questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

L’Uomo dei Miracoli<p>Intervista a Spike Lee

Interviste

01/10/2008

"Miracolo a Sant'Annaè molto fedele al libro di James McBride. Il film è una pellicola epica e di guerra, ma non certo un'opera realista, né tantomeno un documentario, perché la sua storia ha molto a che fare con la fede, con la spiritualità, con Dio e con la possibilità che i miracoli accadano davvero. " Spike Lee racconta così il suo ultimo lavoro, il primo realizzato in Europa e - in particolare - in Italia, in cui il più celebre regista afroamericano esplora la storia della strage consumata il 12 agosto del 1944 dalle SS di Walter Reder (560 morti tra cui donne e un centinaio di bambini) e il coinvolgimento della divisione di soldati afroamericani nella guerra di liberazione dal nazifascismo. "Abbiamo girato dove sono avvenuti una serie di eccidi da parte dei nazisti e abbiamo filmato alcune scene dove è morta tantissima gente." Ricorda Spike Lee che sta già lavorando ad un documentario su Michael Jordan "Girare in quei luoghi non è stato per niente facile, perché avvertivamo tutti un'atmosfera strana fatta di ricordi, di dolore e, forse, perfino popolata da fantasmi." Nel cast, tra gli altri, Derek Luke, Michael Ealy, John Turturro, Joseph Gordon-Levitt,  James Gandolfini e gli italiani Pierfrancesco Favino, Valentina Cervi e Omero Antonutti.

 

Quale è stata la genesi del film?

Sono stato in Italia per la prima volta nel 1987 e, all'epoca, mi fu chiesto se avessi mai pensato a girare un film nel vostro paese. E' un interrogativo che è rimasto, in qualche maniera aperto da vent'anni. Così quando ho letto il romanzo di James McBride ambientato a Sant'Anna di Stazzena ho subito pensato che quello potesse rivelarsi come il progetto giusto per lavorare finalmente in Italia.

Crede che ci sia stato un qualche cambiamento nel suo approccio al cinema per un film ambientato in Europa negli anni Quaranta?

No, nessun cambiamento. Abbiamo studiato molto e ci siamo preparati a lungo per portare a compimento questo progetto. Non è la prima volta che giro un film all'estero. Alcuni segmenti di Malcom X sono stati realizzati in Egitto e a Soweto in Sud Africa, così come non è nemmeno la prima volta che realizzo un lavoro ambientato in un'altra epoca. Semmai, dal punto di vista della regia, la sfida più complessa è stata quella delle scene di battaglia che non avevo mai inserito in una mia pellicola. Considero Miracolo a Sant'Annacome un film molto italiano, perché gran parte della troupe e del cast era italiana e perché non avrei mai voluto mettermi nella condizione di girare un film dove imporre la mia personalità a tutta la produzione.Miracolo a Sant'Anna è, a tutti gli effetti, una produzione italiana.  Dopo questa esperienza posso sinceramente dire che la questione linguistica è decisamente sopravvalutata. Non ci sono barriere erette dalla lingua e il film, almeno negli Stati Uniti, verrà sottotitolato. Questo perché non volevamo, come in tante pellicole del passato, che i nazisti parlassero inglese con un buffo accento tedesco. Ognuno si esprime nella propria lingua. E - in particolare - tutti gli italiani recitano con accento toscano. Per il ruolo dell'orfano protagonista abbiamo visto circa cinquemila ragazzi della provincia di Firenze e, alla fine, possiamo dire di essere stati molto fortunati nell'incontrare Matteo Sciabordi per il personaggio di Angelo. Senza di lui tutto sarebbe finito in un 'disastro'.

Scritto da ADMIN
Tag: spike lee
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA