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La custode di mia sorella: divieto ai 14 per malattia!

02/09/2009

Già di per sé un organo obsoleto e inutile, abolito da tempo dai paesi più progrediti, dove vigono regole e comportamenti trasparenti di 'autocensura' sotto il controllo delle Associazioni dei Produttori e Distributori, in Italia non demorde. Generalmente sonnecchia o dorme, soprattutto quando si tratta di sdoganare la violenza, vedi il caso di Apocalypto di Mel Gibson, la cui visione è stata vietata in tutto il mondo ai minori, ad eccezione dell'Italia, dove anche i bambini hanno potuto vederlo. Ma ogni tanto si sveglia. Con puntuale inefficenza. Non sembra esserci una logica, al di là di schemi decotti legati ad un'idea d'altri tempi del comune senso del pudore. Oggi ha deciso di vietare La custode di mia sorella di Nick Cassavetes, in uscita il prossimo venerdì, che mette in scena il dramma di una famiglia, come purtroppo altre centinaia di migliaia nel mondo, che deve combattere con la malattia terminale di una figlia. Per tenerla in vita i genitori 'usano' la sorellina più piccola come donatrice, ma un bel giorno quest'ultima si ribella invocando il suo diritto ad un'infanzia 'normale'. Insomma, una storia esemplare, immersa nella realtà autentica che circonda la malattia. Per la nostra Censura è troppo, il film che racconta una storia di malattia va vietato ai minori di 14 anni, e questa è la motivazione:
"...il tema trattato e l'iniziale ambiguità introdotta dalla richiesta di tutela personale e sanitaria di una minore nei confronti dei propri genitori, l'atmosfera triste e sempre dolorosissima, la figura della genitrice mai priva di aggressività e violenza decisionale, il genitore quasi privo del proprio ruolo, il sotteso dibattito sulla scelta della morte, l'interezza cupa della narrazione conclusa in tragedia e svolta in lancinante dramma umano avente quali interpreti essenziali due minori, ha tutto ciò convinto la Commissione a limitarne la visione ed inibire l'opera ai minori degli anni quattordici...."
La Warner Bros Pictures Italia, distributrice del film, prendendo atto della decisione della Commissione di Revisione Cinematografica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, esprime la propria sorpresa e rammarico. Noi aggiungiamo la nostra vergogna.

Scritto da ADMIN
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