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Intervista a Iginio Straffi regista di Gladiatori di Roma

Animazione, Attualità, Interviste, Personaggi

15/10/2012

Gladiatori di Roma nasce da un’idea di Iginio Straffi che lo ha prodotto e diretto e lo abbiamo intervistato per farci raccontare tutto di questo progetto.

Come nasce l’idea di questo film?

“Quello che cercavamo, io e il mio staff, era una storia originale ma che facesse parte del nostro Dna, quindi ci è venuta in mente l’idea di scrivere un’avventura ambientata nell’antica Roma, anche perché è un periodo che non è ancora stato utilizzato nell’animazione. Tra l’altro, avendo optato da subito di fare questo film in 3D, questa ambientazione ci permetteva di girare scene estremamente spettacolari sia attraverso i vicoli dell’antica Roma fino alla maestosità del Colosseo. In questo contesto, con i combattimenti dei Gladiatori in primo piano, abbiamo  realizzato una commedia con una romantica storia d’amore.

Avete fatto molte ricerche prima di mettervi a scrivere la sceneggiatura e disegnare personaggi e scenografie? “Sì, ci siamo documentati molto, scoprendo che i Gladiatori erano delle vere star al loro tempo. Erano un po’ come i calciatori di oggi. Erano atleti con moltissimi fan, soprattutto fra i giovanissimi. Questo ci ha dato lo spunto per giocare anche con metafore sullo sport di oggi e quello di un tempo, su come oggi alcuni atleti fanno uso di sostanze proibite e quindi le loro prestazioni sono falsate e loro sono scorretti. Abbiamo volutamente messo in evidenza questo aspetto dato che il film è indirizzato, prevalentemente ai ragazzi e ci tenevamo a dare un’idea dello sport, della prestanza fisica, come un lavoro faticoso, dove occorre disciplina e dove non si ottiene nulla senza passione e dedizione”.

Nel film ci sono moltissimi personaggi ma il centro nevralgico è Timo “Sì tutto gira intorno a lui. Chiaramente anche gli altri protagonisti sono fondamentali ma sempre in relazione alla narrazione di Timo e del suo passaggio da bambino a giovanotto. Le due figure femminili, Lucilla e Diana, sono molto importanti. Quest’ultima è un’allenatrice, ma è soprattutto una Dea, di grande bellezza e saggezza che parla in maniera molto sofistica e sempre con frasi significative. Lucilla è la compagna di giochi di Timo fin da quando erano bambini ed è sempre stata la sua fidanzatina ma, un ‘brutto’ giorno, il destino li dividerà. I due, però, sono fatti uno per l’altra e quando Lucilla tornerà a Roma, Timo capirà fino in fondo i profondi sentimenti che prova per lei. Chiaramente non è così semplice, Lucilla è promessa sposa ad uno dei più famosi e bravi gladiatori di Roma e da lì il nostro Timo, da bambinone al quale piace giocare e stare con gli amici, capisce che deve darsi una mossa se non vuole perderla”.

Come avete realizzato Gladiatori di Roma? “In maniera tradizionale facendo milioni di disegni che ritraevano non solo i personaggi ma anche i dettagli: abbigliamento, oggetti, armi, arredamento delle case ecc… Poi abbiamo tutto rielaborato al computer, in CGI, e abbiamo aggiunto l’uso della stereoscopia, con una ricostruzione molto minuziosa e precisa di tutti i monumenti, le vie, i passaggi della città di Roma. La stessa cosa ovviamente è stata fatta sui personaggi in base alle loro cariche, imperatori, gladiatori, soldati, bambini, nonne e un coniglio. E il 3D si è rivelato veramente uno strumento incredibile per dare profondità ad una città di incredibile bellezza come era ed è Roma con le sue piazze, i monumenti, le battaglie all’interno del Colosseo, i boschi circostanti …”.

Straffi possiamo dire che vedendo il film i ragazzi ripasseranno anche un po’ di storia in maniera piacevole? “Assolutamente sì. La ricostruzione degli eventi è stata molto scrupolosa, in particolare, mi riferisco al mondo dei gladiatori, a chi erano, come si allenavano e che vita conducevano. Quindi i ragazzi si ritroveranno calati in un ambito storico il tutto però tenuto dal registro della commedia, perché il film è molto divertente, molto romantico dato che la storia d’amore gioca un ruolo molto importante. Ci sono diversi livelli di intrattenimento, sia per i più piccoli, sia per ragazzi che hanno dagli otto ai dodici anni. Ci sono battute molto sagaci, molto comiche e, nello stesso tempo, la ricostruzione dell’antica Roma dei suoi ambienti, dei suoi riti, dei personaggi, degli usi e costumi di quell’epoca. I ragazzi possono apprendere tante cose che magari hanno letto sui libri di scuola, in un modo però più leggero e spassoso”.

Straffi Gladiatori di Roma è una commedia come avete lavorato sulla sceneggiatura, sui dialoghi? “La sceneggiatura l’ho scritta insieme a Michael J. Wilson che è uno degli sceneggiatori della serie dell’Era Glaciale proprio perché lui è un maestro nelle battute e quello che noi volevamo ottenere era un film divertente. Poi, come ho detto prima, c’è anche questa importante storia d’amore tra Timo e Lucilla che è pregnante perché assistiamo al cambiamento del nostro protagonista. Attraverso il sentimento Timo impara dai propri errori, cresce, cambia e riparte nella vita con un atteggiamento diverso e con un tutor speciale che è la Dea Diana. Insomma impara ad usare il cervello e non solo i muscoli, la forza. Quindi c’è divertimento, amore, combattimenti e questi ultimi li abbiamo fatti sempre un po’ esagerati, molto veloci, per ottenere un effetto comico, a volte buffo e, allo stesso tempo, spettacolare”.

Il doppiaggio. Luca Argentero è Timo, Laura Chiatti è Lucilla e Belen Rodriguez la Dea Diana, come li avete scelti? “Quando finalmente siamo arrivati a pensare che voci dare alle nostre creature abbiamo pensato ad attori e personaggi che gli assomigliassero. Luca Argentero ha già fatto doppiaggio nella sua carriera e devo dire che anche questa volta si è dimostrato un doppiatore eccezionale, ha realizzato un ottimo lavoro sul personaggio di Timo. Per Laura Chiatti abbiamo fatto lo stesso ragionamento dato che io avevo sentito alcuni suoi doppiaggi, in uno in particolare cantava, e mi è sempre sembrata bravissima. Belen è stata la vera scommessa però per Diana volevamo un personaggio che anche fisicamente assomigliasse a quello creato da noi e ci è venuta in mente lei. Diana non è solo bella è anche una combattente, una donna guerriera e Belen ha tutte queste qualità. Poi ha questo accento spagnolo, una voce piuttosto bassa che hanno dato vita ad un modo di parlare molto particolare che era quello che ci serviva per Diana che è una Dea. La stessa cosa vale anche per Laura Chiatti che è bionda, con gli occhioni azzurri, con un bel caratterino, però dolce e femminile proprio come è Lucilla. Abbiamo lavorato come gli americani che quando scelgono i doppiatori per i loro film di animazione hanno sempre in mente una somiglianza tra l’attore e il personaggio a cui devono dare la voce.

di Nicoletta Gemmi

Scritto da Patrizia Morfù
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