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John Belushi, il trentesimo anniversario della scomparsa

Attualità, Personaggi

05/03/2012

La scena è il solo posto dove sono consapevole di quanto sto facendo”.

Il 5 Marzo 1982 moriva John Belushi, attore, comico, bluesman improvvisato, ma soprattutto autentica icona della settima arte. Non ci interessa ripercorrere i momenti della sua tragica scomparsa per overdose, sulla quale si è già speculato abbastanza negli anni, bensì ricordare le sue opere, alcune delle quali vere pietre miliari per chiunque ami l’arte .

John Adam Belushi, classe 1949, crebbe a Wheaton, nella piccola comunità della chiesa ortodossa albanese. Primo di quattro fratelli, tra i quali il Jim della sitcom La vita secondo Jim, iniziò la sua carriera in radio, nel programma The National Lampoon Radio Hour. Grazie all’amicizia e alla collaborazione di Bill Murray e Chevy Chase, ben presto approdò come ospite fisso al Saturday Night Live della NBC, teatro dell’incontro e dell’amicizia con Dan Aykroyd.

Belushi è stato attore teatrale, sceneggiatore, comico, compositore di colonne sonore proprio per il Saturday night live. La sua morte ha senza dubbio segnato un’intera generazione: nonostante abbia recitato in sole nove pellicole per il cinema (come Verso il sud e Chiamami Aquila), due in particolare sono bastate a farlo entrare nella leggenda. La prima è Animal House di John Landis. Primo vero esempio di commedia scolastica, ha avuto il pregio di portare all’estremo alcuni dei luoghi comuni tipici della vita del college, oltre a creare alcune situazioni cult (il toga party su tutti), a tutt’oggi ancora citate ed imitate. L’irriverenza, l’essere così politically uncorrect di Bluto Blutarksy, ebbe un impatto clamoroso sui giovani dell’epoca.

L’altra grande pellicola è ovviamente The Blues Brothers, che potremmo definire senza esagerare il suo masterpiece. La critica americana non lo accolse particolarmente bene etichettandolo addirittura come una ‘saga presuntuosa’. Eppure questo non fermò l’inarrestabile successo del film, nuova collaborazione tra Belushi e John Landis. “John aveva una presenza scenica unica- dichiarò Landis - Ma aveva anche un'incredibile dolcezza. E' stato un performer meraviglioso con un incredibile energia”.

Il pensiero più bello però è della sua famiglia. Sulla sua tomba l’epitaffio recita: “He gave us laughter”.

Ciao John.

http://youtu.be/KllWZWyWxQM

 

Scritto da Manuela Blonna
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