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Johnny il Vampiro

Attualità, Recensioni

10/05/2012

Ispirato da una serie televisiva anni Sessanta, l’ultimo film di Tim Burton è un party gotico interpretato da un cast di attori fenomenali a partire da Johnny Depp proseguendo per le entrambi ‘diversamente’ splendide e affascinanti Eva Green e Michelle Pfeiffer. La trama è ambientata in un piccolo paesino di mare sulla costa dell’Oceano dove, durante dei lavori stradali, una cassa chiusa da una catena viene ritrovata e improvvidamente aperta da un gruppo di operai.

Al suo interno, infatti, c’è Barnabas Collins, un vampiro rinchiuso da oltre due secoli che salta fuori dal suo sacello in cerca di sangue e di vendetta contro la strega che lo ha costretto alla prigionia. Un essere che Collins conosce molto bene in quanto è una sua ex amante che, attraverso epoche diverse è riuscita nell’intento di prosperare e, in compenso, di mandare in malora la famiglia e le proprietà del suo amato rivale.

Il compito del vampiro, dunque, è decisamente arduo: se da un lato deve avere a che fare con una modernità problematica che non capisce del tutto, dall’altro dovrà aiutare i suoi eredi, guidati da Michelle Pfeiffer nel ritrovare la fortuna perduta nonostante gli ostacoli e le difficoltà sul loro cammino.

Come nella tradizione del cinema di Tim Burton, Dark Shadows è sostanzialmente una storia d’amore perduto con protagonista un personaggio eccentrico, ma lungimirante pronto ad una guerra trionfale contro la sua acerrima nemica interpretata da un’ Eva Green letale e stupefacente.

Pur essendo un divertissment spettacolare e leggero, Dark Shadows è soprattutto un film in cui Burton può giocare a ripetere, senza stancare il pubblico, bensì intrattenendolo tanti degli stilemi classici del suo cinema attraverso i quali divertire il pubblico. Intelligente e carico dello humour di questo grande regista americano, Dark Shadows è un party gotico che rifuggendo dalla mascherata, sfrutta in pieno le possibilità offerte dalla tecnologia per dare vita ad una storia vintage in cui gli anni Settanta costituiscono uno sfondo ‘in costume’ per un film tanto divertito quanto divertente.

Depp, come sempre, infonde il suo talento nella caratterizzazione di un personaggio ambiguo e carismatico che sin da subito si presenta al pubblico nella sua pericolosa eccentricità. L’attore, però, a differenza di qualche scivolone del passato, va ben oltre la mera caratterizzazione raccontando, in compenso, una figura intrigante e interessante, di cui ci restituisce tutta la sua problematicità, senza mai scadere, e non avrebbe avuto senso farlo, nel melò o nel drammatico fine a se stesso.

In questo contesto, la regia spettacolare di Burton, le musiche di Danny Elfman, la splendida fotografia di Bruno Delbonnel (Il favoloso mondo di Amelie Faust) mettono gli attori in condizione di dare il loro meglio, raccontando una complessa storia d’amore tra il vampiro e quella che, forse, è la reincarnazione della moglie morta interpretata da Bella Heatcote. Intorno a questi personaggi registriamo la presenza di un ‘redivivoJohnny Lee Miller, di un’interessantissima Chloe Moretz e di una sempre buffa e sopra le righe Helena Bonham Carter.

Pur essendo molto riuscito Dark Shadows non è un capolavoro e, probabilmente, non gli interessa nemmeno davvero di esserlo: il film ha una sua piena ragione di essere nel suo continuo gioco di citazioni e di rimandi, ma soprattutto per essere l’espressione piena della concezione cinematografica burtoniana, dove, sullo sfondo di una cittadina piuttosto grigia, troviamo, invece, la ricchezza interiore e umana di personaggi considerati tradizionalmente come dei mostri e che, invece, risultano essere più ‘umani’ dei cittadini che, peraltro, non incontriamo mai in maniera attiva.

Unica presenza ‘sovrumana’ quella dell’Alice Cooper di oggi in un ironico cameo durante una festa che non ha nulla da invidiare al Rocky Horror Picture Show.

 

 

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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