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La conferenza stampa a Milano di Monuments Men

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

10/02/2014

Dopo aver mandato in ebollizione la Littizzetto ieri sera come ospiti alla trasmissione di Fabio Fazio, Che Tempo che Fa, i protagonisti di Monuments Men, il nuovo film diretto e interpretato da George Clooney, questa mattina hanno incontrato la stampa a Milano. Squadra al completo oltre Clooney, a partire dal simpaticissimo Bill Murray, Matt Damon, Jean Dujardin, John Goodman, Bob Balaban, Dimitri Leonidas e lo scrittore Grant Heslov. Mancava l’unica interprete femminile, Cate Blanchett, ma il gruppo ha divertito tutti i presenti con gag e battute per cui è stato difficile rimanere seri. Il film è ambientato negli anni della Seconda Guerra Mondiale per raccontare la vera storia di un team internazionale di esperti e amanti d’arte, che si occuparono di mettere in salvo numerose opere che Hitler e i nazisti volevano distruggere. Una storia vera molto particolare e curiosa, che lo stesso Clooney ha sceneggiato insieme a Grant Heslov per far conoscere al mondo una storia realmente accaduta, ma stranamente mai resa pubblica. La conferenza stampa è iniziata ricordando il bombardamento dell’abbazia di Monte Cassino, avvenuto proprio nel Febbraio del 1944, che ha portato alla formazione dei Monuments Men e all’inizio della loro missione.

Jean DujardinJean Dujardin, l’unico europeo del cast, ha dichiarato: “Io non conoscevo l’esistenza dei Monuments Men, sapevo che Hitler era un pittore frustrato che voleva creare questo Fuhrer Museum. Il mio personaggio è fittizio, in realtà non c’era nessun francese nei Monuments Men. Jean Claude era un mercante d’arte di Marsiglia, che è molto onorato di far parte di questo gruppo per avere l’occasione di partecipare alla guerra. La forza del film, secondo me, è rappresentata proprio da questo gruppo votato alla missione”. Anche John Goodman ha confessato di non aver mai sentito la storia dei Monuments Men prima di aver letto la sceneggiatura e ha aggiunto: “Il mio personaggio è basato su una persona nata nella mia stessa città, che ha scolpito il memoriale ai soldati della seconda guerra mondiale nella città di Saint Louise”.

Bill MurrayBill Murray, dopo aver regalato la prima risata ai presenti, capovolgendo il suo segnaposto dove, appena entrato, aveva scritto ‘Help Me’, ha detto: “Sapevo che in quel periodo per tutta Parigi rubavano opere d’arte e che si sono contate circa 5 milioni di opere restituite, ma altrettante saranno state distrutte o mai ritrovate”. George Clooney, regista e interprete di questa storia ha dichiarato: “Non sapevo molto della storia, avevo visto un documentario che ne parlava, ma Grant ha trovato questo libro e me lo ha fatto leggere. Ho pensato fosse possibile farne un film interessante, ma non avevo idea del perché nessuno l’avesse mai raccontata. Sono stato contento di aver colto l’occasione per rendere omaggio ai nostri amici”.

Matt DamonAnche Matt Damon ha confessato di essere rimasto scioccato dal fatto di non aver mai sentito questa storia e, sul suo personaggio, ha detto: “Io interpreto il curatore del Met che mette a repentaglio la sua vita per salvare queste opere d’arte. Che significato ha l’arte nell’essenza della nostra vita? Questa è la domanda alla base del film”. La stampa ha sottolineato come la sceneggiatura del film sia leggera e molto simile allo stile di Mash diretto da Atlman, in cui l’umorismo e la goliardia sono due punti fondamentali che reggono l’intera storia. A tal proposito Clooney ha dichiarato: “Partendo dal libro abbiamo tenuto a mente i film che ci piacevano, come La Grande fuga, I Guerrieri, I Cannoni di Navarone…anche lì c’era una buona dose di umorismo che mi piaceva. Così abbiamo fatto un film sull’arte, ma senza fare una lezione di educazione civica, volevamo l’intrattenimento. E poi, se ingaggi persone così per il cast, ti aiutano loro a rendere tutto divertente”. Quando si realizza un film ispirato ad una storia vera, può essere difficile mettere in scena ogni particolare, rimanendo fedele alla realtà, ma introducendo anche delle novità rispettose e adatte alla storia. Interrogato su questa parte del lavoro come regista, Clooney ha risposto: “Quando abbiamo fatto Good night Good luck parlavamo di giornalisti, sui quali erano stati scritti molti libri e qualsiasi cosa fatta male ci avrebbe screditato. Per questo dovevamo mantenere dati e fatti fondamentali, ma sullo schermo cerchi di rendere più divertente la storia, così abbian introdotto alcuni problemi e difetti dei personaggi che nella realtà non c’erano. Tuttavia molte cose folli nel film erano eventi realmente accaduti”.

Jean Dujardin si è trovato letteralmente immerso in un cast di vere e proprie stelle hollywoodiane, per partecipare al suo secondo film americano dopo la sua partecipazione in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese. A tal proposito ha dichiarato: “Spero di aver portato il buonumore, la passione, lo spirito…però sono soprattutto loro che mi hanno dato molto. Ero il piccolo francese nei Monuments Men, ma anche sul set e questo mi ha aiutato. Lavorare con George comunque è rilassante, lui mangia mele tutto il giorno e, anche a me piacciono molto! (Ride) Sono arrivato in questa avventura con umiltà, non mi aspetto nulla. Vedremo…”.

George ClooneyNon poteva mancare la domanda sulla morte improvvisa del collega Philip Seymour Hoffman, alla quale Clooney ha risposto commosso, dicendo: “Noi siamo una comunità, e lui è stato una gran parte di questa comunità. Era un po’ il cuore di questa comunità per molti aspetti. Anche se non interpretava il ruolo di protagonista in molti film, aveva un ruolo centrale. Lascia un vuoto enorme e ne avvertiamo molto la mancanza”. Presente in sala anche Harry Ettlinger, l’unico sopravvissuto dei veri Monuments Men, che nel film è interpretato dal giovane Dimitri Leonidas, che ha raccontato la sua fortuna di aver conosciuto la versione reale del suo personaggio. “Non ho incontrato Harry durante le riprese, ma mi ha mandato una lettera in cui mi raccontava la sua storia, la sua vita e il suo punto di vista in quegli anni. A livello personale vuoi fare del tuo meglio quando hai una possibilità di questo genere, ma credo sia più pesante rapportarsi al ruolo da recitare quando hai davanti la versione reale del tuo personaggio”. E Clooney ha aggiunto: “Dimitri ha interpretato Harry e lui era un ebreo quindi si è trasferito a Newark, e ha visto il ritratto di Rembrandt solo nella miniera . Questo è un fatto reale molto affascinante”.

Monuments Men sarà al cinema il 13 Febbraio e George Clooney ha chiuso la conferenza sottolineando una scomoda verità: “Quando un paese ha problemi economici la prima cosa a soffrirne è l’arte. Battaglia continua e costante. Hitler non voleva solo possedere l’arte ma distruggerla. Voleva cancellare le persone come se non fossero mai esistite. Possiamo tutti entrare in un museo e vedere un dipinto che ci racconta chi siamo, è una cosa molto importante da non trascurare”.

Scritto da Letizia Rogolino
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