini dell'altra coppia di fratelli 'oscuri' del cinema americano, ovvero i fratelli Coen di Non è un paese per vecchi (non è certamenbte casuale il riferimento al lancio della moneta). Se il fatidico 11 settembre data la fine dell'innocenza, e da allora la società americana, con l'aiuto di Bush, sta cercando di fare i conti con il lato 'oscuro' delle proprie contraddizioni, questo cavaliere oscuro è forse l'immagine più esplosiva di una civiltà sull'orlo dell'abisso. Una Gomorra del mondo dei fumetti, che dà la netta sensazione di trovarsi in un film di guerra. Una Gotham che somiglia a Bagdad, dove tutti, a cominciare dallo stesso Batman, sono colpevoli, e dove non c'è nessuna speranza di redenzione. Meno che meno di normalità, visto che il caos ha già girato l'angolo, per la vittoria finale del perfido Joker, e la perplessa simpatia del pubblico. (Piero Cinelli)
Scritto da ADMIN
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