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Jane Eyre: potentissima e struggente versione del romanzo delle Brontë

Attualità, Interviste

28/09/2011

“Jane Eyre non è un “ritratto di signora”, ma la storia di una giovane donna, che rappresenta un’eroica tabula rasa, predisposta, al pari di qualsiasi uomo, all’irrequietezza e all’insoddisfazione quando la vita non le fornisce un motivo per cui lottare”. Con queste parole una delle più grandi scrittrici viventi, Joyce Carol Oates, parla del romanzo di Charlotte Brontë, Jane Eyre, da più di 160 anni uno dei libri più amati al mondo. Pietra miliare dei testi scolastici  di narrativa è stato tradotto in tutte le lingue.

Un romanzo con una protagonista che la Brontë ha definito “un’eroina modesta e piccola, come me” continua a ispirare generazioni e ad influenzare scrittori.

La forza evocativa della vicenda e la popolarità del romanzo del 1847 hanno portato a numerosi adattamenti del libro; sono state realizzate 18 versioni cinematografiche (la prima nel 1910 e la più recente nel 1996) e 9 versioni per la  Tv.

Il 7 ottobre per la Videa-CDE, esce l’ultimo adattamento realizzato di questa immensa storia d’amore che travalica il rapporto tra Jane e Mister Rochester, per avvolgergi dentro un’epoca, uno stile di vita, e presentarci uno dei più bei personaggi femminili della letteratura dell’ottocento. Una eroina fuori dal comune che vive in un contesto vittoriano intriso di ipocrisie e falsità e che combatte con vigore contro di esse. Una donna che sceglie al di fuori di ciò che la società ritiene opportuno e che non si cura delle convenzioni sociali.

Per la regia di Cary Joji Fukunaga (Sin Nombre) e con una serie di interpreti, uno più bravo dell’altro ad iniziare da Mia Wasikowska magica e perfetta Jane Eyre, a Michael Fassbender inquietante e affascinante Mister Rochester, Jamie Bell/St John Rivers, Judi Dench/Mrs. Fairfax, oltre a Tamzin Merchant, Sally Hawkins, Imogen Poots... questo film rende in maniera straziante, urgente e fedele tutta la grandezza del lavoro della Brontë.

I toni del racconto virano sul gotico/dark, ci sono piccole libertà che si è preso il regista ma tutto in maniera molto misurata e sempre con il massimo rispetto, ottenendo un film davvero notevole che vi trasmetterà molte emozioni alle quali ripenserete anche il giorno seguente.

Come ha rivelato uno degli attori del momento, vincitore della Coppa Volpi al Festival di Venezia per la sua interpretazione nel film Shame, ovvero Michael Fassbender: “Al suo tempo Jane Eyre fu considerato un romanzo molto radicale. Jane, una ragazza senza soldi né status sociale, riesce a sentirsi allo stesso livello di Rochester e non si accontenterà di niente di meno. Nonostante le difficoltà, è profondamente convinta del proprio valore. Il suo motto ‘Uguali, come in effetti siamo’ sarà un appello per il secolo seguentè”.

“Ciò che emerge da questa storia – continua l’attore - sono le complessità della natura umana, ciò che le persone sono in grado di farsi l’un l’altra e tutte le cose che non vengono mai dette. I rapporti sono complicati, richiedono l’impegno di entrambe le parti. Questo non è cambiato. Bisogna continuare a raccontare storie come questa. Se sono dei classici, una ragione c’è”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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