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Intervista a Gemma Arterton, Tamina in Prince of Persia

Attualità, Interviste

11/05/2010

Stella nascente del cinema, Gemma Arterton è la prima ad ammettere di aver fatto tanta strada in pochissimo tempo. La Arterton ha subito acquisito una certa popolarità grazie al ruolo di Bond Girl nell’ultimo film di 007, QUANTUM OF SOLACE, nel quale ha recitato la parte dell’agente Fields. Laureatasi al prestigioso RADA (Royal Academy of Dramatic Arts) nell‘estate del 2007, ha debuttato nel remake di ST. TRINIAN’S, ricoprendo poi diversi ruoli in numerose pellicole, fra cui quello di June, in ROCKNROLLA di Guy Ritchie. Il suo ruolo in Prince of Persia la vede interpretare il personaggio di Tamina, una gran sacerdotessa che, assieme al Principe Dastan (Jake Gyllenhaal), deve salvare il pugnale del tempo.

D: In che misura il ruolo di Tamina differisce da quello del film di James Bond, Quantum Of Solace?
Gemma Arterton: Il ruolo dell’agente Fields, in Quantum of Solace, non prevedeva alcuna azione. In questo invece l’azione è tanta. Ma Tamina è una gran sacerdotessa e quindi non è il tipico personaggio che va in giro con una pistola in mano. È molto spirituale ed è interessante vedere il contrasto fra azione e fede religiosa.

D: Raccontaci un po’ del rapporto fra il tuo personaggio e quello di Jake.
Gemma Arterton: Tamina è la Principessa di Alamut, una città che viene invasa dai Persiani, e io vengo rapita.  Tamina è molto spirituale e ha una forte antipatia per i Persiani. Il personaggio di Jake e il mio hanno un rapporto di odio e amore. Mi ricorda quello fra Beatrice e Benedetto in Molto rumore per nulla. Ovviamente si piacciono, ma fanno di tutto per nasconderlo. Uniscono le proprie forze e ripercorrono assieme gli avvenimenti che stanno travagliando la Persia e in questo modo imparano a conoscersi. Il film è un viaggio per entrambi. Tamina è il braccio destro di Dastan. Non è solo un film d’azione/avventura, non è una commedia romantica, ci sono tanti momenti drammatici e la pellicola trascina lo spettatore in tante direzioni diverse.

D: Cosa ti è piaciuto di più delle riprese?
Gemma Arterton: Adoro le scene d’azione. Forse sarei dovuta diventare una stunt woman. Mi piacciono davvero anche se, a volte, penso “O mio Dio, ci sono persone che fanno questo professionalmente e finiscono tuttavia pieni di lividi e ammaccature”. Le scene dei combattimenti sono le mie preferite. Non ho uno stile particolare, perché sono abbastanza caotiche e Tamina non ha mai imparato a combattere. Urlo semplicemente “Aaarrrggghhh”. Quando sono andata a scuola di recitazione, sono stata addestrata nei combattimenti e quindi ho un po’ di esperienza. I set e i costumi e la portata di questo film ti lasciano davvero a bocca aperta. Vieni proiettato in un mondo completamente diverso ed è davvero fantastico perché non devi usare tanta immaginazione... è tutto davanti a te!

D: Cosa hai dovuto imparare per questo film?
Gemma Arterton: Ho dovuto imparare ad andare a cavallo, una cosa che non avevo mai fatto prima e che ora è diventata una nuova passione per me. L’intero cast è andato in Spagna, dove abbiamo preso lezioni di equitazione per due settimane... un’occasione irripetibile.

D: Che ruolo giocano la magia e i poteri nella storia?
Gemma Arterton: Il potere più importante è quello del pugnale del tempo ed è per questo che molti se lo contendono. Consente di alterare il corso del tempo. Una sorta di aura di magia circonda Dastan, ma nessuno è dotato di poteri magici. L’unica magia è quella del pugnale.

D: Il fatto di lavorare con attori così esperti come Daniel Craig (007, Quantum of Solace) e Ben Kingsley (Prince of Persia) ti ha ispirato o intimidito?
Gemma Arterton: Ispirato, senza dubbio. Tendo a buttarmi a testa bassa nelle cose, senza riflettere su quello che stia davvero facendo, ed è meglio di pensare “O mio Dio, sto per recitare con Ben Kingsley!” Perché in questo modo sei te stessa ed è proprio questo che vogliono da te. Sei un altro attore che lavora con colleghi in un film. È bellissimo e non mi preoccupa eccessivamente. Forse dovrei, quando mi comporto in modo confidenziale con Ben Kingsley, ma invece no, è molto bello ed è un onore.

D: Ti ha dato fastidio il gran caldo durante le riprese del film in Marocco?
Gemma Arterton: Beh, ha fatto progressivamente sempre più caldo, soprattutto quando ci siamo spostati verso il deserto. A un certo punto c’erano 58 gradi! Ma non è stato un problema, perché il mio costume era ideale per le condizioni, ma molti degli uomini indossavano indumenti neri. Faceva davvero caldo, ma a me il caldo piace. Detto questo, è stato bello tornare a casa, in un ambiente controllato.

D: In questo film hai un aspetto completamente diverso rispetto a Quantum of Solace. Quale look preferisci ed è più vicino alla tua personalità?
Gemma Arterton: Chissà, è tutta una facciata! Probabilmente questo. Di solito non sono così abbronzata, ma ho una carnagione abbastanza scura. Per il film di James Bond hanno completamente cambiato il mio aspetto e quasi non mi riconosco. L’altro giorno stavo leggendo un elenco di tutti i ruoli che ho recitato e non mi riconosco in nessuno di essi, una cosa che mi fa piacere!

D: La tua carriera è progredita velocemente, in poco tempo... come hai trovato la cosa?
Gemma Arterton: Dall’uscita del film di James Bond, tutto è successo molto velocemente e ora comincio a risentirne. In genere posso dedicarmi al mio lavoro senza problemi e senza pensarci su, ma ora sta cominciando ad avere un certo impatto sulla mia vita. E perché no? Se succederà, succederà. È davvero pazzesco quello che è accaduto in un solo anno. Credo di aver girato otto film in un anno. Non so proprio come abbia fatto.

INTERVISTA A CURA DI WAY TO BLUE

Scritto da Nicoletta Gemmi
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