questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

La critica italiana promuove Eclipse, anche se non all’unanimità

Attualità

30/06/2010

L’attesa è finita. Da oggi nei cinema italiani, e in quelli di altri 42 Paesi nel mondo, arriva The Twilight Saga: Eclipse, il terzo episodio tratto dai quattro romanzi di Stephenie Meyer. Quindi, tranquilli, non è finita. La storia di Bella ed Edward, ovvero l’amore fra l’umana e il vampiro, proseguirà in Breaking Dawn le cui vicende verranno raccontate con due film. Pochi giorni fa avevamo riportato le critiche statunitensi che hanno promosso il film e oggi tocca alla critica italiana. Meno calorosa ed entusiasta di quella americana, possiamo però dire che il film ha superato anche la prova della critica. Quella del pubblico ne siamo certi sarà una ovazione da 110 e lode.

Paolo Mereghetti, critico del Corriere della Sera, pur con notevoli riserve arriva alla conclusione che il film è comunque ‘interessante’, dandogli due stellette. Il merito secondo il critico va più ai libri della Meyer che alla regia di David Slade o alla recitazione degli attori. “Le cose più interessanti – scrive Mereghetti sono ancora una volta le invenzioni della Meyer, dall’idea dell’imprinting (una specie di reazione chimica che innesca la passione – qui di Jacob per Bella – aggirando ogni tipo di barriera psicologica o morale) alle ‘remore’ educative di Edward che essendo nato un paio di secoli fa, non può esimersi dal corteggiare secondo le regole di un romanticismo pudico e desueto (impedendo così a Bella di provare le tanto agognate esperienze prematrimoniali!)”.

Boris Sollazzo su Liberazione la butta più sul sociologico affermando che: “Il successo dei mostri sensuali non è solo un revival, ma una metafora contraddittoria del mondo moderno. Ora creature che incarnano un potere cinico, ora figure ai margini della società”.

Giorgio Carbone su Libero si concentra molto su quello che succederà oggi, vale a dire, l’invasione da parte dei teenager dei cinema per vedere Eclipse. Sul film scrive: “Ben conscio che con le solite scaramucce amorose tra Bella, Edward e Jacob, poteva coprire al massimo venti minuti sullo schermo, David Slade ha riempito i restanti cento di metraggio con battaglie degne de “Il Signore degli Anelli”....  E più avanti commenta che se il numero delle prenotazioni al cinema ha battuto un fenomeno come Avatar: “Le quattordicenni – almeno mentali – sono evidentemente più numerose nel mondo di quanto risulta agli uffici anagrafici. Ma il fatto che anche i critici più severi abbiano deciso di sdoganare ‘Twilight’ costituisce un ottimo e inatteso auspicio. Che la saga (è quasi sicuro) sia avviata a diventare nel costume mondiale ciò che ‘Harry Potter’ è stato nella decade precedente”.

Fabio Ferzetti del Messaggero afferma che Eclipse è un prodotto assolutamente mirato e, anche lo spettatore adulto che troverà risibili alcune scene, dovrà farsene una ragione. “Come dice l’amica Jessica (Anna Kendrick) – scrive Ferzetti nel suo discorso di diploma (è una scena chiave), ‘da quando andiamo a scuola ci chiedono di scegliere, ora lasciateci libere di sbagliare e tentare in tutte le possibili direzioni...’. Che figli (figlie) e nipoti della generazione di Woodstock affrontino in questi termini il passaggio all’età adulta, e che dietro tutta questa macchina cine-editoriale ci sia l’intuizione di una scrittrice di fede mormone, Stephenie Meyer, è di una ironia semplicemente grandiosa”. Rimane il fatto però che il film è riuscito e che a sentirsi fuori posto rischia di essere colui che non riesce a comprendere l’andamento degli eventi.

Per la bravissima Natalia Aspesi di Repubblica Eclipse segna un passaggio generazionale. “Sono eventi come Eclipse – scrive la giornalista – terzo cinepisodio spasmodicamente atteso di quella Twilight Saga, di micidiale successo oceanico sia in libro che in film, a confermare quale abisso divide oggi le generazioni. Gli adulti e i vecchi scivolano sulle poltrone dei cinema in stato comatoso, non capendo quasi niente di quel che succede, i nuovi adolescenti, che superano abbondantemente i vent’anni, fremono di passione, di piacere, di commozione e di identificazione”.

Antonio Angeli sul Tempo chiude il suo pezzo in questo modo: “Mai un evento letteral-cinematografico ha scatenato tale e tanto entusiasmo a livello mondiale. Per ritrovare una adesione così totale bisogna tornare ai tempi dei Beatles. Ma i fan di Twilight sono più educati, urlano meno e godono, per quello che è possibile, della piena disponibilità dei loro amati attori. Durante le prime i giovani interpreti si offrono per le classiche foto-ricordo fatte con il telefonino che, nel Terzo Millennio, hanno sostituito il vecchio autografo sulla foto”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA