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Intervista con Noah Baumbach regista di Lo stravagante mondo di Greenberg!

Attualità, Interviste

04/04/2011

L’8 aprile arriverà nei cinema Lo stravagante mondo di Greenberg (distribuito dalla BIM), un film, davvero da vedere, bello, intelligente, mostruosamente vero, con un eccellente Ben Stiller, in versione 40enne in crisi. Vi potrà sembrare una storia già sentita e risentita ma vi assicuriamo che Roger Greenberg non è uguale a tanti altri, è uno piuttosto raro e non si può non innamorarsi di lui. Grazie all’intelligenza di un regista/sceneggiatore come Noah Baumbach che lo ha realizzato insieme alla ex-moglie e grande attrice Jennifer Jason Leigh (insieme nella foto a sinistra).

“Ho scritto la sceneggiatura di questo film – ha raccontato il regista - avendo in mente una tradizione narrativa americana che ho molto amato, libri come quelli di Philip Roth, Saul Bellow, John Updike, che raccontano uomini in crisi, ad un bivio della vita. Da quei romanzi sono stati tratti molti film, ma a me interessava fare un film originale in quel filone, usando solo il linguaggio cinematografico. Volevo anche fare un film che mostrasse Los Angeles come una vera città, un luogo in cui la gente vive, mette su famiglia e cresce i figli. Jennifer è di Los Angeles, e attraverso di lei sono riuscito a vedere questa città con occhi diversi. Lo stravagante mondo di Greenberg è nato anche dalla mia scoperta della ‘città degli angeli’. Ho rivisto alcuni grandi film degli anni ’70, come quelli di Paul Mazursky, John Cassavetes, Hal Ashby e Robert Altman. Chiaramente il lavoro di registi di questo calibro mi ha influenzato moltissimo, in particolare Il lungo addio di Altman che ho letteralmente adorato”.

“E’ vero è la prima volta che lavoro con Ben Stiller e posso solo augurarmi che non sarà l’ultima. Ben ed io abbiamo provato insieme per diverse settimane il personaggio di Greenberg. Il modo in cui Ben si è calato nel ruolo è stato fantastico, e anche buffo per certi versi. L’ho fatto provare anche con Greta Gerwig (l’attrice che interpreta Florence), ma non troppo, perché i loro personaggi non si conoscono così bene nel film, e non volevo che ci fosse troppa familiarità”.

Nel film vediamo entrambi i personaggi anche in momenti in cui sono da soli. Sono momenti molto efficaci e reali: Greta alla guida della sua auto, Ben con le sue lettere. Cosa significano le lettere per Greenberg? “Scrivere lettere di protesta è un modo per incanalare tutta la sua energia, la sua rabbia, la sua passione, la sua frustrazione. E’ polemico, ma a posteriori. Tipico di Greenberg. Quanto ai momenti privati, io tendo a scrivere molti dialoghi nei miei film, e i momenti di solitudine sono un modo per interrompere il flusso di parole, per fare una pausa. Mi piace, nei film, vedere i personaggi quando sono soli, quando mostrano la loro vera faccia che non è quella pubblica. E’ un tema importante, ne Lo stravagante mondo di Greenberg, penso ancora di più”.

“Roger Greenberg è entrato in crisi perché le cose gli sono fuggite di mano, e ora è spaventato. Trascorre gran parte del tempo a cercare di mantenere il controllo della sua vita, e poi esplode senza ragione, lo vediamo in diverse scene del film. C’è un grosso contrasto tra una delle prime scene, quando Florence passa a ritirare l’assegno e Ben sta ascoltando una canzone sul suo iPod – quella di Albert Hammond – ed è quasi timido, riservato; e la scena in cui gli cantano “Tanti auguri a te” e lui non riesce a trattenersi e si arrabbia. Una cosa di cui abbiamo parlato molto, con Ben, è la paura di Greenberg di essere messo in imbarazzo: è uno che si è organizzato la vita in modo da evitare anche la più piccola umiliazione, cosa che naturalmente è impossibile. Io credo che la sua crisi, però, vada oltre questo: a cedere, in lui, sono stati il fisico, la psiche, la sua vita emotiva. Tutto. Lui non ne parla con nessuno, e razionalizza la situazione definendola una sua scelta: “Ho deciso di non fare niente per un po’ ”. Quindi mente a se stesso e agli altri. In base alla mia esperienza personale, nessuno va in crisi da un giorno all’altro. E’ interessante che l’unica persona a cui Ben parla del suo esaurimento è Beth – una donna con cui è stato 15 anni prima, ma che ormai è solo una conoscente”.

“Vuoi bene a Roger perché i suoi ideali non sono di per sé negativi, anzi, sono ammirevoli. Ma sono anche difese e razionalizzazioni per nascondere il fatto che ha paura. E ne ha sempre di più. Il suo atteggiamento è del tipo: se la vita non mi offre la situazione perfetta, quella delle fantasie che facevo a dodici anni, allora ci rinuncio. Trovo che ci sia qualcosa di commovente nell’attaccamento di Greenberg ai suoi sogni infantili. E’ troppo doloroso cambiare a questo punto della vita. D’altra parte, la sua vita è diventata invivibile perché non sarà mai all’altezza delle sue fantasie di quando era bambino, è chiaro che ne rimarrà sempre deluso. E’ per questo che è arrabbiato, perché la vita non collabora!”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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