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Intervista a Tommaso Arnaldi, protagonista della web serie Mamanero con Pino Insegno

Interviste

05/01/2018

Tommaso Arnaldi è protagonista, insieme a Pino Insegno, della nuova web serie Mamanero, scritta da Daniele Prato per la regia di Mauro Meconi. In una chiave comedy si racconta la quotidianità di due amici che decidono di aprire una torrefazione, all'interno della quale prendono forma confronti, amicizie, amori ed imprevisti esilaranti che affrontano i vari aspetti della vita. Giovane attore e sceneggiatore romano, Arnaldi vanta una importante carriere teatrale e si è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2009. Molti fan del piccolo schermo lo conoscono per la sua partecipazione nel cast di fiction RAI e Mediaset come I Liceali, I Cesaroni, Provaci Ancora Prof., ma nel 2015 ha interpretato un ruolo importante nell'horror italiano Hybris, diretto dall'esordiente G.F. Maione. La sua passione per l'arte lo ha sempre accompagnato nel suo percorso professionale, ma anche la sua curiosità e la sua determinazione gli hanno permesso di collezionare interessanti esperienze che ci ha raccontato in questa interessante intervista. 

1) Cosa significa per te fare l’attore?

Riuscire a cambiare punto di vista. Credo che sia la cosa più importante per capire profondamente l’anima di un personaggio. Applicare questo principio nella vita di tutti i giorni, eviterebbe molti problemi e fraintendimenti. 

2) Hai degli attori che hai preso come riferimento durante la tua carriera?

Sono più legato alla singola performance che non ad un attore particolare. DeNiro in “Taxi Driver”, Gianmaria Volonté in “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, Edward Norton in “American History X”, Gene Wilder in “Frankestein Jr.” Potrei andare avanti all’infinito.

3) Un film che hai visto tantissime volte? 

“Casinò” di Martin Scorsese. Capolavoro Assoluto.

4) Sei molto attivo a teatro. Cosa ti conquista della dimensione teatrale come attore? 

Il rapporto diretto con il pubblico è senz’altro qualcosa di unico. A teatro avviene uno scambio di energie tra palco e platea che ha dell’incredibile. È comunicazione allo stato puro. 

5) Quale spettacolo ti ha coinvolto di più ed è stata una sfida metterlo in scena? 

Guarda devo dire che è sempre una sfida. Gli ultimi due li ho particolarmente nel cuore. “Il colloquio” di Serge Da Silva fatto al Teatro De’ Servi per la regia di Virginia Acqua, e “After the end” di Dennis Kelly per la regia di Enzo Masci. Due spettacoli molto diversi: il primo è una commedia francese sul dramma della ricerca di un posto di lavoro, il secondo è un gioco al massacro che mette lo spettatore di fronte alla crudeltà dell’essere umano.

6) Siamo all’inizio di un nuovo anno. Cosa ti auguri per questo 2018? 

Serenità. 

7) Cosa ti è rimasto delle esperienze sul piccolo schermo come "I Liceali" e "I Cesaroni"? 

Ho imparato moltissimo su quei set e mi hanno aiutato a capire come funziona la complessa macchina produttiva televisiva. In più ho conosciuto persone splendide come Francesco Miccichè, a cui devo davvero molto. 

8) Che rapporto hai con le serie tv? 

Possiamo dire in tranquillità che ho un rapporto di dipendenza. 

9) Le tue preferite?

Ce ne sono tantissime, allora: Black Mirror, Criminal Minds, Breaking Bad, Scrubs, How i Met Your Mother, Fleabag, Misfits e chi più ne ha più ne metta. Tutte scrupolosamente in lingua originale.

10) Ti abbiamo visto al cinema con "Hybris". Puoi ricordarci il tuo personaggio in quel film? 

Marco è un personaggio debole. Un Signor Nessuno che vorrebbe essere considerato come un eroe, senza avere nessuna caratteristica di questa categoria. Agisce sempre aspettandosi un riconoscimento, o qualche ritorno personale. 

11) Il tuo rapporto con il genere horror?

Sono cresciuto con i libri di Poe e King e con i film di Bava , Craven, Fulci e Romero…Che altro posso dire di più?

12) Sogni di dirigere un film in futuro? 

Col tempo, se troverò una storia che voglio raccontare dal mio punto di vista, perché no? 

13) Sei anche sceneggiatore. Cosa ti ispira nel momento in cui ti metti davanti al pc a scrivere?

Quando scrivo parto sempre da un nucleo di realtà. Osservo e analizzo molto tutto quello che accade intorno a me e, quando qualcosa mi colpisce, tento di utilizzare quella determinata situazione reale per costruirle intorno una storia verosimile, in cui ogni spettatore può rivedersi. Mi piace molto “spostare il protagonista”, ovvero rendere principale un personaggio che, mediamente, verrebbe lasciato in secondo piano, e raccontare il suo punto di vista. 

14) A cosa non potresti mai rinunciare nella tua vita presente?

Al caffè. 

15) Il viaggio più bello che hai fatto? 

Roma/ Budapest in moto con il mio migliore amico.  È stato un viaggio importantissimo per la mia crescita personale. 

16) Prossimi progetti?

A Febbraio sarò sul set di un film come protagonista. Una commedia amara sulla nostra generazione e sulla difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo. Nel frattempo sto curando la regia di un testo teatrale che ho scritto dal titolo “Opsis”. Poi ci sono tanti progetti in ballo, ma sono molto scaramantico.

Scritto da Letizia Rogolino
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