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La bellezza del somaro, una commedia ‘diversa’ tra risate e intelligenti riflessioni!

Attualità, Interviste, Personaggi

02/12/2010

La Warner Bros. che ha presentato il suo listino qui alle Giornate Professionali era particolarmente orgogliosa di parlare di cinema italiano, delle quattro alle sei pellicole che ogni anno producono e distribuiscono e, in particolare, di quella di questo Natale 2010. Con la promessa e il serio intento di fare meglio o di più per il nostro cinema nel 2011.

Tornando a quest’anno, la società guidata da Paolo Ferrari, ha un vero gioiello fra le mani, una commedia che si distingue per profondità e stile da tutte le altre che arriveranno il 17 dicembre nei cinema. Si tratta del nuovo lavoro diretto e interpretato da Sergio Castellitto, La bellezza del somaro. E dalle cinque clip che abbiamo visto possiamo dirvi che il film appare divertente, intelligente, e più che mai attuale. Una di quelle commedie delle quali quando esci continui a discutere per la sceneggiatura estremamente ben scritta che riesce in una operazione difficilissima, unire l’alto con il basso, raffinatezza con gag più scontate, proprio per arrivare a tutti. Nel cast: Laura Morante, Sergio Castellitto, Marco Giallini, Enzo Jannacci.

Sergio Castellitto che non ha bisogno di presentazioni e nemmeno di sottolineare la sua etica nel lavoro che lo contraddistingue da sempre ha rivelato: “Io mi ritengo prima di tutto uno spettatore, quindi ho fatto un film che andrei a vedere volentieri. E’ come una commedia in 3D, La bellezza del somaro, dato che unisce risate, divertimento all’intelligenza. Quest’ultima è il fattore 3, tridimensionale. Perché i temi affrontati sono pesanti da digerire, da affrontare, ma grazie alla chiave della commedia spero di avere fatto un film che lasci qualcosa in ogni spettatore, che abbia un respiro internazionale, in cui tutti – in maniera diversa – possano riconoscersi”.

“Un’affettuosa pernacchia al nostro vivere solo apparentemente corretto e tollerante”. In questo modo Sergio Castellitto, definisce il suo lavoro. “La pellicola è una commedia che dimostra come non appena un virus penetra nel nostro quotidiano tutte le nostre certezze vengono distrutte e la nostra esistenza sconvolta. Oggi l’impressione è che abbiamo accettato tutto: essere gay, avere un Presidente di colore, ma un tabù resiste: quello della vecchiaia. La vecchiaia è difficile da accettare perché è considerata l’anticamera della morte e perché i vecchi sono improduttivi ed inutili. Un tempo gli anziani erano rispettati in quanto depositari della memoria ma oggi la memoria non interessa più a nessuno. L’Italia, in particolare, sembra essere un Paese assolutamente privo di memoria, meglio una Nazione desiderosa di cancellare e rimuovere il proprio passato. E allora a cosa servono più i vecchi?”.

“Ecco, La bellezza del somaro, è un film sul dramma del nostro presente, su un gruppo di adulti che aspirano inutilmente a fare i giovani e su dei ragazzi che vogliono diventare grandi senza riuscirci”. Tra questi adulti, ottimi attori oltre a Castellitto, vediamo Laura Morante (che interpreta la moglie), un irrestibile Marco Giallini (padre dell’ex-fidanzato della figlia della coppia protagonista), Gianfelice Imparato (un amico di famiglia) e uno stralunato Enzo Jannacci (che non possiamo rivelarvi chi è, altrimenti vi rovineremmo una geniale sorpresa).

La pellicola è una commedia esilarante che prende questa tragedia – il passare inesorabile del tempo - e attraverso degli strampalati personaggio al giro di boa e oltre, barcollano dai quaranta ai cinquant’anni, riesce a rendere questo scontro generazionale tra genitori e figli. Il film unisce citazioni colte a battute tormentone perché ha detto Castellitto: “Volevamo puntare su un divertimento intelligente, di qualità ma senza escludere colpi bassi. Mi piacerebbe che uscendo dal cinema il pubblico si divertisse a ripetere alcune battute, da usare successivamente nella vita di tutti i giorni – sono convinto che ve ne siano parecchie destinate ad imprimersi nella memoria collettiva – ma fosse anche invitato a discutere sugli argomenti affrontati”.

“Tra le battute che amo di più del film c’è quella illuminante di uno dei personaggi che afferma: ‘Quando eravamo figli noi, i figli non contavano un cazzo; adesso non contano un cazzo i genitori’. Insomma gli adulti del mio film sono doppiamente in difficoltà dato che si ritrovano sempre in una situazione famigliare inadeguata. Hanno avuto difficoltà nel ruolo di figli e ne hanno ancora di più in quello di genitori”.

Il titolo La bellezza del somaro allude: “All’inevitabile bellezza della giovinezza – conclude Castellitto – ma anche della stoltezza e dell’ignoranza, perché ad una certa età, come accade ai ragazzi del mio film, si è per così dire belli, proprio malgrado”.

Un film che è una vera speranza e alternativa, a Natale, per chi è stanco o non ha mai amato ridere con gag trite e ritrite ma che ha voglia di immergersi in un casale di campagna, in un posto dalla bellezza stordente, fra gente ‘fuori dalle righe’. E meno male!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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