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Jamie Foxx

Interviste

28/12/2004
Ray Man
Intervista a Jamie Foxx

"Conoscere Ray prima che morisse è stato fondamentale per interpretare questo film" dice Foxx che quando cita le parole di Ray Charles durante l'intervista ne imita sempre la voce "Un'esperienza straordinaria."
E' decisamente un periodo molto fortunato per l'attore nato in Texas trentasette anni fa, noto al grande pubblico per il suo ruolo di protagonista in Ogni maledetta domenica di Oliver Stone. La sua interpretazione mozzafiato di Ray Charles diretto da Taylor Hackford potrebbe portarlo alla conquista di una nomination all'Oscar alla fine del mese. Non solo: anche il suo ruolo in Collateral dove è tornato a lavorare con Michael Mann dopo Alì, potrebbe conquistargli una seconda candidatura. Lo rivedremo presto in due film d'azione: Stealth di Rob Cohen e Jarhead del regista di American Beauty Sam Mendes.  
Cosa ha pensato quando le hanno proposto il ruolo di Ray Charles?
Quando ho letto la sceneggiatura, ho capito che si trattava di una storia fenomenale, che non riguardava soltanto la musica ma parlava di un uomo che aveva superato ogni genere di difficoltà fino a diventare un vero protagonista della cultura americana. ? straordinario il modo in cui è riuscito a trasferire nella musica le sue esperienze personali, raggiungendo risultati eccezionali. Avevo molti dubbi poi ne ho parlato con Eddie Murphy che mi ha detto: 'Sei perfetto! Hai la sua stessa mascella.' Una cosa che non avevo notato e che - alla fine - mi ha convinto. Credo che Ray sia una bella testimonianza nei confronti del suo talento.
Quando si è sentito sicuro di sé nella parte di Ray per la prima volta?
Sono diplomato in pianoforte e amo il Blues. Il giorno che ho incontrato Ray avevamo due pianoforti vicini e io ero terrorizzato. Ci siamo messi a suonare e a cantare insieme. Dopo una serie di tentativi più o meno fortunati di andargli dietro alla fine si è rivolto a me e mi ha detto: "Ehi Jamie, sai suonare…puoi diventare me sullo schermo…" La sua benedizione ha cambiato tutto. In più credo che mettere i suoi occhiali mi abbia trasformato. All'inizio, il fatto di non riuscire a vedere mi faceva arrabbiare. Era davvero frustrante. Ho notato però che in quelle condizioni il mio udito era più sensibile ed ero in grado di percepire suoni che nessun altro aveva sentito.
Ha visto qualche biografia cinematografica che l'ha impressionata?
No, ma ho potuto apprezzare dei grandi documentari. Ce n'è , ad esempio, uno eccezionale su Miles Davis. Ho visto Bird su Charlie Parker e La storia di Sammy Davis Jr. ma credo che Ray rappresenti qualcosa di veramente nuovo in questo panorama. Che non è stato mai fatto prima. Ray è un film speciale perché è pieno di vita ed è come se una videocassetta d'archivio si trasformasse in un film vero.
Collateral e Ray sono uniti da un paio di occhiali…
E' vero, anche se di tipo diverso, e  usati dai personaggi in maniera differente. Per me gli occhiali rappresentano un modo per mascherare il mio ego. Uno schermo dietro cui nascondere Jamie Foxx e dietro cui diventare qualcun altro. Un uomo indeciso e normale…
Scritto da ADMIN
Tag: jamie foxx
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