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Incontro con Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly

Attualità, Interviste, Personaggi

01/09/2011

 (Venezia) Due coppie borghesi, in una stanza, che cercano pacificamente di parlare del fatto che i rispettivi figli hanno fatto a botte. Da questo piccolo presupposto, Roman Polanski, grazie alla pièce di Yasmina Reza, Il Dio della Carneficina, ci getta in una serie di ricriminazioni, discussioni, confessioni su figli, famiglia e vita di coppia tanto divertenti quanto terrificanti. I quattro mostri di bravura sono Jodie Foster - che non è potuta venire al Lido - Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly. Grandissima regia di Polanski che è riuscito a fare un film di 80' senza annoiare un secondo, con quattro attori, e tutto girato in un appartamento. Le riprese sono avvenute in ordine cronologico.

 Ricordiamo anche che la pièce della Reza terminava in maniera assolutamente pessimistica mentre Polanski ha optato per un nebbiosissimo - se proprio ce lo vogliamo vedere - lieto fine.

 "Quando si è un genitore e si viene da una famiglia molto grande come quella a cui io appartengo - afferma Kate Winslet - forse si vieni inconsciamente attratti maggiormente da questo tipo di storie. Sono una madre e capisco la dinamica del 'giardino di infanzia' che possono essere il matrimonio e i figli e quando Roman Polanski mi ha offerto il lavoro ero al settimo cielo. Avevo già visto la pièce a Broadway ed ero eccitatissima dalla possibilità di potere impersonare il ruolo di Nancy".

 Voi siete quattro attori straordinari come avete lavorato insieme. E' stato più facile o più difficile andare d'accordo visto le vostre personalità? "Come direbbe Roman se fosse qui - continua la Winslet - tutti noi siamo andati d'accordo fin dal primo giorno perché tutti noi abbiamo avuto un senso di trepidazione salutare che ci ha portato a dare sempre il massimo. Questo ci ha uniti, questa volta la paura – la paura di non essere all’altezza - è stata positiva perché ci ha maggiormente spronato a dare sempre di più. Lavoriamo in modi simili, è strano, siamo stati un gruppo di amici e questo è stato il grande valore aggiunto a questa già straordinaria impresa. Nessuno di noi era in concorrenza uno con l'altro e siamo stati sorpresi e colpiti da quanto siamo stati gruppo. Uniti veramente, siamo diventati amici".

 "Noi siamo quattro persone, quattro attori con personalità veramente diverse - dice Waltz - e questo credo abbia davvero aiutato a rendere il nostro lavoro sempre migliore. Abbiamo fatto settimane di prove prima di girare ma siamo riusciti a mantenere fino alla fine le nostre rispettive personalità all'interno del ruolo. Tenete conto che pure i quattro ruoli hanno personalità davvero variegate quindi era fondamentale arrivare a mantenere ognuno di noi le proprie caratteristiche. Questo è uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente del film. Riguardandolo ho pensato che uno dei tanti pregi di questo film consisteva proprio nella capacità di avere tenuto i nostri modi personali, il nostro io, fino alla fine e questo è un grandissimo pregio che avviene molto raramente al cinema".

 "Io sono il personaggio più comico e ‘bonaccione’ del film - dice John C. Reilly - e non posso che aggiungere che anche per me è stata una fortuna sfacciata ricevere una telefonata da parte di Roman Polanski perché oltre ad avere a che fare con lui che è uno dal quale puoi imparare ogni giorno tantissimo, ho avuto la possibilità di lavorare con tre attori che non hanno fatto altro che migliorare la mia capacità interpretativa. Penso che lavorare con attori bravi sia più facile, è vero che esiste il rischio della competitività, ma tra di noi è accaduto tutto il contrario e quindi tutto quello che è uscito è stato positivo per il nostro lavoro e come esseri umani".

 "Jodie ed io - conclude la Winslet - ma in realtà tutti quanti abbiamo pensato che questi ruoli fossero profondissimi, molto umani, portati all'estremo ma forti, complessi, complicati come lo sono tutte le famiglie. E questo è un regalo non da poco per un attore. Io non ho cercato di imitare nessuno, non ho guardato altre performance di altre attrici per prepararmi ma, invece, ci siamo appoggiati uno all'altro proprio per dare il nostro meglio. Non ho nessuna formula per prepararmi in un lavoro penso vagamente al ruolo e poi in qualche modo alla fine riesco a metterlo a fuoco, si mette a punto... da solo, quasi per magia. Questo personaggio contiene una serie di dinamiche famigliari complesse e io ho pensato solo una volta: sarò più divertente di Hope Davis che ha interpretato il mio ruolo a Broadway? Ma una volta che questo pensiero l'ho messo da parte tutto è andato per il meglio".

 Carnage sarà nei cinema a partire dal 16 settembre distribuito da Medusa Film.

 

 

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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