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Intervista: Elio è la voce dell’alieno Paul!

Attualità, Interviste

26/05/2011

Il primo giugno per Universal Pictures esce la commedia fantascientifica Paul, diretta da Gregg Mottola, con protagonisti Simon Pegg e Nick Frost. La storia di due inglesi, fanatici di alieni e di tutto quello che gira intorno al mondo del sovrannaturale che, decidono, di andare in America. Lì intraprendono, muniti di super-camper, un viaggio che li porta prima di tutto alla Mecca del Genere ovvero il Comic Con di San Diego per poi passare nella famosissima e misteriosa Area 51.

I due simpaticissimi e un po’ scervellati amici avranno un grande regalo/sorpresa durante il loro on the road. Troveranno strada facendo un vero alieno, di nome Paul (nella versione originale la voce è di Seth Rogen) che gli chiede aiuto. Paul è da anni che vive sulla Terra, prigioniero di umani che hanno studiato e sfruttato le sue capacità intellettive superiori alle nostre... ora però non serve più... e il suo destino sarebbe fatale. A meno che, Graeme e Clive, non abbiano intenzione di aiutarlo a tornare a casa. E il nostro E.T. è finito in buone mani. Film molto divertente, pieno di citazioni per chi ama la fantascienza e battute al vetriolo, per la voce dell’alieno italiano è stato scelto Elio, dell’omonimo gruppo Elio e le Storie Tese. Lo abbiamo incontrato. Come tutti i grandi artisti, soprattutto comici oltre che straordinario musicista, Elio parla pochissimo ed è piuttosto timido.

Lei si sente un ‘alieno’ nella vita? Sempre.

Come mai hanno pensato a lei per doppiare il personaggio di Paul? Sono stato scelto per la mie affinità umanistica. Anche perché non è che abbia molta esperienza nel doppiaggio. A parte avere dato voce ai due scorrettissimi Beavis & Butt-head, famoso cartone animato, soprattutto negli Usa, non ho fatto altro... Quindi sono entrato in sala di montaggio affidandomi completamente al direttore, a colui che coordina questo lavoro impegnativo e quello che sentite è tutto frutto della sceneggiatura. Non ho improvvisato, non ho aggiunto nulla di mio, ho cercato di seguire alla lettera lo scritp.

Quanto le è piaciuta come esperienza quella di doppiare un alieno? Adoro il doppiaggio, mi dispiace solo di non essere bravo come chi lo fa di mestiere. Quando non toccava a me, rimanevo nascosto e sentivo i doppiatori professionisti... bè, tutta un’altra storia!

Quando le è arrivata questa proposta sulla scrivania cosa ha pensato? Io sono una persona curiosissima, mi piace davvero tanto sperimentare e fare nuove cose. Quindi ero molto felice. Il film l’ho trovato molto divertente e per questo motivo ho detto sì. Poi mi sono messo a fare delle prove. Ma il motivo principale per cui ho accettato è che Paul è una commedia intelligente e che fa ridere mentre ci sono in giro tante commedie che, personalmente nonostante un grande successo di pubblico, non mi fanno ridere per niente.

Il film è un on the road negli USA, lei che conoscenza ha di questo Paese? Ci sono andato tante volte, soprattutto con il gruppo. Ma quando uno pensa all’America pensa subito a New York, peccato che quella meravigliosa città non c’entri nulla con la vastità di quel luogo. E’ un posto a sé. L’unica volta che abbiamo fatto un vero coast to coast, sempre con il gruppo, tra lavoro e piacere, ho visto posti e cose bellissime e altre che, francamente, non mi hanno per nulla entusiasmato.

Pensa che esistano gli alieni? Io, in generale nella vita, non do nulla per scontato. Sono un ingegnere e, quando ero più giovane, ho letto molti libri sull’argomento, soprattutto Asimov. E quello che ho capito è che sì esistono altre forme di vita nell’Universo ma non le incontreremo mai perché sono troppo lontane.

Come si è trovato in cabina di doppiaggio? E’ strano ma è anche simile a quando incidi un disco. Solo che in questo caso ero spesso solo. Così ho chiamato i miei compagni del gruppo per vedere come reagivano al mio lavoro... ho visto che si divertivano e mi sono un po’ tranquillizzato. Io non mi piaccio mai, in nessuna cosa che faccio.

Che rapporto ha con la fantascienza? Ottimo. Leggevo molti libri di questo genere... peccato che ora con il lavoro che faccio non ho più tempo per fare nulla. L’unico film che vedo e rivedo, anche perché ogni volta scopro qualcosa di nuovo, è Blade Runner.

Progetti futuri? Andare a votare al ballottaggio, cosa di primaria importanza. Io non sono più  quello politicamente scorretto sono uno politicamente molto corretto visto che non insulto nessuno e non racconto fandonie. Per quanto riguarda il lavoro stiamo incidendo un nuovo disco di Elio e le Storie Tese, al quale seguirà una tournée, ma si parla dell’anno prossimo. Poi se quei ‘comunisti’ che ci governano ce la fanno fare siamo già stati ingaggiati per la nuova serie di Parla con me di Serena Dandini. Invece, su X-Factor, ho seri dubbi. Primo non mi è arrivata nessuna richiesta di rifarlo visto che ora è passato su Sky, poi non è un programma che rientra molto nelle mie corde. Anche se sono rimasto in ottimi contatti con tanti ragazzi che sono passati per il programma.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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