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Io, loro e Lara: grandissimo Verdone che ci fa ridere e riflettere su come siamo diventati

Interviste

30/12/2009

Il 5 gennaio 2010, segnatevi la data, esce Io, loro e Lara, l’ultimo film diretto, scritto e interpretato da Carlo Verdone e anche uno dei suoi migliori in assoluto. Il film è dedicato a suo padre Mario Verdone scomparso durante la lavorazione. Prodotto e distribuito dalla Warner Bros. (650 copie), con una proiezione speciale il 2 gennaio all’Aquila, il film ci dice Carlo Verdone: “E’ una storia corale che gira intorno a due personaggi. Il mio che sono un sacerdote Carlo Mascolo, un missionario in crisi con la fede, che torna dall’Africa dopo dieci anni di servizio in un villaggio. Carlo torna in Italia, a Roma, e confessa il suo momento difficile ai suoi superiori, quest’ultimi molto coscienziosamente gli consigliano di tornare nella sua casa d’origine perché in questo momento di crisi non è giusto prendere delle decisioni ma riflettere con calma: l’amore del padre, della sorella, del fratello, - la madre è morta – non potranno che essergli di grande aiuto visto che saranno molto felici di rivederlo e lui potrà parlare dei suoi problemi ricevendo aiuto e grande affetto. In realtà lui torna dalla sua famiglia, poveraccio, e nessuno gli chiede niente. Al contrario viene fagocitato dai problemi di tutti loro, dato che non vanno per niente d’accordo e sono uno contro l’altro, soprattutto ce l’hanno con il padre Alberto che ha appena sposato la sua badante moldava. Da questa situazione disastrosa di ritratto di famiglia in un interno esce, anche evidente, il ritratto di un mondo occidentale che è veramente miserabile. Il tutto viene complicato dall’entrata in scena di Lara, interpretata da Laura Chiatti. All’inizio del film le due storie, quella di Carlo e di Lara, vengono rappresentate parallelamente e vediamo Lara che discute con una psicologa, risponde a delle domande, sembra molto addormentata, la vediamo fare una chat erotica, un sacco di cose strane. Sembra che questa ragazza problematica non c’entri nulla con la famiglia Mascolo ma, al contrario - anche se dovete vedere il film -, lei diventerà un membro fondamentale di questa disastrata famiglia”.

Quindi Verdone c’era una vera e propria esigenza da parte sua di raccontare questa storia? Assolutamente sì. In sostanza è la storia di un uomo perbène, in sincera crisi con la fede, che si trova in contrapposizione con i disastri del mondo occidentale impersonati da tutti coloro che gli girano intorno. La scelta di farne un sacerdote è stata dettata dal fatto che io ho qualche amico prete, di quelli che stanno a contatto con la realtà, con la gente, non che parlano dal pulpito di una chiesa che sono persone normalissime, con tutti i dubbi e i problemi comuni agli esseri umani. Quindi era una sfida il mio Don Carlo, un argomento delicato, perché è un prete in piena crisi spirituale ma soprattutto una persona onesta e coerente. Gli ho anche voluto fare un regalo, dato che sarà lui alla fine del film a riuscire a riportare un po’ di pace, tolleranza e capacità di sapersi accettare all’interno della sua famiglia”.

Questo è un film dove si ride molto ma si riflette anche tanto su che società siamo diventati. Che ne dice… “Che è vero. L’Italia è un Paese diffidente per non dire razzista verso gli immigrati, ognuno di noi è preso dai suoi problemi e nessuno ascolta più nessuno. Etica, morale, civiltà sono parole per me importantissime in questo momento perché mi pare che la  nostra società ne abbia assolutamente perso le tracce”.

Che cosa ci dice del cast. Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Angela Finocchiaro… E’ il miglior cast con cui abbia mai lavorato in vita mia. Anna Bonaiuto è una delle migliori attrici di teatro che abbiamo in questo Paese e l’ho voluta perché mi serviva una sorella molto energica, dinamica, siamo a Roma ma lei ha un’impronta più milanese fattiva, concreta, determinata. Una Signora con un bel carattere. Quindi Anna era l’ideale e si è dimostrata tale. Angela Finocchiaro nel ruolo dell’assistente sociale che segue Laura è stata una scoperta fantastica. Nella parte finale del film c’è un duetto tra me e lei e devo dire che è una partita a tennis di grande recitazione quindi ho scoperto una partner ideale, spero anche per il futuro. Marco Giallini sarà una rivelazione per tutti dato che ha un ruolo molto comico, noi, invece, lo abbiamo conosciuto per film violenti, drammatici, dove fa sempre la parte del cattivo ma, in realtà questo attore è formidabile per la commedia. Vi assicuro che ha dei tempi comici unici e sono contento di essere stato il primo ad avere intuito questa sua predisposizione e sono convinto che continuerà la sua carriera soprattutto nell’ambito della commedia dopo questa esperienza. Su Laura che dire, è una ragazza adorabile, oltre al fatto che ha un primo piano meraviglioso, il più importante che abbiamo in Italia dal punto di vista della bellezza, della fotogenia, tra le giovani attrici. Ho trovato una ragazza molto umile che si mette molto al servizio del lavoro che sta facendo, è una persona estremamente collaborativa, carina in tutto e devo dire che con grande concentrazione, grandissima professionalità, ha superato una prova tutt’altro che facile. Le sfaccettature del suo personaggio sono tante: dalla follia, alla malinconia, alla seduzione, alla tristezza e lei lo ha fatto con estrema credibilità. Questo vuole dire che credeva nel film e in me. Dico questo perché penso fermamente che la forza di questo film sia soprattutto nel cast. Sono davvero tutti molto bravi.

Che cosa si augura per il nuovo anno? “Che questo Paese e il Mondo intero ritrovino il buonsenso. Sento troppa tensione, nuvole nere intorno a me. Una grande violenza, un Paese diviso e questo è male. Mi auguro soprattutto che arrivi una nuova generazione che – meritocraticamente – possa cambiare davvero le cose. Non sarà facile, ma io ce la metterò tutta”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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