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La denuncia di Tippi Hedren, “Alfred Hitchcock mi molestò più volte”

Personaggi

02/11/2016
Tippi Hedren

A 86 anni l'attrice Tippi Hedren nella sua autobiografia fa delle rivelazioni destinate a far discutere. Lei che è stata la musa di Alfred Hitchcock infatti ha dichiarato di aver subito spesso molestie sessuali. Accuse non nuove, ma ora più circostanziate quelle che una delle muse del maestro del brivido mette nero su bianco nel suo libro di memorie, uscito oggi in Usa. Negli anni Sessanta la Hedren, modella e attrice di spot pubblicitari, fu notata dal regista, che la volle protagonista di "Gli Uccelli" e "Marnie". Ma il loro fu un rapporto difficile, controverso, segnato anche da aggressioni sessuali. La prima, racconta, avvenne nei sedili posteriori di una limousine, dove Hitchcock si sarebbe gettato su di lei tentando di baciarla, prima che lei scappasse dall'auto. "Un momento terribile, terribile", scrive, spiegando di non averne parlato con nessuno perché all'epoca "non esistevano i termini molestie sessuali o stalking". "Inoltre - continua - lui era Alfred Hitchcock, una delle superstar della Universal, e io ero solo una fortunata modella bionda che lui aveva salvato da una relativa oscurità. Chi di noi aveva più valore per la casa cinematografica, lui o io?". La Hedren, madre di un'altra attrice, Melanie Griffith, rivela poi un altro episodio nello studio del regista, dove Hitchcock improvvisamente la afferrò e le mise le mani addosso. "Fu sessuale, perverso, orribile, e non avrei potuto essere più scioccata e più disgustata", commenta. "Più lo combattevo, più diventava aggressivo. Poi cominciò ad aggiungere minacce, ad esempio che avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa peggiore di quello che stava tentando di fare in quel momento", è la sua testimonianza. Dopo aver opposto resistenza, il maestro, scrive l'attrice, "guardò direttamente nei miei occhi, con la faccia rossa di collera, e promise: 'Ti rovinerò la carriera'". La Hedren sostiene che in seguito il regista le rese la vita difficile, rifiutando di sottoporre il suo lavoro alle nomination per gli Oscar o di farle interpretare nuovi ruoli mentre era ancora sotto contratto. Il maestro aveva anche creato una porta segreta che dava direttamente sul suo camerino per poterla spiare. Dall'autobiografia viene fuori una immagine ben diversa da quella di un gentleman inglese. Nonostante tutto, l'attrice sorprese tutti andando ai suoi funerali, nel 1980, sentendo una "ondata di tristezza" per la sua scomparsa. "Ero già guarita ed ero andata oltre al tempo della morte di Hitchcock", ha ammesso. "Alla fine ero lì per dire: 'Goodbye and thank you, Hitch'".
Scritto da Claudia Sarritzu
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