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Jacqueline Bisset

Attualità

02/07/2007

Polvere di stelle - Jacqueline Bisset   (Di Letizia Muratori )


Eclettismo inglese, sensualità francese, scuola e determinazione hollywoodiana. Di un'eleganza un pò blasé, molto europea: il cinema l'ha sempre cercata, mai, apparentemente, viceversa. E' nata a Weybridge, nel Surrey, figlia della buona borghesia, mamma francese, avvocatessa, papà inglese, medico. Jacqueline fa i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo come fotomodella. Il volto zigomato eppure morbido, gli occhi, di un colore inedito in natura, ne fanno una musa della swingin' london, per poi dettare ancora legge in materia di moda e costume nei Settanta. E' alla sua apparizione in Abissi (1977) che si deve l'invenzione della maglietta bagnata.   
Esordisce in Non tutti ce l'hanno (1965) di Richard Lester, insieme alle altrettanto iconiche colleghe Jane Birkin e Charlotte Rampling. Compare poi in Cul de sac (1966) di Roman Polanski, Due per la strada (1967) di Stanley Donen, James Bond 007 – Casino Royale (1967), Bullit (1967), in coppia con Steve McQueen. Mentre sul set di Inchiesta pericolosa (1968) si misura con Sinatra. Poco più che ventenne ha già avuto dal cinema tutto quello che una diva normale può sognare di avere in un paio di vite. Ma è nei Settanta che diventa un'attrice di culto. In Effetto notte (1973) le viene affidato il ruolo dell'attrice Julie Baker. E' la consacrazione, memorabile la scena in cui Truffaut le insegna come disporre le mani.
Interpreta poi la figlia di Paul Newman ne L'uomo dai sette capestri (1972) diretta da John Huston, ed è a fianco di Jean-Paul Belmondo nel divertente Come si distrugge la reputazione del più famoso agente segreto del mondo (1973).
Oltre ad essere un'intrerprete di razza, dallo sguardo magnetico e dai modi aristocratici, possiede un talento espressivo da signora del giallo. Assassinio sul ponte (1975) di Maximilian Schell, tratto da Il giudice e il suo boia di Friedrich Dürrenmatt tira fuori per la prima volta questa sua caratteristica.  Seguiranno Assassinio sull'Orient Express (1974) di Sidney Lumet, dal romanzo di Agatha Christie, La donna della domenica (1975) di Luigi Comencini, Delitto in silenzio (1975).  Infine, Il buio nella mente (1995), dove Claude Chabrol, da par suo, ne fa una vittima eccellente.   
Gli Ottanta, per altri versi, segnano la fase diva upper class. Produce ed interpreta con Candice Bergen l'ultima pellicola diretta da George Cukor, Ricche e famose. Storia di una decennale amicizia tra due scrittrici, tra successi professionali e terribili scontri privati. Ma anche Scene di lotta di classe a Beverly Hills (1989) di Paul Bartel, dove è Clare, una stravagante vedova californiana, attrice di soap opera. Fino ad arrivare ai patinati Class e Orchidea selvaggia.
Artista eclettica, si diceva, che ha frequentato, senza complessi, tutti i generi: comico, grottesco, noir, erotico, drammatico, storico… e anche tutti i mezzi a disposizione,  moda, cinema, molta Tv (al Roma Fiction Festival è presente con Nora Roberts-Carolina Moon).  Sul piccolo schermo è stata Anna Karenina, Josephine Beauharnais, Jacqueline  Kennedy, Gertrude, la vergine Maria. Non le rimane che Eva e in questo senso forse basta guardarla, per capire che solo un dio poteva creare la donna.  



Scritto da ADMIN
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