questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Italia! Questo film è dedicato a te…

Attualità, Conferenze stampa, Interviste

22/10/2012

Arriva nei cinema il 25 ottobre per 01 Distribution, Viva l’Italia, il secondo lungometraggio da regista di Massimiliano Bruno dopo il successo di Nessuno mi può giudicare. E, sarà molto interessante vedere, in questo momento di crisi per il cinema italiano come sarà recepita dal pubblico questa commedia. Perché Vivia l’Italia è un film che attraverso l’escamotage di un onorevole, interpretato da Michele Placido, colpito da una sindrome di mancanza di freni inibitori – praticamente dice sempre quello che pensa – viene raccontato un politico senza alcuna morale, dedito ai festini, che si interessa di raccomandare i suoi tre figli, che promette un futuro fondato sul lavoro, la sicurezza e la famiglia mentre in realtà non si occupa di nessuno di questi tre valori. Al contrario, tradisce la moglie da anni, il lavoro lo dà solo a chi conosce e promettendo sicurezza intasca parcelle. Insomma un ritratto del nostro Paese, di quello che la cronaca ci racconta ogni giorno da molti anni, tanto che siamo arrivati ad un momento storico che è, forse, il peggiore dal dopoguerra. Un Paese in massima parte governato da cialtroni senza alcun senso dell’etica e della morale.

Fin qui direte niente di nuovo... Bè fino ad un certo punto. Viva l’Italia non è un film qualunquista, non pensa che i politici siano tutti uguali e, soprattutto, non si limita a strapparti la risata facendoti vedere le nefandezze di questi ignobili personaggi ma cerca di spronare lo spettatore ad un cambiamento. Tutti e tre i figli di Placido, ovvero Ambra Angiolini, Raoul Bova e Alessandro Gassman, si rendono conto delle loro situazioni e di quanto sono stati aiutati dall’avere un padre potente, così, ci provano a rimettersi in gioco da soli per riconquistare una loro credibilità. Una commedia dove si ride, ma molto amaro. Proprio per spingere chi guarda a pensare che non ci dobbiamo limitare a guardare e tirare avanti ma, se qualcosa può e deve essere cambiato, visto che peggio di così non si può, deve partire da ognuno di noi. Dal nostro senso morale, dalla nostra umanità, dalla nostra dignità come persone.

Un cast importante per Viva l’Italia oltre i nominati ci sono anche Rocco Papaleo, Maurizio Mattioli, Edoardo Leo, Rolando Ravello, Sarah Felberbaum, Camilla Filippi. Tutti presenti all’incontro stampa, decisamente vivace visti i temi in gioco, durante il quale Massimiliano Bruno e i suoi attori non si sottraggono ad elogi e polemiche.

“Viva l’Italia – afferma Bruno – nasce da un’esigenza. Un’esigenza che alla fine del film faccio dire all’Onorevole Michele Spagnolo (Placido n.d.r.) ‘guarito’ dal virus della corruzione politica affermando che servirebbe un articolo aggiuntivo nella nostra Costituzione. L’articolo n. 140 che afferma che: “Tutti i cittadini hanno diritto di conoscere la verità”. Per me la commedia è da sempre un’espressione politica dato che attraverso la comicità si può fare riflettere su quello che è la nostra vita. Viviamo in un Paese dove è complicato crearsi un’esistenza dignitosa. C’è una crisi economica spaventosa; si trova lavora quasi solo se hai delle conoscenze; se sei uno molto in gamba devi andare a lavorare all’estero e dove la meritocrazia è un valore dimenticato da moltissimi anni. Il politico che raccontiamo si ritroverà ad ammettere cose gravissime e del tutto contrarie a quelle che ha sempre predicato. Ma nel momento in cui inizia a dire la verità, come stanno le cose e come sono andate, viene messo in disparte. In primis dal suo partito che lo ritiene una mina vagante e anche dalla sua famiglia”.

“Come nel film precedente – continua Bruno -  abbiamo affondato il pedale sul malcostume nazionale e su tutto quello da cui negli ultimi anni l’Italia si è lasciata travolgere. Credo di essere riuscito a fare un’istantanea divertente ma spietata di un Paese dominato da cialtroni e da gente non all’altezza di questo delicatissimo periodo storico. In questo contesto si muovono i personaggi tra litigi, storie d’amore e grandi verità da capire. Nessuno viene assolto nel film. Tutti perdono ma nessuno vince. Perché la vittoria può arrivare solo dal cambiamento individuale che ognuno di noi deve fare per ridare un futuro ai nostri figli e a questo Paese. Ci tenevo molto a non raccontare solo il marcio che ci circonda perché non c’è solo questo nella nostra realtà, ci sono tante cose positive e occorre ripartire da queste forze, per dire dei: no. No, a quello che non ci va bene, e per riprendere in mano una situazione difficile ma che si può cambiare. Si deve cambiare. Se qualcosa non ci sta bene, non si può più limitarsi a lamentarsi, occorre proporre un’alternativa migliore e che funzioni”.

Straordinario Michele Placido nei panni dell’Onorevole corrotto e maneggione che poi alla fine della storia confessa tutto e si mette a disposizione della magistratura. Sollecitato sul fatto se si è ispirato a qualche politico in particolare risponde: “Ho pensato un po’ a tutti, non a uno in particolare. Anche perché alla mia età politicamente mi sento molto mediocre. Ovviamente ho le mie idee ma rispetto a quanto ero attivo e combattivo a vent’anni sono diventato un democristiano. L’aspetto che maggiormente mi colpisce dell’atteggiamento di certi politici è l’assoluta mancanza di morale, di un’etica, di dignità. Perché sui programmi, su come ognuno di noi la pensa politicamente per radici storiche o altri motivi si può ragionare, ma non su comportamenti da veri delinquenti. Questo è intollerabile.

Per questo motivo ribadisco, forse perché ho dei figli e uno anche piccolo che, dobbiamo essere ottimisti e, iniziando dal diritto di voto, cambiare la situazione. Non è più possibile accettare certi comportamenti, le persone disoneste, amorali, ignoranti, inadatte ai ruoli chiave che gli hanno dato, come governare un Paese, se ne devono andare. Inoltre l’Italia è un Paese vecchio, dove serve un ricambio e servono più donne nei posti di comando. Abbiamo l’occupazione femminile, in ruoli istituzionali, più bassa d’Europa. Dobbiamo svegliarci, soprattutto svegliare chi dorme, non solo chi è già indignato. Il mio sogno è che un giorno invece di un Papa arrivi una Papessa!”.

Chiude Alessandro Gassman affermando: “Ci vuole coraggio. Un film non cambia il mondo ma Viva l’Italia è un film di impegno che fa anche ridere. E visto che pure il cinema italiano sta vivendo un momento drammatico mi auguro che la gente apprezzi il lavoro che abbiamo fatto e ci premi andando a vedere il film”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA