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James Gandolini muore a 51 anni

Attualità

20/06/2013

Addio Tony Soprano!

Verrà ricordato come uno degli attori più improtanti della storia della televisione: James Gandolfini è morto a Roma, forse, per un infarto, dove si trovava in vacanza con la famiglia a soli 51 anni. Figlio di due emigrati italiani. Gandolfini era stato un caratterista di successo fino a quando David Chase l'aveva scelto per il ruolo di Tony Soprano, il Boss depresso della serie televisiva HBO che ha segnato, forse, più di altri l'età dell'oro della moderna televisione americana, trasformando la narrazione televisiva in quel fenomeno di successo mondiale che è diventato oggi. Gandolfini era in viaggio con i figli in Italia e avrebbe dovuto partecipare ad un incontro al Festival di Taormina insieme a Gabriele Muccino. La sua ultima apparizione sullo schermo è il direttore della CIA di Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow in un altro personaggio indimenticaibile che l'attore aveva interpretato in maniera, come sempre, fortemente iconica.

Primissima ha intervistato Gandolfini qualche tempo fa: vi riproponiamo stralci di quelli'incontro che restituiscono una personalità gentile, introversa e perfino timida. Intervistarlo, infatti, era un po' come  incontrare Tony Soprano. La postura e le espressioni del viso erano esattamente quelle di uno dei personaggi più amati di una delle migliori serie televisive di tutti i tempi.

"Mi piace prendermi in giro:so che molti miei colleghi hannno qualche difficoltà, ma io, invece, mi diverto molto a farlo. Tutti quanti abbiamo i nostri momenti da idiota ed è divertente poterli vedere sullo schermo.

"Ha mai scelto i personaggi dei suoi film in risposta alla sua carriera ne I Soprano, cercando qualcosa di completamente diverso?
No, in genere quello che conta è la buona sceneggiatura. A parte con The Mexican dove - pur sapendo che lo script non era il massimo - ho accettato la parte, perché sapevo che interpretare un killer gay avrebbe fatto incazzare qualcuno..."

"Mi piacerebbe dirigere un film, ma non conosco l’uso della macchina da presa. Molti attori mentre lavorano si interessano abbastanza a quello che è l’aspetto tecnico. Io non l’ho mai fatto perché lo considero troppo distrattivo. So quello che mi piace e so quello che non mi piace, ma non so come realizzarlo. Soprattutto credo sia molto difficile riuscire a fare entrambe le cose al tempo stesso."

"Non ho mai pensato che i Soprano avrebbero avuto questo enorme successo: sapevo che si trattava di un’ottima qualità di scrittura, ma non avevo alcuna idea di quello che sarebbe successo. Un testo dalla forza shakespeariana che, però, mi sembrava – di fatto – non potesse interessare a nessuno. Ricordo di avere girato la prima scena di un barbecue con tutti i personaggi riuniti. Mi domandavo: “a chi diavolo possono interessare le storie di un gruppo di tizi grassi e buffi come questi?”. Inoltre, dalla fine delle riprese della prima stagione alla sua messa in onda era passato quasi un anno. Sinceramente non ci avrei mai pensato. 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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