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La Corea del Nord contro Seth Rogen e James Franco

Attualità, Gossip

26/06/2014

La commedia può essere un arma politica incredibilmente potente. La satira, a suo modo, è stata spesso così efficace e devastante, da poter competere con le migliori campagne pubblicitarie nel mondo. Provate a chiedere ad una persona per strada chi sono Jay Carney o Josh Earnest. Senza dubbio, alcuni riconosceranno i nomi di questi passati e presenti segretari della Casa Bianca, ma probabilmente riconoscerebbero molto di più Steven Colbert e Jimmy Fallon. I comici si trovano spesso a camminare su una linea sottile, con la commedia politica, tra ciò che è inutilmente offensivo e ciò che è volutamente ridicolo ed intelligente, un esempio potrebbe essere Il Dittatore. C'è probabilmente una discreta quantità di discussioni su dove il film The Interview di Seth Rogen ed Evan Goldberg, è finito tra le notizie sul fronte internazionale. 

Il film, diretto da Goldberg e Rogen e interpretato da James Franco e Rogen, parla di due giornalisti che riescono ad entrare in Corea del Nord per intervistare Kim Jong-un e vengono reclutati dalla CIA per assassinare il dittatore. Lo script ha subito alcuni cambiamenti, secondo Rogen. La sceneggiatura del film è dovuta essere cambiata dopo la morte di Kim Jong-il, e trasformata nel film con lo script di oggi. Un nordcoreano portavoce del ministero degli Esteri ha recentemente rilasciato una dichiarazione tramite i media di stato (Korean Central News Agency), dicendo che un film con la stessa trama, come The Interview è considerato un "atto di guerra" e che ci potrebbero essere rappresaglie “spietate" a causa del film, secondo la BBC. "Fare e distribuire un film con l’intento di ferire la nostra leadership di primo livello è l'atto più evidente di terrorismo e di guerra e non sarà assolutamente tollerato", ha detto il portavoce della Kcna.

Rogen ha parlato all'inizio di questo mese in un'intervista con Yahoo sull'opposizione all'interno dell'industria cinematografica, in particolare con il loro studio Columbia Pictures. Questa ha rivendicato che il film sarà ben studiato e basato sulle più reali storie di esperti, giornalisti e funzionari del governo. Rogen sostiene che “si tratta di una quantità illimitata di follia".

Scritto da Letizia Rogolino
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