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La bellezza del somaro: una commedia grottesca per parlare di temi serissimi

Attualità, Interviste

10/12/2010

Film impegnativo, difficile, una bella sfida quella che ha messo in scena Sergio Castellitto insieme alla moglie Margaret Mazzantini e un cast di eccellenti attori. Per apprezzare La bellezza del somaro, validissima alternativa a chi a Natale ha già fatto indigestione di panettoni e non si aspetta regali da Santa Claus, è cinema come arte. Arte antica, che arriva dal teatro, dalle maschere, da personaggi sempre sopra le righe, nevrotici alla Cechov che agognano di andare ‘A Mosca! A Mosca!’. “Un film che afferma – il regista e interprete Castellitto – esiste perché esiste la scrittura. Non è un film comico, è una commedia con una sua forte e strutturata drammaturgia. Dovuta al nostro amore e alle nostre frequentazioni con il teatro”.

La bellezza del somaro è un film strabordante di temi, personaggi, una riflessione sarcastica eppure filosofica e nostalgica sulla vita, sui rapporti umani. I protagonisti sono Marcello e Marina (Castellitto e una bravissima e bellissima Laura Morante), due borghesi alternativi, cinquantenni che hanno una figlia di diciassette anni, Rosa (la giovane Nina Torresi). Intorno a loro amici, parenti e i figli adolescenti di questi. Uno scontro generazionale che si sviluppa in un magnifico casale della campagna toscana dove tutti si riuniscono per il ponte dei morti. E mai data fu più significativa perché saranno proprio tabù come la vecchiaia (oggi non è permesso invecchiare) o ancora peggio della morte (di cui non si parla mai) i temi con i quali i nostri personaggi avranno a che fare... I cinquantenni vogliono fare i giovani e i giovani trovano patetici gli sforzi dei loro genitori per fare gli amici e non figure di riferimento. Tanto che Rosa porta a casa una bella sorpresa... Un fidanzato di 75 anni. Un vecchio, un uomo, Armando impersonato da Enzo Jannacci.

“Temi come l’invecchiare, la paura della morte, il rapporto con i figli fanno pensare alla realizzazione di un film drammatico. – Afferma Castellitto – Noi abbiamo voluto fare tutta un’altra operazione, rischiosissima ma di enorme soddisfazione. Ovvero utilizzare tutte le chiavi che offre la commedia per parlare di temi profondi, importanti, molto seri, con i quali tutti – prima o poi - facciamo i conti. La bellezza del somaro per me è un film gagliardo perché è come il Cavallo di Troia pieno di personaggi dove se allunghi una mano nel suo ventre trovi di tutto: genitori che non sanno farsi rispettare, giovani molto confusi ma più adulti della loro età, frustrazioni varie, e poi l’alieno, il vecchio che arriva e scombussola ulteriormente l’equilibrio già precarissimo della combriccola. Manca il rispetto. Il tutto è drammatico ma noi lo abbiamo raccontato con una ‘pernacchia’”. “Con un calcio in culo”, aggiunge l’esilarante Marco Giallini.

“La pellicola pone tante bombe qua e là nelle urgenze di ogni personaggio che, spesso appaiono banali, ridicole, rispetto a ciò che accade nel mondo. – continua il regista - Ma è lo sgretolamento di una borghesia illuminata che deve fare i conti con quello che ha fatto. E quando arriva Armando, che è l’unico che ha il coraggio di essere se stesso, ovvero un uomo di 75 anni, ogni punto di riferimento si perde. Perché Armando attraversa le esistenze di questi personaggi, tutti un po’ scoppiati, con un candore sconvolgente. Ricorda il personaggio di Peter Sellers in Oltre il giardino, è Chance il Giardiniere. Lui sta. E’. Non è un guru, non è un saggio, è un uomo che ha vissuto e che continua a farlo. Sono gli altri, intorno a lui, che vanno a pezzi, si sgretolano. Oggi si può fare o essere tutto, ma non vecchi. Un tempo per i vecchi si aveva un grande rispetto ora sono gli improduttivi, gli inutili, i prossimi alla fine”.

“A meno che – aggiunge Laura Morante – non siano ricchi, potenti e famosi. Allora tutto cambia. Ma se si è un essere umano, normale, e anziano, non conti nulla. Detto questo per quanto riguarda il film volevo dire che io l’ho trovato un progetto incredibile, rischioso ed estremamente interessante. La bellezza del somaro è una storia buffa, grottesca, farsesca e vi assicuro che sono le corde più difficili da tenere insieme al cinema. E riuscire a farle funzionare come ha fatto Sergio è impresa ardita. Questi personaggi sono delle maschere e dietro queste maschere si cela un grande vuoto. Spaventoso. Lo scandalo non è altro che riuscire ad essere se stessi. E l’unico che riesce ad esserlo è Armando”.

La bellezza del somaro arriverà nei cinema il 17 dicembre distribuito dalla Warner Bros. in 250 copie. Volevamo ricordare anche i nomi degli altri attori di questa pellicola assolutamente corale: Sergio Castellitto, Barbora Bobulova, Laura Morante, Lola Ponce, Gianfelice Imparato, Marco Giallini, Emanuela Grimalda, Enzo Jannacci, Lidia Vitale, Erika Blanc, Nina Torresi.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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