questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

La dannazione dei 15’ di celebrità di Andy Warhol: Superstar di Giannoli

Attualità, Interviste, Personaggi

30/08/2012

Un Festival di autori decisamente molto giovani quest’anno a Venezia, anche il belga Xavier Giannoli, secondo film del concorso, con il suo Superstar è del 1972. Sottotitolo: L’uomo che non voleva diventare famoso. Se come, tutti sappiamo, Andy Warhol teorizzò che tutti, prima o poi, nella vita avremmo avuto almeno un quarto d’ora di celebrità… bè questo è il peggior incubo di Martin (interpretato dal bravissimo Kad Merad), che lavora in una comunità di ragazzi down e rimette a posto i computer, riciclando pezzi vari. Nulla di speciale, ma lui non si lamenta e non sta chiedendo alla sua esistenza più di quello che ha… ma il suo destino ha in serbo per lui una beffa notevole.

Superstar di Xavier Giannoli sembra l'episodio di Roberto Benigni in To Rome with Love di Woody Allen, ma il film è stato girato molto prima, ed è tratto da un romanzo 'Il privilegio di essere una star' di Serge Joncour. In precedenza il regista aveva realizzato Quand J’étais chanteur, Corpi impazienti e A’ l’origine, quest’ultimo con un tema che rimanda a Superstar.

Merad è la scelta perfetta per il ruolo, è fisicamente un uomo normalissimo che a nessuno verrebbe in mente che potrebbe essere o diventare famoso e, invece, da un giorno all'altro questo accade. Lui non si sa spiegare che cosa stia succedendo e, nessuno glielo sa dire, ma tutti quelli che gli stanno intorno iniziano a comportarsi diversamente con lui. Se prima era l’ometto gentile ma invisibile ora è una gallina dalle uova d’oro ed averlo come amico non può essere che un vantaggio. Quando poi la produttrice televisiva Fleur Arnaud (Cecile De France) lo chiama ospite nel suo programma televisivo, il gioco è fatto, la vita di prima non esiste più e ne inizia un’altra… tutta da gestire.

Giannoli ha affermato che è rimasto molto colpito dal libro di Joncour, dopo averlo letto lo ha incontrato, quest’ultimo gli ha detto che la storia è tratta da una vicenda realmente accaduta e che era ben felice che lui ne facesse un film. Giannoli insieme a Marcia Romano, hanno scritto la sceneggiatura, ampliandola e modificandola ed è nato Superstar.

"Non so perché - ci ha detto Giannoli - ma ho una venerazione per Kafka mescolato ad Hitchcock, quindi mi ritrovo spesso a descrivere uomini che si ritrovano in situazioni assurde senza sapere perché sono stati loro i prescelti, i famosi ‘Young and Innocent’, protagonisti di tanti film del Maestro inglese. Persone che si ritrovano invischiate in situazioni più grandi di loro, senza saperne il motivo e senza avere gli strumenti per difendersi. Anche in A' l'origine sviluppavo la vicenda di un uomo che per tutta la vita viene scambiato per un altro".

"Devo dire che mi affascinava moltissimo l'idea di approfondire chi è una star al giorno d'oggi, visto che è una parola di cui si abusa in maniera incredibile. Molte volte in relazione a personaggi che non hanno alcun talento, quindi anche il mio Martin, che non ha qualità eccezionali può diventare un personaggio famoso. Fino a qui siamo su un piano di realtà, se pensate ai Reality Show. Ma non è la storia che ho raccontato io. Quando ho scritto il mio primo cortometraggio, The Inteview, dove un giovane giornalista vuole a tutti i costi intervistare Ava Gardner, questo lo avevo letto in uno scritto di Edgar Morin dal titolo The Stars, dimostravo quanto la gente voleva sapere di lei dato che l'avevano scelta e fatta diventare una icona. Nel mio nuovo film Martin da quando diventa famoso è amato, anche odiato, desiderato e brucia come un idolo. Ogni società vive con questa sorta di impulso, è un aspetto contemporaneo ma anche antropologicamente primitivo. Questi corto circuiti mediatici mi hanno sempre affascinato e dato che me li ritrovo davanti alla faccia ogni giorno cerco di analizzarli attraverso i miei film".

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA