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Intervista a Virginia Madsen: Il futuro è nella rivoluzione di Internet

Attualità, Interviste, Personaggi

25/06/2012

(Aruba, Antille Olandesi) Si è aperta con grande successo la terza edizione del Festival Internazionale del cinema di Aruba diretta dall’eminente critico italiano Claudio Masenza che lo ha fondato insieme al produttore dell’evento Jonathan Vieira.

L’evento cinematografico più importante dei Caraibi propone un line up di titoli di grande livello tra cui l’esordio alla regia di Angelina Jolie In the land of blood and honey e Stolen con Nicolas Cage, così come importanti ospiti internazionali tra cui Ray Liotta, Jason Patric e il “leggendario” montatore italiano Pietro Scalia, nominato ben quattro volte all’Oscar che ha vinto per JFK e Black Haws Down e che ha recentemente curato il montaggio di Prometheus e di The Amazing Spider-Man.

Ad inaugurare il Festival dove sono presenti anche gli italiani Scialla! e La Kryptonite nella borsa, il nuovo film del regista di Harry ti presento Sally Rob Reiner, The Magic of belle isle con Morgan Freeman e Virginia Madsen star di Sideways che dovrebbe essere presto in Italia per girare The Road to Capri un’esilarante commedia con Maria Grazia Cucinotta e Nicolas Vaporidis. “Conosco Maria Grazia da alcuni anni, quando abbiamo girato un film insieme e ne ho sempre ammirato l’energia e il talento.” Spiega Virginia Madsen “Non vedo l’ora di iniziare le riprese di questo film basato su una storia molto divertente che lega due donne molto diverse tra loro. Due ragazzi che hanno avuto lo stesso padre da due madri diverse, dopo la morte di quest’ultimo, si incontrano in un contesto molto complicato. Il mio personaggio aveva avuto una relazione con il marito di quello di Maria Grazia. Inizialmente il suo desiderio è quello di uccidermi, ma, in seguito, le due donne diventeranno molto amiche.”

Lei lavora molto anche in televisione con serie come The Event, Monk e Frasier. Cosa pensa della Tv di oggi?

La trovo fantastica, ma non quella realizzata dai grandi Network dove tutto è sempre ridotto al puro business. Anche serie come The Event che avevano un ottimo seguito di pubblico, se non riescono ad entrare nello stampino preconfezionato da queste società, sono destinate ad essere cancellate. Le serie televisive oggi, in ogni caso, sono migliori rispetto alla maggior parte dei film, per i talenti creativi che coinvolgono e per le idee che vengono sviluppate come, ad esempio, quella alla base di Breaking Bad che è uno show interessantissimo. Altrimenti, la televisione in America è concentrata ancora sui reality come quello pessimo in cui vedi sette persone tutte insieme in una casa di vetro alle prese con un’unica toilette…e sinceramente è un qualcosa che non capisco.

Quindi?

Il futuro è su Internet: quanto sta accadendo su Google, su Youtube, su Hulu è una vera e propria rivoluzione che cambierà sensibilmente l’atteggiamento del pubblico nei confronti della narrazione seriale. La gente guarda quello che passano i grandi network perché non c’è altro, e Internet, invece, costituisce una grande libertà di scelta, soprattutto in un momento di crisi economica in cui molte famiglie non possono più permettersi degli abbonamenti al cable e alla Tv satellitare. Recentemente ho partecipato a questa web serie intitolata Jan creata dal regista de L’Angolo Rosso e 88 minuti Jon Avnet composta da otto episodi, in cui ognuno è interpretato da un’attrice diversa: ci sono io, Julia Styles, Jennifer Garner, Jennifer Beals e la protagonista è questa straordinaria ragazza di nome Caitlin Gerard. Uno show interessantissimo, anche perché il suo valore produttivo segue degli standard molto elevati che non si erano mai visti prima sul web. Penso che il mio futuro come attrice sarà in questo spazio creativo.

Netflix ha appena prodotto la prima serie: Lillyhammer con protagonista Little Steven…

Netflix potrà essere un ottimo luogo dove distribuire documentari e prodotti destinati ad un pubblico di nicchia. Credo che quando questo modello produttivo sarà decollato, accadranno cose molto interessanti per tutti e il cinema indipendente avrà un luogo dove potere essere visto, apprezzato e sostenuto economicamente. Hollywood non vuole le donne di una certa età? Lavoreremo altrove.

Non crede che qualcosa è cambiato grazie al successo di sue colleghe come Meryl Streep e Helen Mirren?

Sì qualcosa è cambiato, perché io che ho più di cinquanta anni continuo a lavorare molto, ma non è ancora abbastanza. Solo pochi anni fa io sarei stata disoccupata. Dopo la splendida Rene Russo in The Thomas Crowne Affair e il mio successo in Sideways qualcosa è successo nella percezione delle donne oltre i cinquanta al cinema. Poi, con Desperate Housewives c’è stato un segnale molto importante di un ulteriore cambiamento. Se, però, il pubblico è disponibile ad accettare che le donne al cinema non siano solo ventenni, non così succede tra chi finanzia i film. Per questo è interessante quello che sta succedendo grazie a Internet, ma anche quello che accade grazie ai finanziatori nuovi. Otto donne della Silicon Valley, grandi manager, hanno deciso di produrre un film di cui ho preseo parte insieme a Brooke Shields e a Daryl Hannah intitolato The Hot Flashes, diretto da regista di nome Susan Seidelman. Un progetto interessante che non sarebbe mai stato finanziato secondo la mentalità tradizionale degli Studios.

 

 

 

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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