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Iniziate a Linosa le riprese di ‘Terraferma’

07/06/2010

Sono iniziate a Linosa le riprese di ‘Terraferma’ il nuovo film di Emanuele Crialese. Il regista romano torna dietro la macchina da presa dopo ‘Nuovomondo’, vincitore nel 2006 del Leone d’Argento a Venezia, nonché di tre David di Donatelo. Scritto da Crialese con Vittorio Moroni, il film racconta la storia di una donna africana e del suo bambino di nove anni, sbarcati su un'isola siciliana: è questa l’ agognata “terraferma” che dà il nome al film e che si scoprirà poi non essere così certa e stabile.un’isola siciliana, di pescatori, quasi intatta. Appena lambita dal turismo, che pure comincia a modificare comportamenti e mentalità degli isolani. E al tempo stesso investita dagli arrivi dei clandestini, e dalla regola nuova del respingimento: la negazione stessa della cultura del mare, che obbliga al soccorso. Da qui una famiglia di pescatori con al centro un vecchio di grande autorità, una giovane donna che non vuole rinunciare a vivere una vita migliore e un ragazzo che, nella confusione, cerca la sua strada morale. Tutti messi di fronte a una decisione da prendere, che segnerà la loro vita. Fanno parte del cast del film – prodotto da Cattleya in collaborazione con Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution – Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello, Mimmo Cuticchio, Martina Codecasa e Filippo Pucillo, già visto in ‘Respiro’ e ‘Nuovomondo’. Le riprese del film si svolgeranno a Linosa e a Malta per 12 settimane.
«È un dramma simbolico - ha dichiarato Crialese -  visionario, girato nelle isole siciliane. Un conflitto tra turismo e integrazione osservato attraverso il prisma delle mutazioni antropologiche, causate dal fenomeno delle immigrazioni globali nelle isole siciliane»
Ecco invece cosa ha affermato Riccardo Tozzi, presidente della Cattleya, che produce il film in collaborazione con Rai Cinema:
Terraferma, un titolo paradossale per un film che si gira tra una piccola isola e in mare. Il film è sullo spaesamento nel mondo attraversato dalle migrazioni. Noi non vedremo i migranti, ma il punto di vista di una famiglia di pescatori”

Scritto da Patrizia Morfù
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