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Insidious 3 - L’Inizio, dietro le quinte del prequel horror

Attualità

06/06/2015

Leigh Whannell e James Wan nel 2010 hanno creato l’inquietante mondo dell’Altrove con il primo film Insidious, che è stato poi seguito da Insidious 2 - Oltre i Confini del Male, costruendo una saga horror di successo, perché a modo suo originale ed intrigante. Il 3 Giugno è arrivato nelle sale italiane il nuovo capitolo Insidious 3 - L’Inizio, che in realtà è un prequel che svela le origini della maledizione che ha poi perseguitato la famiglia Lambert negli anni successivi. 

In questo film, scritto e diretto da Leigh Whannell, è centrale il personaggio di Elise Rainier, interpretato da Lin Shaye, la medium in grado di comunicare con il mondo dell’Altrove, una dimensione parallela in cui vivono  i morti e i mai-vivi che è meglio non disturbare come ci hanno insegnato anche altri film come Paranormal Activity, Sinister e il recente Ouija. “L’altrove esiste all’interno di un piano preciso” ha spiegato Wan, produttore del nuovo film. “Ma può avere un impatto su ognuno di noi ed in ogni momento”. La giovane Quinn bussa alla porta di Elise per chiedere di essere messa in contatto con la madre morta in seguita ad una grave malattia poco tempo prima. Quest’ultima, mossa a compassione, decide di aiutarla nonostante l’ombra minacciosa di un demone che la perseguita ormai dall’ultima volta che è entrata nell’Altrove. Così, con la nuova seduta, ella risveglierà questa presenza poco amichevole e il seguito potete immaginarlo. “Ognuno ha le sue paure, indipendentemente dalla cultura o dal paese di provenienza. Al centro di ogni storia di fantasmi c’è la morte e la sconfitta” ha ricordato Whannell che con Insidious 3 ha cercato di mantenere le linee guida della saga, regalando tuttavia nuovi spunti stilistici e narrativi che coinvolgono ed emozionano lo spettatore. 

La suspance e la paura sono plasmate da una colonna sonora impetuosa e sinistra, che sorprende improvvisamente con rumori e suoni che fanno più di mille immagini e provocano dei grandi salti sulla poltrona. Tuttavia è stata una sfida per Whannell mettersi dietro la macchina da presa, dopo essere stato lo sceneggiatore dell’intera saga, anche per il confronto inevitabile con il suo predecessore James Wan che è considerato da molti il maestro dell’horror moderno. Ma Whannell ha dichiarato: “Abbiamo gusti simili: ci piace girare in piano sequenza facendo poco affidamento sul montaggio o sulla computer grafica, privilegiando gli effetti in presa diretta”. Infatti in Insidious 3 non si avverte una massiccia presenza di effetti speciali, tranne quelli prettamente necessari per i confronti diretti dei protagonisti con i demoni e l’Altrove. Il regista ha confessato di aver usato qualche metodo poco ortodosso per preparare gli attori alle varie reazioni sul set, come ha raccontato Stefanie Scott: “Leigh mi ha accompagnato dentro uno sgabuzzino. Mi ha costretto ad ascoltare musica metal per 30 minuti, nel buio più totale. Aveva messo una guardia fuori dalla porta e ad un certo punto è entrato per accertarsi che non avessi abbassato il volume delle cuffie. È stato terribile ma quando è arrivato il momento di girare la scena, ero pronta!”. 

Oltre a calare il cast in una sorta di realtà alternativa ma efficace per l’effetto finale sulla scena, Whannell ha desiderato da subito un ambiente realistico. I primi due film sono stati girati in alcune location esistenti in California, che sono state riutilizzare in Insidious 3 come la villetta centenaria artigianale di Elise, mentre la scenografa Jennifer Spence ha dovuto concentrarsi con la casa dei Brenner. “Ho passato diverso tempo con Leigh parlando di questi personaggi: di cosa fanno e quale era la loro storia. Per me era importante capire come raccontare le loro dal punto di vista visivo, in ogni stanza; questa è una parte importante di ogni film di Insidious e di sicuro anche per questo”. Mentre per la creazione dell’Altrove, racconta la Spence che “dovevano spogliare il set, liberando lo spazio dagli effetti personali o da qualunque cosa inutile – rimaneva solo ‘la spina dorsale’ della stanza”. “I film di Insidious sono atmosferocentrici” concorda James Wan. “Per la produzione, si tratta di creare il tono giusto, il giusto grado di inquietudine.  Il mondo dell’altrove incombe sul mondo reale ed è come un incubo, con la differenza che non stai dormendo quando vedi queste presenze demoniache che sconfinano nel tuo mondo o quei fantasmi che ti ossessionano”. Questo nuovo film è costruito fondamentalmente sulle attese, studiate a tavolino e molto efficaci sul grande schermo. Ma anche la resa dei famosi demoni aiuta ad accrescere l’inquietudine del tutto. “I film di Insidious parlano dell’attesa della paura, usando metodi vecchia scuola per raggiungere i risultati in cui altri film falliscono nonostante facciano uso della moderna tecnologia” ha dichiarato l’attore Dermot Mulroney.

Scritto da Letizia Rogolino
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