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Jerry Bruckheimer intervista dal set del film Prince of Persia – Le sabbie del tempo

Attualità, Interviste

05/05/2010


VISITA AL SET DI PRINCE OF PERSIA: LE SABBIE DEL TEMPO
3 e 4 NOVEMBRE 2008

Traendo ispirazione dal celebre e omonimo videogioco, Walt Disney Pictures e il produttore Jerry Bruckheimer, il team che ha prodotto il franchise Pirati dei Caraibi, hanno deciso di portare sul grande schermo Prince of Persia: le sabbie del tempo, in uscita il 19 maggio 2010.

Combinando divertimento, magia e tantissima azione, Prince of Persia è la storia del principe Dastan (Jake Gyllenhaal), in fuga assieme alla gran sacerdotessa Tamina (Gemma Arterton) per proteggere un potente pugnale contenente le sabbie del tempo, una sostanza mistica in grado di alterare il corso del tempo. Ma Dastan e Tamina non sono gli unici interessati alle sabbie e all’iconico pugnale e dovranno dar fondo a tutte le proprie risorse per proteggerlo da una schiera di malfattori comandati dal malvagio Nizam.



D: Perché hai deciso di fare Prince of Persia? Cosa ti ha attirato a questa storia?

Jerry Bruckheimer: È una storia insolita. Ed è interessante avere fantasy, reality e dramma in un unico film. Un’ottima combinazione.

D: Alcuni critici non pensavano che Jake Gyllenhaal fosse in grado di ricoprire il ruolo di protagonista principale. Cosa hai visto in lui che ti ha convito ad assegnargli la parte?
Jerry Bruckheimer: Per cominciare, è un bravissimo attore e una persona molto attraente. E’ successo così con tanti altri attori. Con Will Smith in Bad Boys, anche se prima era considerato un attore comico. Anche con Nicolas Cage, in Con Air. Nicolas aveva interpretato diversi ruoli, ma mai l’eroe in un film d'azione, fino a Con Air e poi The Rock. Mi piace un certo tipo di attore e Jake è sicuramente uno di questi.

D: E c’è stato qualcosa di specifico che ti ha fatto scegliere Gemma Arterton nel ruolo di Tamina invece di un’attrice con più esperienza?
Jerry Bruckheimer: Abbiamo visto tante attrici giovani e lei era di sicuro la più interessante. A volte succede così.

D: Il progetto è stato in evoluzione per qualche tempo e il soggetto modificato diverse volte. Perché e come si è evoluto il film nel tempo?
Jerry Bruckheimer: Beh, dipende dal tuo talento e dalle persone che hai a disposizione. Abbiamo sempre una A-list che usiamo, se possibile, e poi bisogna cercare sempre di reclutare gli sceneggiatori più bravi in circolazione, quando ne hai bisogno. La traiettoria è stata sempre la stessa. Prima deve funzionare la storia e poi i personaggi e infine tutta l’azione. Queste sono le diverse fasi che bisogna affrontare.

D: Quali elementi del gioco avrete preservato nel film?
Jerry Bruckheimer: Abbiamo mantenuto parte dell’azione e tutti gli aspetti più interessanti e quanti più personaggi possibile. Ma è come un libro: è impossibile rimanere fedeli al 100%. È un film, non letteratura. Le cose cambiano continuamente.

D: Perché ora ti interessa il settore dei videogiochi?
Jerry Bruckheimer: Sono convinto che, nel giro di 10 anni, la differenza fra film e videogiochi sarà impercettibile. I giochi saranno incredibilmente realistici. Sono una forma di narrazione e a noi piace raccontare storie nei film e in televisione. Siamo in procinto di reclutare i produttori esecutivi e speriamo di avviare il tutto fra sei mesi.

D: I videogiochi hanno riscosso tanto successo... vi siete trovati sotto pressione nel realizzare il film perché dovevate anche accontentare i fan del videogioco?
Jerry Bruckheimer: Sono importanti per noi e ci auguriamo che vadano a vedere il film, ma non possiamo certo contarci... è impossibile saperlo. Gli appassionati del videogioco possono non esserlo più quando il film uscirà nelle sale. Possiamo solo provare a fare un film divertente, con personaggi e temi interessanti. Se si consegue questo obiettivo, in genere il pubblico va a vedere il film. Se si fa solo affidamento sugli appassionati dei videogiochi, si finisce per ignorare un intero mercato.



D: Quale aspetto del film ti entusiasma?

Jerry Bruckheimer: I due personaggi principali: Jake e Gemma. E la storia. È affascinante e con tanti livelli diversi. L’ambito è enorme. Il deserto è spettacolare e mi ricorda Laurence d’Arabia. Abbiamo avuto un vero maestro della fotografia ed è stato fantastico osservarlo all’opera.

D: Che ruolo ha svolto nel film il creatore di Prince of Persia, Jordan Mechner?
Jerry Bruckheimer: Ha partecipato all’intero processo e ne è molto soddisfatto. Si è rivelato un ottimo partner.

D: Perché avete scelto un regista come Mike Newell per questo film?
Jerry Bruckheimer: Per le sue opere. È raro trovare un regista che faccia Donnie Brasco e quindi Harry Potter. Ha dimostrato di saper gestire film drammatici, grandi film d’avventura e soggetti umoristici. È un regista estremamente versatile. E questo film contiene tutti gli elementi appena citati.

D: Nel film, vi sono tanti richiami ai Pirati dei Caraibi: i costumi, l’azione e la comicità, per esempio. Si tratta di affinità?
Jerry Bruckheimer: Possiamo solo sperare che vada altrettanto bene. E’ un film diverso, però, e spero offrirà lo stesso tipo di intrattenimento. C’è molta più avventura, con un altro tipo di feeling. Il tono sarà simile, mi auguro, vale a dire un film d’azione con una storia d’amore.

JERRY BRUCKHEIMER – PRODUTTORE
Al produttore Jerry Bruckheimer si devono alcune delle pellicole di maggior successo nella storia del cinema. I suoi film hanno ricevuto sei Oscar, quattro Golden Globe, 17 Emmy, 15 People’s Choice Award, due BAFTA, numerosi MTV Award, fra cui uno per il miglior film del decennio (Un piedipiatti a Beverly Hills), e 20 Teen Choice Award. I suoi programmi televisivi, come la serie CSI, lo hanno inoltre portato all’attenzione di un pubblico completamente diverso, ma con lo stesso livello di successo. Negli '80 ha prodotto classici quali American Gigolo e Flashdance, ma anche Top Gun, Bad Boys, Con Air, Armageddon – Giudizio finale, Nemico pubblico, Fuori in 60 secondi, Pearl Harbour e, naturalmente, la trilogia dei Pirati dei Caraibi. Ha lavorato con i più famosi attori di Hollywood e britannici ed è giustamente ritenuto il re dei blockbuster. Prince of Persia si distacca radicalmente dal suo genere in quanto si tratta di un film basato su un videogioco. Ma è lo stesso Bruckheimer ad ammettere che il suo obiettivo è trasformare questa forma virtuale di narrazione in un altro dei suoi successi.

Intervista a cura di Way To Blue

Scritto da Nicoletta Gemmi
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