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Intervista a Mila Kunis

Attualità, Interviste, Personaggi

17/10/2011

“Sia io che Justin Timberlake abbiamo fatto questo film non come risposta al successo di Black Swan o di The Social Network, ma perché eravamo interessati ad essere protagonisti di questa storia senza tenere conto di altri fattori.” Mila Kunis racconta così il suo coinvolgimento in Amici di letto la commedia che la vede protagonista di una storia dove una cacciatrice di teste, si lascia progressivamente coinvolgere prima sul piano sessuale eppoi su quello sentimentale, dal genio del marketing che è riuscito a portare a New York. “Il successo di quei due film.” Continua Mila Kunis “è stato un po’ come una sorta di ciliegina sulla torta, ma non ha alterato il nostro desiderio di lavorare ad una commedia molto diversa.”

Nessun imbarazzo nelle scene di nudo…

No, perché tutto, in realtà, era ‘al coperto’. Quello che ha visto il pubblico è anche quello che ha visto Justin…no, nessun imbarazzo dunque. 

Si dice che abbiate lasciato qualche spazio all’improvvisazione…

E’ vero, alcune idee ci sono venute mentre stavano provando, ma fari quando uno dei due stava tentando di raggiungere una posizione piuttosto ‘ardua’. Per esempio mentre stavo masticando una gomma, mi è venuto spontaneo fare esplodere il palloncino sulla sua faccia… 

Come nasce l’alchimia sullo schermo tra due attori?

Non è una regola, ma – di certo – l’essere amici aiuta un po’: sia io che Justin amiamo mangiare, siamo accomunati dal medesimo senso dell’umorismo e mossi dalla stessa sensibilità. Quando eravamo in California per le riprese della casa di lui, abbiamo spesso trascorso i momenti di pausa seduti lungo la riva del mare ad ascoltare il rumore delle onde e a scrutare l’oceano.

Lei è un’altra attrice che viene dalla televisione: è stato facile fare questa transizione? 

 Ho iniziato a recitare in Tv quando avevo quattordici anni e ho finito che ne avevo ventidue. E’ stato facile, ma, al tempo stesso, non lo è stato troppo.  In genere la gente a Hollywood pensa di poterti mettere in una scatola e presume che tu possa fare una cosa sola. E così ho deciso coscientemente di dimostrare a tutti che si stavano sbagliando. E’ un po’ come se andassi in giro dicendo “Per favore, liberatemi da questa scatola dove mi hanno messo. La prima persona che ho incontrato è stato Judd Apatow per Molto incinta, ma nonostante una serie di incontri e di riunioni le cose, alla fine, non hanno funzionato. Improvvisamente, però, poi mi ha chiamato per Forgetting Sarah Marshall e dopo una lettura insieme a lui ho avuto la parte. Da allora, però, ho dovuto fare i provini per ogni singolo ruolo che ho avuto. Non ho alcun problema a dovere entrare in una stanza e provare a dare il meglio di me stessa,

Qualche risentimento?

Non intendo dare colpa a nessuno se non mi ritiene in grado di fare cose differenti rispetto a quelle che ho fatto fino ad oggi. Al tempo stesso, però, adoro dimostrare a queste persone quanto si sbaglino.

Qual è il criterio con cui sceglie i film da fare?

Sicuramente quello di potere sperare, alla fine, di essere orgogliosa del lavoro che ho fatto…

Scritto da Marco Spagnoli
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