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Intervista a Nicola Maccanico, Direttore generale Warner Bros Italia

Trade

24/11/2011

Un listino con più di venti titoli tra gennaio ed agosto 2012, nove 3D, una serie impressionante di blockbuster con una memorabile sequenza estiva: c'è da perdersi nel mare magno del listino Warner che dopo l'acquisizione del prodotto Sony raddoppia i titoli da distribuire. Un impegno iniziato lo scorso agosto e già perfettamente operativo grazie al potenziamento della struttura guidata da Nicola Maccanico.

"Sono molto orgoglioso della squadra che abbiamo costruito. Possiede un mix di professionalità e intergenerazionalità unico. Persone di alto profilo, alcune con esperienze più consolidate nel settore, altre più giovani e quindi favorevolmente vicine al target di riferimento del nostro pubblico, che insieme fanno marciare perfettamente la macchina distributiva.

Da agosto abbiamo iniziato a distribuire anche i titoli Sony ed i risultati sono stati molto positivi. Siamo orgogliosi del grande successo dei Puffi, ma anche di commedie come Amici di letto o Bad Teacher. Pensiamo di aver superato la fase di transizione,dimostrato di saper gestir un maggior numero di film e adesso possiamo continuare a lavorare con maggiore tranquillità, guardando al 2012 con grande fiducia, da un lato per il listino sempre più “importante”, dall’altro per la consapevolezza e l'orgoglio di far parte di una squadra molto efficiente."

Andando agli ultimi risultati come giudica il successo di La peggiore settimana della mia vita e il risultato meno soddisfacente di Le avventure di TinTin?

Partiamo dal concetto che i risultati economici vanno interpretati. Se paragoniamo l'incasso italiano di TinTin con quello dei principali Paesi europei, il risultato non può che essere poco soddisfacente. Se invece confrontiamo il modesto livello di conoscenza del personaggio TinTin nel nostro Paese con la popolarità di cui  gode in Paesi come la Francia o la Germania, allora non mi lamento del risultato italiano, che definirei discreto.

Con La peggior settimana della mia vita abbiamo bisogno di spendere meno parole perché è stato un successo straordinario. E' il più alto incasso di Warner su una Local Production dopo due fenomeni come Io, loro e Lara di Verdone e Ho voglia di te, ed è la definitiva dimostrazione che una commedia intelligente, in grado di coinvolgere sia un pubblico giovane che uno più adulto, può funzionare in maniera importante.

Anche senza la presenza di grandi star.

A parte Verdone, vera icona e quindi un caso a parte, la commedia funziona sulla base del mix che riesce a generare. Credo che la produzione di questo film lo confermi da tutti i punti di vista, a partire dalla forza della coppia comica De Luigi e Siani e della controparte femminile Cristiana Capotondi, dalla regia attentissima di Alessandro Genovesi, alla sensibilità ed esperienza di Maurizio Totti e della Colorado Film che si confermano dei partner produttivi estremamente affidabili.

Come giudica l'andamento altalenante degli incassi di quest'anno?

Il nostro è un settore dove è il prodotto a fare la differenza. A riprova di questo, l'inizio anno è stato fortissimo grazie ai fenomeni Qualunquemente e Che bella giornata, che hanno sostituito Avatar egregiamente. E’ seguito poi un periodo più debole, mancando ad esempio un corrispettivo di Alice in Wonderland. Inoltre, passato l’effetto novità, il fenomeno 3D si è ridimensionato e tutto ciò ha generato un deperimento del box office. Dopo abbiamo avuto un'estate molto positiva, grazie a titoli ancora più importanti rispetto l'anno precedente, a partire da Harry Potter, un successo straordinario. Settembre ed ottobre sono stati mesi piuttosto deludenti, un vero e proprio 'buco nero', figlio di una molteplicità di cause. Prima e centrale, la debolezza del prodotto, meno forte dell'anno scorso. Come se non bastasse a peggiorare la situazione ha influito il fattore caldo, che si ostinava a proporre in autunno le stesse temperature di agosto.

E ancora la maggior parte dei film reduci dal Festival di Venezia non ha funzionato e questo è un fenomeno piuttosto complesso, intanto per la forza mediatica del Festival come evento a se stante che finisce per livellare e schiacciare i singoli film, poi , motivo valido non solo per Venezia ma in generale per il  mercato del cinema, la difficoltà a trovare degli spazi per il cinema d'autore. Queste a mio parere le concause di un settembre ed un ottobre molto deboli, mentre i segnali del mese di novembre sono estremamente incoraggianti. E' tornato il prodotto e mi aspetto un notevole recupero entro dicembre, fermo restando che l'anno chiuderà in negativo rispetto al 2010. Questo a prova del fatto che il lavoro sul prodotto e sulle infrastrutture, quindi sullo sviluppo delle sale cinematografiche, e sull'allungamento della stagione non è finito. Stesso discorso per il cinema italiano, che otterrà una quota importante a fine anno, ma che deve lavorare ancora molto se vuole continuare a crescere. Mi riferisco in particolare al superamento della stagionalità che lo vede concentrarsi nell'arco dei sei mesi invernali.

Come giudica la situazione dell'esercizio cinematografico con il rafforzamento dei due grandi circuiti cinematografici di multiplex da una parte e l'indebolimento dell'esercizio all'interno dei centri urbani?

Più che la realtà di due grandi circuiti, che fa parte di una legittima evoluzione economica del mercato e con i quali ci confrontiamo quotidianamente nell'interesse reciproco, ci sono due aspetti, in un certo qual modo collegati, che mi preoccupano del mondo dell'esercizio. Il primo riguarda la ridotta rappresentatività delle sue Associazioni. Per noi Distributori, come anche per l'Anica, avere degli interlocutori forti è molto importante, perché si possono affrontare e tantare di risolvere problemi di alto profilo. Raccolgo con piacere la novità della Presidenza di Lionello Cerri che ha le competenze necessarie per svolgere una funzione positiva nel rafforzamento dell'Anec.

L'altro aspetto, a mio parere una vera emergenza, riguarda le sale di città  che rischiano di scomparire e che, nell'ottica di uno sviluppo del mercato, sono indispensabili per recuperare il pubblico adulto. L'evoluzione dei multiplex ha creato molte strutture adatte ad accogliere i giovani, che sicuramente vanno al cinema più spesso rispetto al passato.Questo non deve però farci trascurare il pubblico adulto ed in un paese come l'Italia, dove questo è la maggioranza della popolazione, sarebbe molto miope da parte della nostra industria non avere dei luoghi dove poter accogliere questa tipologia di pubblico. E' chiaro che il ruolo delle istituzioni è fondamentale, perchè parliamo di un fenomeno di rilevanza sociale, ma è anche importante che le sale di città abbiano la capacità di modernizzarsi e di cambiare il loro modello di business. Si tratta di un tema strategico ed è uno dei punti chiave dello sviluppo del mercato.

La  Siae sta chiedendo a tutti i siti di informazione cinematografica, compreso il nostro, il pagamento di una cosiddetta 'licenza' per i diritti musicali sui trailer, messi online dai siti a titolo gratuito a disposizione degli utenti. Una richiesta che potrebbe provocare la cancellazione dei trailer da parte della maggior parte dei siti di cinema.

Credo che la Siae muova da un principio legittimo di legalità. Esiste un tema legato ai piccoli diritti musicali, come esiste sicuramente un problema di proporzione e di impatto sul mercato sottovalutato da parte della Siae. Sono comunque fiducioso che questa situazione, grazie anche all'attenzione di Anica, possa trovare in tempi brevi una soluzione intelligente.

Soluzione intelligente significa che i siti devono pagare?

Il principio di legalità va rispettato, certo è necessario dimensionarlo rispetto a chi utilizza i trailer e al modo in cui li utilizza. Il fatto che esistano dei diritti non deve far dimenticare che la promozione dei trailer sui siti internet fa l'interesse del mondo del cinema e di tutti quelli che guadagnano attraverso il cinema (ivi compresa la Siae). Quindi sono molto fiducioso che si possa trovare una soluzione che non smentisca il principio di legalità, ma al tempo stesso non sia in alcun modo vessatoria né limitativa per chi opera su internet.

 

Scritto da Piero Cinelli
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