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Incontro con Regista e Attori di Il Rito

Attualità, Interviste

08/03/2011

Il Rito è un thriller soprannaturale che scopre la presenza del Diavolo anche nei luoghi più sacri della Terra. Ispirato a storie vere, il film segue le vicende del seminarista Michael Kovak (Colin O’Donoghue – per la prima volta sullo schermo), che è inviato a studiare l’esorcismo in Vaticano nonostante i suoi dubbi su questa pratica controversa e, perfino, sulla sua stessa fede. Profondamente scettico, Michael sfida i suoi superiori invitandoli a rivolgersi alla psichiatria, invece che ai demoni, per trattare i posseduti. Solo quando è mandato come apprendista dal poco ortodosso Padre Lucas (Anthony Hopkins) - un leggendario sacerdote che ha eseguito migliaia di esorcismi – le certezze di Michael, cominciano a scricchiolare. Il seminarista è coinvolto in un caso inquietante che trascende perfino le capacità di Padre Lucas ed inizia ad intravedere un fenomeno che la scienza non riesce né a spiegare né a controllare… un male così violento e terrificante che ‘sembra’ devastarlo. Diretto da Mikael Håfström (1408), Il Rito ha come protagonista il vincitore del Premio Oscar Anthony Hopkins (Il Silenzio degli Innocenti), Colin O’Donoghue, Alice Braga, Toby Jones, Ciarán Hinds e Rutger Hauer.

“Gli esorcisti e l’oscurità che testimoniano in prima persona hanno sempre suscitato un grande fascino culturale in tutti noi, nonostante la fede professata o il nostro background. – afferma il regista Mikael Håfström - Esiste un interesse universale nel rito dell’esorcismo. Molto proviene dalla religione, ma molto deriva anche dalla cultura popolare, creata con film mitici come L’Esorcista, già negli anni ‘70, che rimane il film più famoso su questo argomento. In tutto il mondo, le persone sono attratte da questo tema, anche perché - o forse proprio perché - resta un fenomeno non dimostrabile e né interamente compreso. Più è osservato, più si capisce che non si possono trovare facili soluzioni al problema”.

Come attore, Anthony Hopkins si è immerso nella natura del male, basti pensare alla sua interpretazione di Hannibal Lecter nel Il Silenzio degli Innocenti. Il grande attore dice: “Il film ripropone il grande quesito: Esiste il Diavolo? Esiste questa personificazione? Oppure dobbiamo interpretare la psicologia? Freud o Dio? Chi può dirlo? La parte che mi ha attirato di più della storia, della sceneggiatura, è proprio la linea sottile che divide casi di malattie mentali a vere possessioni. Non è facile capire da che parte siamo. Però Il Rito è tratto da un libro di Matt Baglio (un reporter che abita a Roma, che è stato colpito dall’annuncio del Vaticano del 2007 riguardo all’iniziativa di ricominciare ad istruire il clero sul rito dell’esorcismo con l’intento di avere un esorcista in ogni diocesi del mondo ndr.) che ha intervistato dei preti che hanno assistito alla possessione da parte del Demonio di alcune persone”.

L’attore irlandese Colin O’Donoghue aggiunge a questo proposito: “La storia di Il Rito solleva domande universali riguardo a come noi affrontiamo l’inspiegabile. Esiste l’argomento psicologico - l’idea che l’essere posseduto dalle forze del male sia una causa ed un effetto di una malattia mentale - ed esiste la credenza nei demoni e nell’essere posseduti. Queste sono domande che vengono poste da migliaia di anni. Il film mostra vari scenari molto inquietanti e il fatto che essi siano ispirati da episodi realmente accaduti ti fa credere che ci sia un fondo di verità”.

“Matt Baglio – continua il regista - aveva sentito parlare di una scuola per esorcisti che apriva il Vaticano e l’argomento lo aveva colpito profondamente. Durante le sue ricerche, ha incontrato un seminarista e allora invece di scrivere un articolo, ha deciso di scrivere un libro. Il risultato è stato The Rite: The Making of a Modern Exorcist, che racconta gli eventi che hanno ispirato il film. L’esorcismo, in sé e per sé, è qualcosa che poche persone conoscono veramente. Non solo Matt ha voluto capire il fenomeno, ma lo ha voluto svelare, rendere pubblico il mistero anche agli altri. Ha incontrato un prete Americano, Padre Gary Thomas, che frequentava il Seminario Regina Apostolorum a Roma per imparare a diventare esorcista e le sue esperienze hanno creato il personaggio principale di Michael Kovak. Quando si fa un film di questo genere, l’argomento va trattato molto seriamente e con assoluto rispetto. Nell’affrontare i temi importanti come il bene e il male, non è necessario creare altre attrattive. La verità è molto più forte e coinvolgente di qualsiasi cosa che ci possiamo inventare”.

“La gente è affascinata dall’argomento dell’essere posseduti dal demonio in quanto la sua esistenza rimane una domanda senza risposta. - ribadisce Håfström - Quindi il mio film non è affatto un horror, non aspettatevi solo sangue e scene terrificanti. E’ un film immaginario ma che si basa su una situazione reale e vera, lo definirei un dramma psicologico. Quando ho letto la sceneggiatura, ho sentito che affrontava l’intera idea del possedimento demoniaco da una prospettiva che non era ancora stata presa in considerazione e riusciva ad attirarti in questo mondo misterioso con grande suspense, intensità e fascino”.

“Il mio personaggio, Padre Lucas non è benvisto tra il clero - dice Anthony Hopkins – E’ un esorcista controverso conosciuto perché sa oltrepassare i confini più bui della sua spiritualità al servizio di Dio. Ha effettuato migliaia di esorcismi  ed è un prete che vive in trincea e da anni combatte il Diavolo. Non è il solito prete. In lui si riconoscono un senso di ambiguità e di pericolo. Per alcuni, è pazzo, ma allo stesso tempo, possiede  bontà e una genuina amorevolezza. Quello che mi ha affascinato di Padre Lucas era quale fosse la sua posizione nel mondo della teologia. E’ un Gesuita, ma uno di quelli multi-dimensionali. Quando Michael lo incontra, non sa come comportarsi con lui in quanto il prete più anziano è solo un uomo irascibile e impaziente. Quando questo giovane uomo sfida la sua fede, Padre Lucas gli risponde: ‘Mantieni i dubbi. Nutrili. Sii amico dei tuoi dubbi perché saranno loro a condurti avanti nella strada’. Padre Lucas nutre i suoi dubbi, fino a che non gli accadono eventi terrificanti”. 

“Ovviamente, il contributo che ha portato Anthony è stato enorme. - conferma Håfström - E’ il cuore e l’anima del film. Il personaggio di Padre Lucas è affascinante poiché non sappiamo chi sia veramente e in cosa realmente creda; se sia un mago o un vero esorcista. Il suo carattere è pieno di sfaccettature e Anthony è riuscito a catturarle tutte in maniera sorprendente. Aver avuto l’opportunità di lavorare con un grande attore del suo calibro è stato assolutamente fantastico”.

Il Rito esplora i misteri dell’esorcismo attraverso gli occhi di un esperto e di un novizio. Questo rapporto si rispecchia pienamente in Colin O’Donoghue, al suo primo debutto cinematografico (nonostante un notevole background a Teatro e in Tv) nel ruolo di Michael Kovak, e nel veterano Hopkins. “Mi sono auto-ripreso nel giardino del mio miglior amico leggendo alcuni pezzi della sceneggiatura che mi aveva inviato il mio agente a Los Angeles, ma non potevo sapere se qualcuno avrebbe mai preso in considerazione la mia proposta. – afferma l’esordiente O’Donoghue - Grazie a Dio, è successo. Per me il sogno è diventato realtà e mi sono sentito in forte sintonia con il mio personaggio. Che tu creda o no in Dio o in un potere superiore, che tu creda o no che la tua vita sia segnata da un destino o che sia tu a controllare tutto, sono tutte riflessioni, estremamente serie e profonde, che mettono continuamente in discussione il mio personaggio”. 

“Credo che Colin sia una persona di cui istintivamente e immediatamente ci si fida e quindi rappresenta un’ottima guida in questo mondo. - aggiunge il regista - Questo è il suo primo film e lui si vede in quasi tutte le scene, la maggior parte delle quali girate insieme al grande Anthony Hopkins, per cui si percepiva che fosse comprensibilmente nervoso il primo giorno di riprese. Ma Anthony, per questa ragione, è stato molto generoso con Colin, sia come persona che come attore e lo ha aiutato enormemente. Sono diventati buoni amici, il che è stato un aspetto essenziale in quanto questo è un film che si basa sull’amicizia tra il prete “giovane” e quello “anziano”. Si instaura anche una dinamica padre-figlio tra loro. Allo stesso tempo, è stato importante creare una relazione dove si potesse avvertire un conflitto tra i due. Credo che entrambi gli attori siano stati capaci di creare questo tipo di tensione”.

“Dopo avere letto la sceneggiatura, non sono più riuscita a dormire. – afferma la bellissima Alice Braga – Nel film sono una giornalista che un po’ si avvicina a Michael perché è un bel ragazzo e la attrae e anche perché sa che lui ha a che fare con gli esorcismi. Il suo obiettivo è scrivere un articolo, il più veritiero possibile su questo argomento. Tutti hanno paura solo dell’idea delle possessioni, anche se non concordano sui termini da usare. Mi sono innamorata del mio personaggio, Angeline, perché è una donna forte, diretta, con degli obiettivi che si svelano piano, piano quando diventa chiaro il suo bisogno di risposte. Scopre se stessa attraverso questo viaggio negli stessi modi in cui Michael scopre se stesso e hanno molti punti in comune. Il loro passato, il rapporto con i loro genitori, li vincola, li blocca in un presente che ha bisogno di una svolta. Ed è un modo molto interessante di parlare di religione attraverso racconti di vita”.

Ricordiamo che nel cast di Il Rito che sarà nelle sale da venerdì 11 marzo, distribuito dalla Warner Bros., essendo in buona parte girato a Roma fanno parte del cast, con ruoli importanti vari attori italiani: la giovanissima Marta Gastini oltre a Maria Grazia Cucinotta, Giampiero Ingrassia, Cecilia Dazzi.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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