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Innocenti bugie: La recensione

Attualità, Recensioni

08/10/2010

La scommessa di fondo era sulla tenuta dell'icona Tom Cruise in un action disseminato di ironia. Un pò quello che fece agli inizi degli anni ‘90 la buonanima di Arnold Schwarzenegger con Last Action Hero e True Lies. Cruise, come sempre, l'ha presa molto sul serio. Anche troppo.

Interpretando le scene d'azione con una prestanza fisica e atletica da ventenne, dimostrando a todos los caballeros che lui è sempre pronto ad affrontare missioni impossibili. Accanto all'agente sparatutto col sorriso stampato sulle labbra, una perfetta Cameron Diaz in versione casalinga inquieta, in controcanto spaventato, logorroico e finalmente rassegnato.

Il film non  ha funzionato in America, dove la stella Tom Cruise è decisamente in fase calante, mentre in Europa sta andando molto meglio. Il problema di fondo sta forse nelle aspettative, perché se si pensa di andare a vedere il classico film d'azione allora si rischia di rimanere delusi, perché per quanto il film sia letteralmente farcito di scene d'azione, con rimandi e citazioni ai vari Mission Impossible, 007, e perfino Indiana Jones, queste sono letteralmente portate all'eccesso, tenendo il film su un piano ai limiti del surreale.

"Ho voluto fare un action comedy moderno, e con un anima leggere e ironica" ha detto il regista James Mangold, che ha fatto un eccellente lavoro, aggiungendo un pò di cattiveria alla Tarantino nel plot, ma eccedendo sugli effetti visivi, che non lasciano tregua allo spettatore. Notevole, e questa davvero godibilissima, la sequenza delle location dove ci trascinano i due improbabili eroi, si parte da Boston, per andare in Spagna, tra i tori di Siviglia, poi l'immancabile Los Angeles, la Giamaica, l'Austria raffinata e melomane di Salisburgo e per finire Kankakee.

Scritto da Piero Cinelli
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