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Iron Man 3: Arma Letale Reloaded

Attualità, Personaggi, Recensioni

23/04/2013

Iron Man 3

Terza avventura cinematografica per Iron Man, quinta volta per Robert Downey Jr. nei panni del milionario Tony Stark incluso il corale The Avengers e la brevissima scena post titoli di Hulk.

Storia scritta e diretta, per la prima volta, da Shane Black ex enfant prodige sceneggiatore tra gli altri della serie di Arma Letale e Last Action Hero, regista di Kiss Kiss Bang Bang certamente tra i film che, in qualche maniera, avevano fatto considerare Robert Downey Jr alla Marvel per il ruolo di Iron Man.

Molto dello stile caratterizzante il cinema scritto e diretto da Shane Black si ritrova in questa storia: il bambino che aiuta lo scienziato a rimettersi in piedi, l’umorismo e la follia di alcune situazioni, le sequenze stile western in cui i due amici come Downey e Cheadle alias Iron Man e Iron Patriot richiamano alla memoria inevitabilmente la coppia Gibson – Glover degli Arma Letale per stlle e comportamento. Senza dubbio migliore rispetto al secondo capitolo, Iron Man 3 è un film che ha una sceneggiatura interessante con qualche sorpresa piacevole e una costruzione che si apprezza ancora di più se si ha la voglia e il tempo di leggersi tutti i titoli di coda, arrivando all’ultima scena in cui tutta la narrazione acquista senso in maniera molto brillante e particolare.

Quando ritroviamo Tony Stark un anno dopo gli eventi che abbiamo visto in The Avengers l’uomo è cambiato: soffre di attacchi di panico, non dorme, lavora intensamente nel suo laboratorio per costruire armi e perfezionare le sue armature. E’ una celebrità che firma autografi ed è insoddisfatta della propria vita nonostante il suo grande amore con Pepper Potts, interpretata ancora una volta da Gwyneth Paltrow. Impegnatosi tanto nervosamente quanto pubblicamente contro un terrorista 'simil Bin Laden' che si fa chiamare ‘Il Mandarino’, Stark lo sfida in maniera guascona e la sua meravigliosa villa sull’Oceano viene distrutta senza che Iron Man riesca a fermare l’attacco. Nel frattempo, però, il passato torna a bussare alla sua porta nella forma di due scienziati che aveva conosciuto molti anni prima in Svizzera nella notte di Capodanno del 1999: loro hanno sviluppato una tecnologia che consente agli esseri umani dei miglioramenti notevoli, ma al tempo stesso, non riuscendo a controllarla pienamente si sono trovati a dare vita ad un esercito di esseri umani in grado di farsi esplodere ovunque seguendo la spietata strategia della tensione del misterioso Mandarino.

In questo senso, ancora una volta, un film Marvel prende il meglio dei fumetti e del loro spirito sublimandolo in una versione cinematografica divertente e di grande intrattenimento, capace, però, al tempo stesso di aprire quesiti interessanti rispetto a ciò che accade davvero nel mondo e alla sua possibilità di manipolazione.

Un film dominato dal carisma di Downey Jr che grazie al suo humour e al suo non prendersi mai troppo sul serio domina su una scena spettacolare in cui il cinema d’azione diventa l’occasione perfetta per una narrazione dai toni leggermente più dark, ma al tempo stesso ancora una volta affrontati con leggerezza.

Non ci sono le cupe atmosfere piene di disperazione del capolavoro Cavaliere Oscuro, ma un momento di sconfitta affrontato tramite il ragionamento e il tentativo di rovesciare la situazione a proprio favore con un’idea e con qualche arma segreta che non guasta mai. Un film pienamente Marvel, con tanto di cameo di Stan Lee e una storia tutta americana con il Presidente degli Stati Uniti in persona è coinvolto nella scena più spettacolare ed emozionante ambientata sull'Air Force One.

L’ultimo cartello, ancora dopo la scena post titoli, dice che 'Tony Stark ritornerà': un’indicazione mutuata dai film di James Bond che indica come il personaggio di Iron Man, in pochi anni, si sia imposto grazie ai film come una figura di riferimento del nostro immaginario collettivo: un personaggio figlio di questi anni con tutte le sue leggerezze e contraddizioni, ma anche con la sua personalità forse lacerata, ma certamente solida e puntellata da carisma, senso dell’umorismo e – nonostante l’ego smodato – capace di sacrificarsi con abnegazione per i valori in cui si crede. 

Un film, forse, imperfetto (ma quale film non lo è, in fondo...), capace di trascinare il pubblico in un'avventura piena di sorprese e colpi di scena per tutte le due ore di durata. 

Scritto da Marco Spagnoli
Tag: iron man 3
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