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Quando viaggi ti metti a confronto con chi sei veramente! Parola di Julia Roberts.

Attualità, Interviste

16/09/2010

Eat, Pray, Love – Mangia, Prega, Ama è un romanzo di Elizabeth Gilbert che ha venduto oltre sei milioni di copie negli Stati Uniti, ha esaurito la prima tiratura in Italia e ora viene ristampato, dato che domani esce il film con Julia Roberts, Javier Bardem e Richard Jenkins, diretto da quel talentaccio di Ryan Murphy (il creatore della mitica serie dei due chirurghi estetici Nip/Tuck, e anche di Glee, oltre ad avere diretto il divertentissimo e squinternato Correndo con le forbici in mano). Il romanzo narra la storia vera della Gilbert, una signora sulla quarantina newyorkese, di classe agiata, che dopo un matrimonio, un divorzio e una storia con un ragazzo più giovane di lei (interpretato da James Franco), decide di mollare tutto e partire per un viaggio di un anno alla ricerca di se stessa. Nell’andarsene da casa spera di riuscire a capire che cosa non la soddisfa di una vita che, a detta della Gilbert stessa, è comunque una esistenza molto più ‘fortunata’ di quella di tante altre persone. Il suo peregrinare la porterà prima in Italia, precisamente a Roma, poi in India dove andrà alla ricerca della spiritualità e alla fine a Bali, dove incontrerà una persona che gli cambierà per sempre la vita. Insomma troverà l’amore di un uomo, ma, in particolare imparerà ad amare se stessa e tutto quello che l’esistenza le ha dato. Nella parte girata in Italia segnaliamo la presenza di attori come Luca Argentero, Andrea di Stefano e Elena Arvigo.

Arrivati a Roma le quattro star, in primis Julia Roberts, il futuro padre Javier Bardem (è recente la notizia che la moglie Penelope Cruz è in dolce attesa), l’eccellente Richard Jenkins e il regista Ryan Murphy, la Sony Pictures – che distribuisce il film – ha messo in piedi per questa sera, una maestosa anteprima – insieme ad Armosia - a Roma al The Space Cinema. La 42enne ex-Pretty Woman, ancora bellissima e in forma più che mai, nel suo vestito Gucci pitonato con sandalo nero dal tacco vertiginoso e supersexy, è la più martellata di domande. E per prima cosa afferma: “Anche io come Elizabeth Gilbert ho sentito il bisogno di una pausa nella mia vita, credo sia una cosa molto normale. Quindi capisco la protagonista, non penso affatto che sia una codarda che sfugge alla realtà. E’ una donna che si è resa conto che la sua relazione aveva fatto il suo corso e aveva bisogno di guardarsi dentro. Ad ognuno di noi è successo – almeno una volta – nella vita, poi i modi per affrontare queste crisi sono assolutamente personali. Penso che ci voglia coraggio nel partire da soli per Paesi stranieri dove non si conosce nessuno, anche quando lo si fa da turisti”.

Signora Roberts pensa che i viaggi in generali portino delle trasformazioni a chi li intraprende. Che siano importanti, a prescindere, dallo scopo? “Assolutamente sì. – afferma Julia Roberts – Ogni viaggio ti cambia un po’, ma non penso che ci sia bisogno di lasciare casa tua e cambiare tutto per capire chi sei. L’importante è trovare il tempo per guardarsi dentro, capire cosa si vuole, e trattarsi con amore e rispetto, così come vuoi essere trattata dagli altri. Questo è fondamentale. E, purtroppo, la vita fagocita il nostro tempo e non tutti si mettono ‘in attesa’ per riflettere se la loro quotidianità gli sta bene. Quello che ha funzionato per Elizabeth magari non funzionerebbe per qualcun altro. Lei era già una viaggiatrice e aveva delle ragioni precise per andare in quei Paesi. Anche perché tante volte uno viaggia e i problemi viaggiano con lui, quindi non è il viaggio la risposta”.

E’ quello che lei intende quando dichiara che ha sentito il bisogno di una pausa ad un certo punto della sua carriera? “Esattamente. – continua l’attrice – Ma il mio non era un problema di natura esistenziale è che dopo avere girato A letto con il nemico e Scelta d’amore ho preso una specie di anno sabbatico di due anni. Non ero soddisfatta del materiale che mi veniva offerto, e quindi ho aspettato fino a che è arrivato Alan J. Pakula che mi ha offerto Rapporto Pelikan e ho cambiato idea. Ripensandoci mi sembra strano che a 24anni e all’apice della carriera abbia fatto una scelta del genere... Ma ero davvero determinata ad aspettare di trovare qualcosa in cui credessi veramente. E, ora, a distanza di tempo, anche se ho rischiato perché Hollywood tanto ti incensa quanto ti dimentica facilmente, penso di avere fatto la cosa migliore. Perché attualmente sono una donna davvero soddisfatta e felice. Anche se io non credo nei punti di arrivo. Non prendo niente e nessuno per scontato, da mio marito ai miei figli, alla mia famiglia allargata, ai miei amici”.

Nel film l’Italia ne esce come un Paese da sogno. Dove si mangia bene, ci sono bei ragazzi e ci si può godere il proprio tempo. Pensa che sia una visione realistica del nostro Paese? “Bè – ci dice Julia – innanzitutto io sono americana e quindi non voglio esprimere giudizi su un Paese che adoro ma che non conosco. Ho avuto però la fortuna di girare quattro film in Italia, ci sono venuta spessissimo in vacanza e la mia percezione da turista è che sia un luogo facile in cui vivere, un posto accogliente, dove la gente non è ossessionata dal tempo come negli Stati Uniti. Però questo è un punto di vista molto marginale. E lo è probabilmente anche quello di Elizabeth che, la prima volta che è arrivata a Roma, ha colto magari più quegli aspetti che voi vedete come luoghi comuni piuttosto che la vera essenza del Paese. Inoltre il film non è un documentario ma una commedia romantica, sentimentale, che vuole – anche – fare sognare lo spettatore. Dargli fiducia. Una fiducia vera però, quella di essere coscienti che dai propri incubi, dai propri fantasmi, se ne può uscire, si possono superare. Ci si può liberare del dolore e del tormento. Occorre capire come e quando agire, cambiare. Perché se non siamo noi stessi per primi a prenderci cura della nostra persona, non ci sarà nessun altro che ti potrà aiutare”.

Mangia, Prega, Ama, sarà nei cinema dal 17 settembre distribuito da Sony Pictures.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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