questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Into Paradiso quando la co-abitazione forzata diventa una risorsa!

Attualità, Interviste

31/01/2011

L’opera prima di Paola Randi Into Paradiso è una pellicola davvero importante, specialmente nell’Italia di oggi. Questa regista milanese intelligente e professionale è riuscita a cogliere aspetti di Napoli e delle svariate culture e identità che vi vivono con una leggerezza, un’ironia che rendono ancora più profondo il racconto.

Interpretato da maestri come Gianfelice Imparato, Peppe Servillo e debuttanti di grande classe come il srilankese Saman Anthony, Into Paradiso narra di uno scienziato di mezza età che si ritrova a forza a convivere con Gayan, ex campione di cricket, uomo che ha dovuto lasciare il suo Paese, ma che ha viaggiato e ha una vasta cultura. Cosa c’entrano uno con l’altro? Eppure il destino ha in serbo per loro un’unione sempre più forte. Il tutto con in mezzo la malavita che rende ancora più paradossale e indispensabile, ai due, fare gioco di squadra.

“Lo spunto – afferma Paola Randi – è nato dal fatto di avere fatto un giro per Napoli e avere visto dei napoletani che giocavano a pallone e srilankesi, vestiti di tutto punto, che giocavano a cricket. Da lì mi sono detta che si poteva narrare una interessante, bella e anche speranzosa storia di multiculturalità, nella città multiculturale per eccellenza del nostro Paese. L’intento era quello di fare una commedia leggera, ironica, nonostante i personaggi non vivano affatto in situazioni agevoli. Il precariato, ad esempio, del personaggio di Gianfelice Imparato, che ha già una certa età e si ritrova per necessità ad adattarsi a fare il badante mette ancora più in evidenza lo shock che può subire una persona a cui succede questo e a sua volta, il senso di straniamento, la differenza che tutto ciò crea”.

“Non volevo fare una pellicola che parlasse di integrazione – continua Paola Randi – ma di co-abitazione forzata di persone che non hanno nulla in comune, che vivono in luoghi non accoglienti e provenienti da radici culturali estremamente diverse. Però non vorrei che questa affermazione fosse recepita con una accezione negativa. Perché questa co-abitazione nella nostra storia diventa una ricchezza, è un modo di vivere – pur nelle difficoltà – armonioso perché c’è un rispetto di fondo delle altre identità. Napoli è ancora una città con la capacità di accogliere. E’ possibile trovare spazio e fare crescere tutte queste diverse culture. Ovviamente ci può essere una indifferenza, un sospetto iniziale non sono tutte rose e fiori ma, fondamentalmente, è la tolleranza e l’aiuto reciproco che vincono su tutto”.

“Napoli – continua Peppe Servillo – è una città contemporanea dove le cose accadono, succedono. E’ accogliente anche se non mancano di certo le ambivalenze, le differenze e gli innumerevoli problemi che ci portiamo appresso. Però, tanto per farvi un esempio, tutta la città – o almeno in tutti i quartieri dove abbiamo girato - hanno partecipato alla realizzazione del film. E non ci sarebbe stato verso di fare il contrario. Mentre Paola guardava i giornalieri aveva ragazzini dietro che commentavano, alla mattina ci portavano il caffè, oppure avendo girato d’estate con un grande caldo, c’era una signora che da un balcone ci buttava gelati. E’ così, e devi lasciarti andare, farti coinvolgere”.

“Quello che mi ha attirato maggiormente di questa vicenda – afferma Gianfelice Imparato – è che la regista fosse milanese e quindi ero convinto, e in questo modo è andata, che non ne uscisse un ritratto stereotipato o retorico di Napoli. Paola ha una grande energia positiva. Energia che è rimasta impressa anche nella pellicola”. “Per quanto mi riguarda – dice Peppe Servillo – il fatto che fossimo attori in maggior parte provenienti dal teatro mi affascinava. In fondo un attore cerca sempre gli occhi dell’altro, il gioco e le riprese di Into Paradiso sono andate in questo modo. Questo mi ha aiutato molto anche a trovare il registro della commedia che non mi è molto familiare. Poi io avevo anche la supervisione delle musiche che era un altro aspetto altrettanto allettante dato che, anche in questo caso, abbiamo mescolato – anche a volte – barando, la nostra tradizione con la musica indiana. Un bel lavoro, molto interessante”.

Il produttore Fabrizio Mosca (I cento passi, Galantuomini, Una vita tranquilla) aggiunge: “Al sud ci sono moltissime persone che vivono due vite in una sola e quindi le difficoltà esistenziali emergono maggiormente sono più evidenti, tangibili. Anche se, dopo tante storie ambientate nel nostro sud, non mi dispiacerebbe fare un film sul nord-est”. “La fortuna – conclude Paola Randi – in questa mia meravigliosa esperienza è che i personaggi del film si ispirano a persone reali incontrate nel periodo di ricerca che ho svolto a Napoli e in Sri Lanka. Ogni situazione, ogni carattere è, se non reale, possibile in quel contesto. La storia è una storia di finzione, ma volevo che fosse il più possibile ancorata alla realtà sociale contemporanea sul territorio. Tutto questo è stato possibile grazie agli attori con i quali ho lavorato, altrimenti non ce l’avrei fatta. Da Imparato, Servillo alla comunità Srilankese abbiamo scritto e lavorato insieme, ognuno ha apportato la propria esperienza, il loro background e io ho appreso moltissimo, ho aspirato tutto come una spugna. Questa è una ricchezza impagabile che, soprattutto nel mio caso, essendo milanese e debuttante, si è rivelata non solo una fortuna ma una vera benedizione”.

Into Paradiso arriva nei nostri cinema l’11 febbraio. Distribuisce L’Istituto Luce.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA