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Interstellar, tutti i segreti e le curiosità dietro le quinte

Attualità, Featurette, Personaggi

05/11/2014

L’Universo, quello spazio sconfinato e silenzioso dove convivono realtà e l’illusione, ha sempre affascinato l’uomo e ancora di più il cinema, che ha visto tanti capolavori ambientati in lontani galassie e a bordo di navicelle spaziali e shuttle. Basti ricordare l’indimenticabile Apollo 13, l’inquietante Solaris, o il più recente commovente Gravity di Alfonso Cuaron. Il 6 Novembre Christopher Nolan, regista di Inception e la trilogia di Batman Il Cavaliere Oscuro, ci guida in una nuova emozionante avventura spaziale con il suo terzo film Interstellar, con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Matt Damon, Jessica Chastain, Michael Caine e Casey Affleck. In un futuro imprecisato, un drastico cambiamento climatico ha colpito duramente l’agricoltura e il futuro della Terra è in pericolo. Così un gruppo di scienziati, sfruttando un "whormhole" per superare le limitazioni fisiche del viaggio spaziale e coprire le immense distanze del viaggio interstellare, dovranno cercare di esplorare nuove dimensioni. Il granturco è l'unica coltivazione ancora in grado di crescere e loro sono intenzionati a trovare nuovi luoghi adatti a coltivarlo per il bene dell’umanità. Unendo un punto di vista scientifico ad una forte componente umana, Nolan ha realizzato un film di fantascienza unico e coinvolgente, in cui al centro di tutto c’è la famiglia e l’amore che lega gli esseri umani, anche nello spaventoso silenzio dell’Universo.

Come per altri suoi film, il regista ha scelto di girare Interstellar su pellicola, lasciando da parte il digitale, e i suoi collaboratori hanno seguito la sua idea, dando un potere visivo alle immagini che lascia sbalorditi e rende l’Universo estremamente autentico. Per spiegare e mettere in scena le complesse teorie dello spazio, Nolan si è avvalso della collaborazione di Kip Thorne, uno dei più grandi fisici del XX Secolo, che ha lavorato a stretto contatto con il supervisore degli effetti speciali Paul Franklin. “Abbiamo imparato nuove cose riguardo l’aspetto visivo dei buchi neri e dei wormhole durante il processo di creazione di questo film” ha dichiarato Thorne, sottolineando anche un’utilità scientifica di Interstellar. Di seguito potete vedere un interessante video che mostra il processo creativo dei buchi neri nel film.

La maggior parte delle scene che presentano la realtà dell’universo sono state realizzate quindi con il CGI, ma per legare lo stile cinematografico con uno più documentaristico, Nolan ha girato alcune scene con la telecamera IMAX anche in ambienti piccoli, osando con i primi piani e le scene dei dialoghi. Da parte dei protagonisti, una grande sfida per McConaughey, Damon e Anne Hathaway è stato recitare gran parte del film indossando la tuta da astronauta che pesava circa 20 kg. “Abbiamo cucito tutti i vestiti da zero, lavorando ogni giorno. La tecnologia è più avanzata, ma l’estetica non è cambiata di molto” ha spiegato la costumista Mary Zophres, facendo riferimento alle attrezzature degli astronauti de 1960 ai quali si è ispirata per le tute del film. I protagonisti viaggiano a bordo di alcune navicelle spaziali, create in seguito ad un incontro di Nolan con lo scenografo Nathan Crowley. Parliamo della Ranger, la Lander e l’Endurance, realizzate prima con dei disegni in 3D e poi praticamente grazie al lavoro di alcuni artigiani qualificati che hanno costruito a mano le parti in acciaio e polistirolo. In seguito il team degli effetti speciali ha progettato i portelli del carrello di atterraggio, le parti idrauliche e le chiuse d’aria a tenuta stagna degli scafi. 

Quando sono lontani dalla Terra, a bordo delle navicelle, i personaggi provano anche l’esperienza dell’assenza di gravità in volo e Nolan aveva già affrontato l’illusione dello Zero G nel film precedente Inception. Grazie alla consulenza dello stunt-man George Cottle, è stato possibile realizzare al meglio molte delle scene in assenza di gravità. “Abbiamo testato varie attrezzature con gli stuntmen su diverse piattaforme, a partire da quelle verticali che abbassano gli attori quandoo tutto il set è sottosopra, fino ad attrezzature più piccole che potevamo manipolare con i fili” ha spiegato Cottle. Ma poiché Nolan voleva molti primi piani ravvicinati, lo stunt-man e Scott Fisher, supervisore degli effetti speciali, hanno dovuto utilizzare l’impianto parallelogramma , ovvero un’imbiancatura con coscia o un asse da mettere sotto la pancia, attaccata ad una gru controllata manualmente. Spesso è stato lo stesso Nolan a comandare questo parallelogramma. 

Facile immaginare la grandezza dei set di Interstellar. Per gli esterni tuttavia, la troupe ha girato molto in Islanda, luogo che il regista già aveva scoperto per Batman Begins. In particolare per il pianeta di ghiaccio che scoprono gli astronauti, è stato scelto il ghiacciaio di Vatnajokull che “non doveva essere magico, ma triste. I personaggi stanno pensando di lasciare la Terra per un nuovo posto in cui vivere, ma la sensazione che dà il ghiaccio è piuttosto dura. Il che ha alimentato l’idea di continuare il viaggio epico verso l’inferno e proseguire quest’ardua missione” ha sottolineato Crowley

Scritto da Letizia Rogolino
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