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Jude Law ospite alla Festa del Cinema di Roma: “Fare l’attore è come un viaggio di istruzione!”

Attualità, Eventi, Personaggi

17/10/2015

Uno degli ospiti più importanti della seconda giornata della Festa del Cinema di Roma è stato Jude Law, attore inglese con una lunga carriera che spazia tra i generi. Con un look da modello tra stivaletto e giacca di pelle nera, Law ha tenuto un piacevole incontro con il pubblico all’interno della sala Sinopoli dell’Auditorium, durante il quale ha parlato con Antonio Monda di cinema e della sua esperienza davanti e dietro le quinte. Ad aprire l’affollato appuntamento è stata una scena del film A.I. - Intelligenza Artificiale di Steven Spielberg in cui l’attore nei panni di un androide seduce una donna all’interno di una camera da letto. “Steven mi ha coinvolto con una sceneggiatura che era una rielaborazione di uno script scritto da Stanley Kubrick. Infatti egli avrebbe dovuto produrre il film, ma è venuto a mancare poco prima dell’inizio della produzione. Quindi alla fine questo è diventato un progetto alla memoria di Stanley. Mi ha sorpreso molto la disponibilità di Steven a collaborare…Fin dall’inizio ha voluto la mia collaborazione, infatti per il mio personaggio è stata mia l’idea di farlo ballare e io il look” ha raccontato Law

Il suo legame con Spielberg ha tuttavia radici precedenti. “Il film che mi ha colpito più da bambino è stato Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, l’ho rivisto più volte da giovane e ogni volta è stata un’esperienza straordinaria per l’equilibrio che il film crea tra la vita familiare e domestica e il mondo della fantasia e della magia che ci permette di evadere” ha sottolineato seguito poi dalla proiezione di altre clip di alcuni dei suoi film più iconici. Come dimenticarlo in uno dei suoi primi lungometraggi, Wilde, del 1997 in cui interpreta l’amante del famoso scrittore che lo porta alla rovina. “Quando accetti un ruolo non giudichi il tuo personaggio. Nessun cattivo si ritiene tale perché l’eroe secondo lui è il cattivo della situazione. Devi cercare di trovare un equilibrio indagando nei lati oscuri dei personaggi positivi e viceversa” ha spiegato. Infatti durante la sua carriera Jude Law ha avuto a che fare con ruoli di ogni genere, dal romantico gentiluomo al ladro o doppiogiochista. E a tal proposito ha aggiunto: “Sono stato molto fortunato per aver fatto moli generi diversi come attore, in parte per la gente con cui ho lavorato, in parte per luoghi che ho visto e penso che se non ti diverti facendo il tuo lavoro sbagli qualcosa”. Mentre scorrevano le immagini de Il Talento di Mr Ripley, Ritorno a Cold Mountain e Sherlock Holmes, Jude Law ha fatto un passo indietro e ha ricordato: “Quando ero giovane non seguivo spesso quello che mi diceva il regista e lavoravo di istinto. E una delle parti più belle di questo lavoro è imparare un periodo sconosciuto, competenze a te ignote, un contesto diverso…come un viaggio di istruzione e apprendimento”

Ha avuto anche il privilegio di lavorare con attori importanti e più esperti come Michael Caine in Sleuth o Tom Hanks in Era mio Padre. “Ho incontrato Michael Caine un po’ di tempo prima del film. Era una fantasia che avevo da tempo questo progetto e, parlando con Michael pensavo fosse interessante far fare a lui lo scrittore. Poi ho fatto un elenco dei possibili sceneggiatori e mi sono trovato Harold Pinter davanti.  Così siamo andati a pranzo insieme e miracolosamente ha accettato. Non c’erano molti soldi, ma tanto talento tutto insieme”. Il pubblico ha poi visto altre scene da Gattaca, Anna Karenina, Closer e Grand Budapest Hotel, anche se la curiosità è finita con una domanda sul suo progetto attuale diretto da Paolo Sorrentino, ovvero la serie tv targata HBO The Young Pope, che sta girando a Roma da Agosto. “Dopo aver visto La Grande Bellezza ho pensato che mi sarebbe piaciuto molto lavorare con lui, l’ho sempre ammirato molto. Un mese dopo mi è arrivata la sceneggiatura del suo nuovo progetto e non potevo rifiutare. Da agosto sto lavorando qui per questa serie tv di 8 ore HBO che racconta la storia di un Papa americano. Di più non credo di poter dire”. Infine l’attore ha condiviso una scena del suo film preferito, La Morte Corre Sul Fiume di Charles Laughton del 1955, commentando: “Mia madre mi ha mostrato questo film quando avevo 16-17 anni, periodo in cui stava iniziando il mio amore per il cinema e questo film  mi ha mostrato cosa era possibile raggiungere. Siamo ossessionati dal fare apparire tutto vero, ma non dobbiamo sottovalutare l’aspetto della teatralità. Questo film ci mostra come raggiungere l’equilibrio tra una storia inquietante all’interno di un involucro infantile e fiabesco”. 

Scritto da Letizia Rogolino
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